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Corsi Idrici
Dispositivo e Processo di Controllo e Sorveglianza dei Corpi Idrici. Ottenuto il brevetto!
Concesso il Brevetto per il nostro Sistema Smart di Monitoraggio Wireless Remoto per la gestione delle reti idriche
Brevetto per Dispositivo e Processo di Controllo e Sorveglianza dei Corpi Idrici

Brevetto. Dispositivo e Processo di Controllo e Sorveglianza dei Corpi Idrici

Siamo lieti ed orgogliosi di annunciare che il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso alla nostra controllata il brevetto per il “Dispositivo e Processo di Controllo e Sorveglianza dei Corpi Idrici”.

Di cosa si tratta?

E’ un’applicazione, nell’ambito dell’IoT – Internet delle Cose, che consente di monitorare in remoto le caratteristiche chimico – fisiche di acquedotti, fognature, bacini e corpi idrici , il tutto in tempo reale, in simultanea e su un numero illimitato di punti.

Il sistema è versatile, integrabile con innumerevoli altri dispositivi di rilevazione e misurazione di differenti grandezze (es.: eventi meteorici, etc. ) e quindi customizzabile per altre applicazioni, in altrettanti settori di mercato (chimico, industriale, logistico, energetico…).
Grazie all’implementazione di reti di telecontrollo è possibile rilevare criticità, operare previsioni ed allertare per una tempestiva attivazione gestionale.

A chi si rivolge

  • Studi professionali
  • Società di Gestione del Servizio Idrico Integrato
  • Enti di controllo e Protezione Civile
  • Consorzi di Bonifica
  • Grandi gruppi industriali con reti idriche interne

Altre applicazioni possibili

  • Smart AgroScience – Agricoltura di precisione
  • Geologia / Sismologia
  • Mobilità / Logistica
  • Acustica / Vibrazioni
  • Chimica

Non esitate a contattarci per approfondimenti ed informazioni, scrivendo a: info@wsnmore.com

isi 2016
Finanziamenti alle imprese in materia di sicurezza: al via il Bando INAIL “Isi 2016”
Messi in campo 245 milioni di euro che, a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa, verranno erogati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande

Anche quest’anno l’INAIL ripropone il “ bando isi 2016 ”, ovvero finanziamenti in conto capitale, a fondo perduto, delle spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche a favore di imprese individuali.

Complessivamente, sono messi a disposizione circa 245 milioni di euro, fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Nel dettaglio, sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:
1.    Progetti di investimento
2.    Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
3.    Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
4.    Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

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SNPA Tutela Ambiente
La tutela dell’ambiente va in “rete”: nasce il SNPA
Il 14 Gennaio 2017 prende il via l'attività del SNPA, Il Servizio Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

ISPRA SNPA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Sistema nazionale per la protezione dell'ambienteCol nuovo anno, e in particolare dal 14 gennaio 2017, ha preso il via l’attività del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), con l’entrata in vigore della Legge 28 giugno 2016 n. 132, recante “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale”.

Il SNPA, che “mette in rete” 22 enti autonomi e indipendenti (Ispra e le agenzie ambientali regionali e delle province autonome), nasce per assicurare omogeneità nella attività di tutela ambientale su tutto il territorio nazionale. A tal fine, sono stati istituiti i LEPTA, ovvero i “livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali”, che costituiranno il livello minimo omogeneo in tutto il territorio nazionale per i servizi che dovrà garantire il SNPA.

A questo nuovo soggetto la Legge attribuisce, fra gli altri, compiti fondamentali:

  • il monitoraggio dello stato dell’ambiente;
  • il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento;
  • l’attività di ricerca finalizzata a sostegno delle proprie attività;
  • il supporto tecnico-scientifico alle attività degli enti statali, regionali e locali che hanno compiti di amministrazione attiva in campo ambientale;
  • la raccolta, organizzazione e diffusione dei dati ambientali che costituiranno la fonte ufficiale in tale ambito.

