Formaldeide: Esposizione professionale

L’esposizione professionale a formaldeide è principalmente di tipo inalatorio e cutaneo.
La formaldeide aero-dispersa che si libera e si sviluppa negli ambienti di lavoro viene a contatto con gli operatori che utilizzano materie prime o sotto-prodotti che la contengono oppure sono donatori di formaldeide oppure ne rilasciano in seguito a lavorazioni e processi di termo-degradazione.
Il database dello studio europeo CARcirogen EXposure (CAREX) stima un’esposizione occupazionale di 4.2 milioni di esposti a cancerogeni noti o sospetti in Italia. Per uso diretto di formaldeide almeno 115.000 esposti: aggiungendo le fonti indirette di esposizione da scarichi di veicoli e fumo di tabacco, si raggiunge la cifra di 1 milione

INDUSTRIA DEL LEGNO

Nel settore del trattamento del legno, la formaldeide trova un’ampia applicazione nella produzione delle resine ureiche impiegate per la preparazione di vernici, adesivi termo-indurenti e carte impregnate per la nobilitazione. L’utilizzo principale di queste resine permette una struttura legante molto efficace nella produzione di pannelli truciolari, MDF e compensati. Il successo delle resine ureiche nella produzione di pannelli è dovuta al costo relativamente basso e alla facilità di impiego.
Tale successo ha come contro-indicazione l’emissione di formaldeide: infatti per effetto di fenomeni chimici di idrolisi la formaldeide viene continuamente liberata. Per tale motivo sul mercato esistono prodotti che rispondono a varie classi di emissione di formaldeide (E1, E2) rispondenti a precise norme tecniche europee.
Con il decreto 10/10/2008 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/12/10/08A09225/sg) viene stabilito che “pannelli a base di legno e manufatti con essi realizzati, sia semilavorati che prodotti finiti, non possono essere immessi in commercio se la concentrazione di formaldeide, che essi provocano nell’aria dell’ambiente di prova, superi il valore di 0,124 mg/m3.

INDUSTRIA DELLA PLASTICA

Nel settore della lavorazione delle materie plastiche la formaldeide è presente in diverse applicazioni industriali. Le principali sono le resine termo-indurenti fenoliche e le amminoresine.
Le resine fenoliche si ottengono per poli-condensazione di fenolo e formaldeide e si utilizzano nella produzione di bachelite. Le amminoresine si ottengono per poli-condensazione di urea e melammina. Per loro sue proprietà isolanti si utilizzano per produrre manufatti vari per l’industria automobilistica, elettrotecnica e comunicazione.
Lo stampaggio per compressione ad alte temperature (100°C-180°C) rappresenta la tecnica di lavorazione più utilizzata per le resine termoindurenti. È proprio nelle fasi di termo-stampa del materiale plastico che l’operatore può venire a contatto con la formaldeide aero-dispersa liberata in seguito a termo-degradazione della resina.

INDUSTRIA METALMECCANICA

Il settore metalmeccanico nazionale rappresenta il 5% del totale delle aziende italiane. Lo sviluppo tecnologico dei centri di lavoro robotizzati, le lavorazioni sempre più complesse hanno influito sull’utilizzo sempre più vasto degli oli minerali, in particolare come fluidi-lubrorefrigeranti (FLR) e come lubrificanti per gli ingranaggi dei macchinari.
La funzioni principale dei FLR è quella di limitare l’usura utensile derivante dal contatto continuo col materiale in condizioni proibitive dal punto di vista di temperature e pressioni. Esistono FLR solubili (più complessi) ed insolubili in acqua (base minerale).
Oltre a rappresentare un’esposizione a rischio cancerogeno da IPA dovuto alla frazione minerale, i FLR solubili in acqua possono contenere componenti donatori di formaldeide. Principalmente sono le componenti impiegate come conservanti (biocidi) a provocare un rilascio lento di formaldeide a seguito del suo utilizzo sulle macchine utensili. Un elenco di questi composti approvati dalla Commissione europea è contenuto nel Regolamento UE 1062/2014 del 04/08/2014.
http://www.iss.it/binary/cnsc/cont/Regolamento_1062_14.pdf

SETTORE MEDICO E COSMETICO

In ambito sanitario la formaldeide in soluzione acquosa al 4% (formalina) viene utilizzata per le sue importanti proprietà conservanti e di fissante cellulare, trovando largo utilizzo in anatomia patologica.
La formalina è un fissativo per eccellenza dei tessuti prelevati per diagnosi poiché mantiene inalterato il tessuto; essendo utilizzata come soluzione tamponata, il rischio da esposizione a formaldeide è principalmente limitato allo sviluppo di aerosol nelle fasi di movimentazione dei tessuti trattati.

INDUSTRIA SIDERURGICA

La presenza di formaldeide nel ciclo tecnologico delle fonderie di ghisa si deve all’utilizzo di tale sostanza nella mescola che costituisce le anime in terra di fonderia, sabbia silicea e resine sintetiche.
Le resine possono essere fenoliche, ureiche e fenol-furaniche tutte prodotte per poli-condensazione con formaldeide. Il loro utilizzo come induritori e distaccanti per coclea, o durante la formatura a caldo della resina per le terre, determina per gli operatori la possibile esposizione a vapori di formaldeide libera, o liberata dalla reticolazione.