Al via il SISTRI, una rivoluzione per lo smaltimento dei rifiuti speciali

All’avanguardia in Europa, l’Italia ha messo a punto un innovativo sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti speciali, totalmente informatizzato. Addio quindi al “Formulario di identificazione”, al “Registro di carico e scarico” e al  “Modello unico di dichiarazione ambientale” (MUD)

Nei prossimi mesi, entrerà gradualmente a regime il SISTRI, ovvero il SIstema di controllo della Tracciabilità dei RIfiuti speciali, totalmente informatizzato, che sostituirà completamente il “vecchio” sistema cartaceo di gestione e controllo, basato su tre documenti ben noti a tutti gli addetti ai lavori: “Formulario di identificazione”, “Registro di carico e scarico” e  “Modello unico di dichiarazione ambientale” (MUD). 

Primi in Europa
“L’Italia è il primo Paese in Europa ad attivare un sistema di controllo dei rifiuti così moderno – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – in un’ottica di legalità, trasparenza, risparmio, semplificazione e informatizzazione”. Ma vediamo i dettagli di questo sistema, che interesserà una massa di 147 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, di cui il 10 per cento pericolosi.

Grazie al SISTRI, gestito dal Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, ogni rifiuto speciale sarà “seguito”, in tempo reale, in tutte le fasi della sua filiera, dalla produzione allo smaltimento, passando per depositi temporanei e trasporti più o meno lunghi. Nelle intenzioni, un colpo mortale alle ecomafie, ma anche concreti benefici per gli operatori del settore, con un’evidente riduzione dei costi, dei passaggi burocratici e della concorrenza sleale.

Con l’adozione del SISTRI  – a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, nel Supplemento ordinario del 13 gennaio 2010, del Decreto Ministeriale 17 dicembre 2009 – scomparirà il “vecchio” sistema di rilevazione cartaceo – macchinoso, costoso e burocratico – che per sua natura consentiva di conoscere i dati relativi alla gestione dei rifiuti speciali con un ritardo di due – tre anni, rendendo spesso inefficaci i controlli e ostacolando l’impostazione di corrette politiche ambientali. Tra l’altro, il sistema pone particolare attenzione alla fase finale dello smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di monitorare e “dare visibilità” al flusso in entrata e in uscita degli autoveicoli in discarica.

In pratica…
Tutti i soggetti legati a vario titolo alla filiera dei rifiuti speciali – produttori, intermediari, trasportatori, consorzi etc. – sono quindi tenuti a iscriversi a questo sistema, tramite il sito istituzionale www.sistri.it.  Una volta iscritti, riceveranno in dotazione tre componenti “fisici” elettronici:

  • un “dispositivo USB” per l’accesso al sistema, con la possibilità di trasmettere e memorizzare dati, nonché di firmare in modo elettronico;
  • un “black box” (o scatola nera), ovvero un dispositivo elettronico da installare su ciascun veicolo che trasporta rifiuti, con la funzione di monitorarne ogni spostamento;
  • apparecchiature di sorveglianza, per monitorare l’ingresso e l’uscita degli automezzi dagli impianti di discarica.

Il SISTRI è già stato definito, crediamo a ragione, “Il Grande Fratello dei rifiuti”, e indubbiamente porterà una vera rivoluzione nel settore, all’insegna della tecnologia e della assoluta rintracciabilità, in tempo reale, dei rifiuti.

Come sempre, anche in questa complessa materia, EST è a disposizione per qualsiasi azione di supporto e di consulenza.

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