Tutti i dettagli sul sito ISPRA cliccando qui

Dispositivi di Protezione Individuali regolamento CLP SINP

Avrebbe dovuto essere emanato entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81: stiamo parlando delle regole tecniche di attuazione del cosiddetto SINP, ovvero il “Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro”, previsto dall’articolo 8 del citato Decreto 81/2008.

Sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 226 del 27-9-2016 – Suppl. Ordinario n. 42 è stato infatti pubblicato il Decreto 25 maggio 2016, n. 183, recante “Regolamento recante regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del SINP, nonché le regole per il trattamento dei dati, ai sensi dell’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

Nelle intenzioni del legislatore, questo sistema informatico, a livello nazionale e Inter-istituzionale, dovrebbe “fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici, e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate”.

Il decreto, che entrerà in vigore il 12 ottobre, attribuisce all’Inail il compito di curare il Sistema informativo e la responsabilità del trattamento dei dati su infortuni, malattie professionali e attività di vigilanza che vi confluiranno, ai quali avranno accesso le amministrazioni che costituiscono il SINP.

Un provvedimento che riguarda, in primo luogo, le istituzioni preposte, a vario titolo, alla tutela della sicurezza della salute sui luoghi di lavoro.

Per scaricare il decreto cliccare qui

Manuale DPI radiazioni XL’ampia diffusione di apparecchi radiogeni in ambito medico e diagnostico – dalle grandi strutture ospedaliere al piccolo studio dentististico – ha moltiplicato il numero di lavoratori potenzialmente esposti a Radiazioni X, con tutti conseguenti rischi di carattere sanitario.

Premesso che l’utilizzo di tali sorgenti deve avvenire in strutture specificatamente progettate allo scopo, e adeguatamente protette, risulta comunque necessario prevedere la disponibilità e l’utilizzo di specifici Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), finalizzati alla protezione dei lavoratori dalle Radiazioni X. In tale ottica, dobbiamo segnalare una utile pubblicazione tecnica dell’INAIL:

“Proposta di procedura per la gestione dei dispositivi di protezione individuale dalla radiazione X per uso medico-diagnostico:
camici e collari per la protezione del lavoratore”.

Il documento si prefigge tre obiettivi sostanziali:

  • garantire una scelta adeguata dei DPI;
  • assicurare la distribuzione, ad ogni lavoratore, dei dispositivi che gli necessitano;
  • verificare periodicamente lo stato ed il corretto uso di quanto fornito.

Un manuale di sicura utilità, in un settore molto specialistico, in cui la letteratura tecnica è ancora scarsa.

Per scaricare il manuale, cliccare qui: normative_rx_dpi-radioprotezione_inail.

Non esitate a contattarci per un supporto alle vostre valutazioni: consulenza@estambiente.it

sicurezza sul lavoro finanziamenti sulla sicurezza registro infortuni formazione per rspp

Il nuovo accordo Stato-Regioni in tema di formazione per RSPP (di cui avevamo ampiamente parlato nel precedente articolo consultabile cliccando qui) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19.08.2016: ”Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioniAccordo ai sensi dell’articolo 4 Decreto Legislativo 28 agosto 1997 n. 281Repertorio Atti n. 128/CSR del 07 luglio 2016”.

L’entrata in vigore è scattata quindi il 4 settembre 2016.

Transitoriamente, per un anno dall’entrata in vigore dell’Accordo, i corsi per RSPP e ASPP possono ancora svolgersi secondo quanto previsto dall’accordo del 26 gennaio 2006.

N&M MANAGEMENT, CONAPI NAZIONALE e FORGEM hanno organizzato un convegno gratuito che si terrà giovedì 15 settembre 2016 presso il Kilometro Rosso a Bergamo per illustrare le novità introdotte dal nuovo Accordo sia dal punto di vista tecnico che giuridico.
Per scaricare la locandina clicca qui

Ricordiamo che per ogni approfondimento o informazione in merito potete contattarci scrivendo a consulenza@estambiente.it

 

sicurezza sul lavoro finanziamenti sulla sicurezza registro infortuni formazione per rspp

Dopo un lunghissimo iter, nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 7 luglio 2016 è stato “sancito” “Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP), ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni”.

Un Accordo a lungo atteso, in sostituzione del precedente risalente ormai al 2006. Non appena sarà reso pubblico il testo ufficiale, con la data di entrata in vigore, sarà possibile valutarlo nel dettaglio, tenuto conto che le novità dovrebbero essere numerose e rilevanti.

Per quanto riguarda la formazione, si segnala in particolare:

  • Variazione del Modulo B del percorso per RSPP e ASPP, correlato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative: viene previsto un Modulo comune esaustivo per tutti i settori produttivi della durata di 48 ore, con la frequenza di ulteriori moduli di specializzazione per i seguenti settori:
  • Agricoltura – Pesca (12 ore);
  • Cave – Costruzioni (16 ore);
  • Sanità residenziale (12 ore);
  • Chimico – Petrolchimico (16 ore);
  • Possibilità di frequentare il Modulo A in modalità e-learning;
  • Riconoscimento, per chi ricopre già il ruolo di RSPP/ASPP, della formazione pregressa e previsione di aggiornamenti della durata di 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP nel quinquennio successivo all’acquisizione della qualifica.

Ulteriori novità introdotte riguardano:

  • requisiti dei docenti nei corsi di formazione;
  • condizioni per la formazione del datore di lavoro che svolga i compiti di RSPP;
  • riconoscimento della formazione del medico competente;
  • formazione dei lavoratori somministrati;
  • mutuo riconoscimento dei progetti sperimentali in e-learning per la formazione specifica;
  • possibilità dell’uso dell’e-learning per la formazione specifica;
  • organizzazione dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

e altro ancora.

Per scaricare il verbale di approvazione dell’Accordo, cliccare qui

Aggiornamento D.Lgs. 81/2008Il Ministero del Lavoro ha reso disponibile il testo aggiornato e coordinato a giugno 2016 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (noto con l’abbreviazione di D.Lgs. 81/2008), ovvero il cosiddetto Testo Unico in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Di seguito, le principali novità:

  • numerose modifiche a seguito del Decreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 39, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
  • aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’articolo 71 comma 11;
  • inserita la lettera circolare prot. 2597 del 10/02/2016 sulla Redazione del POS per la mera fornitura di calcestruzzo;
  • inserito un estratto della circolare n. 26 del 12/10/2015 e la nota prot. 19570 del 16/11/2015 sulle modifiche alla sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’articolo 14;
  • inserite note riguardanti l’abrogazione della Direttiva 89/686/CEE sui dispositivi di protezione individuale a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 31 marzo 2016, L 81/51 del nuovo Regolamento (UE) 2016/425.

Per scaricare il decreto cliccare qui

snpa Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente
Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA)
Il 15 Giugno 2016, la Camera ha approvato in via definitiva la legge che istituisce il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA).

SNPA Sistema nazionale per la protezione dell’ambienteMercoledi 15 Giugno 2016 si è concluso l’iter parlamentare della legge che istituisce il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNAP) e disciplina l’ISPRA, L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA). L’adozione di un sistema a livello nazionale garantirà omogeneità ed efficacia delle attività di controllo ambientale, supporterà le politiche di sostenibilità ambientale e costituirà la fonte ufficiale, autorevole ed omogenea di tutto ciò che riguarda le informazioni, il monitoraggio, l’analisi e le valutazioni in campo ambientale.

Altro punto fondamentale della legge è l’istituzione di Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) e la rete informativa nazionale ambientale, la cosiddetta Sinanet.

Questa legge dovrà contribuire a rafforzare, nel nostro Paese, le attività rivolte all’ambiente, attivare politiche di prevenzione e protezione delle matrici ambientali.

Esistono già formalmente i compiti di ricerca finalizzata e sperimentazione da parte delle Agenzie Regionali e Provinciali, ma l’istituzione di un sistema unificato garantirà la condivisione dei dati e le informazioni attraverso attività di reporting standardizzata e le attività di natura ispettiva, di vigilanza e controllo.

Lo scopo ultimo di questa fonte ufficiale ed autorevole di procedure e informazioni è la tutela non solo dell’ambiente, ma anche da chi ci vive.

Leggi il comunicato stampa ufficiale di SNPA.

Dispositivi di Protezione Individuali regolamento CLP SINP

Dispositivi di Protezione IndividualiIn materia di Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), dobbiamo registrare un’importante novità: la pubblicazione del “Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 31 marzo 2016.

Un provvedimento legislativo che, a differenze delle “direttive”, non ha bisogno di alcun recepimento da parte degli stati membri, e quindi, nei tempi previsti, avrà a tutti gli effetti valenza di legge.

Com’è ovvio, il nuovo regolamento interessa, in primo luogo, i fabbricanti di DPI e tutti i soggetti della cosiddetta “catena della distribuzione”, ivi compresa la cosiddetta “vendita a distanza”, che dovranno adeguarsi alle nuove prescrizioni. Il regolamento, infatti, non entra nel merito dell’uso dei DPI (articolo 6), lasciando la definizione di tali prescrizioni agli stati membri.

Il nuovo regolamento prevede, per i Dispositivi di Protezione Individuali, i cosiddetti Requisiti Essenziali di Sicurezza (Allegato II), che devono essere alla base della progettazione e della costruzione dei DPI stessi. Vengono inoltre dettagliati gli obblighi dei mandatari, degli importatori e dei distributori, in effetti non lievi.

Da segnalare ben dieci allegati tecnici, tra cui, all’Allegato I, troviamo la suddivisione dei DPI nelle ben note tre categorie, con un’annotazione: per tutti i DPI indicati di terza categoria, dovrà scattare l’obbligo di formazione e addestramento, come previsto dall’articolo 77 comma 5 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, secondo il quale “l’addestramento è indispensabile: a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria; b) per i dispositivi di protezione dell’udito”. Probabilmente, sarà necessario – e diremmo auspicabile – un provvedimento legislativo “di raccordo”, al fine di evitare equivoci o errate interpretazioni, come appare evidente dal seguente raffronto, per quanto i due elenchi siano in gran parti sovrapponibili:

Decreto Legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, articolo 4 commi 5 e 6

5. Appartengono alla terza categoria i Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente. Nel progetto deve presupporsi che la persona che usa i Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) non abbia la possibilita’ di percepire tempestivamente la verificazione istantanea di effetti lesivi.

6. Rientrano esclusivamente nella terza categoria:

  • a) gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici;
  • b) gli apparecchi di protezione isolanti, ivi compresi quelli destinati all’immersione subacquea;
  • c) i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti;
  • d) i DPI per attivita’ in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d’aria non inferiore a 100 °C, con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione;
  • e) i DPI per attivita’ in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d’aria non superiore a – 50 °C;
  • f) i DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto
  • g) i DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attivita’ che espongano a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche.

Regolamento (UE) 2016/425 – Allegato I

La categoria III comprende esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

  • a) sostanze e miscele pericolose per la salute;
  • b) atmosfere con carenza di ossigeno;
  • c) agenti biologici nocivi;
  • d) radiazioni ionizzanti;
  • e) ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
  • f) ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
  • g) cadute dall’alto;
  • h) scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  • i) annegamento;
  • j) tagli da seghe a catena portatili;
  • k) getti ad alta pressione;
  • l) ferite da proiettile o da coltello;
  • m) rumore nocivo.

L’entrata in vigore è differenziata, parte il 21 ottobre 2016 e parte il 21 marzo e 21 aprile 2018.

Per scaricare il regolamento, cliccare qui

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