Author Archives : Davide

territorio via vas processi autorizzativi SUAP
Attività produttive. In crescita le pratiche presentate attraverso lo sportello unico (SUAP)
L’accordo tra ANCI e UnionCamere siglato lo scorso anno ha portato ad un deciso incremento degli adempimenti svolti dagli imprenditori nel 2017 per l’avvio e l’esercizio d’impresa attraverso la piattaforma on-line.

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) è l’unico soggetto pubblico di riferimento per i procedimenti amministrativi riguardanti l’avvio e l’esercizio di attività produttive.

Come costituito all’art. 2 del D.P.R. n° 160/2010, esso rappresenta l’unico punto di accesso per l’impresa in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva: azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività.

La semplificazione di un unico punto di accesso, assicura al richiedente una risposta tempestiva in luogo degli altri enti amministrativi coinvolti nei diversi procedimenti, come ad esempio ATS, Vigili del Fuoco, Regione, Provincia, ATO, ARPA, ecc. (art. 4 del D.P.R. n° 160/2010)

Impresainungiorno è il portale nazionale operativo e informativo a supporto di questi adempimenti d’impresa: un unico punto di accesso alle funzioni dei SUAP per tutto il territorio nazionale, per tutte le amministrazioni comunali.

Facoltà dei Comuni è l’esercizio del SUAP in forma singola, in forma associata con altri Comuni oppure in convenzione con la Camera di Commercio competente per territorio. A 7 anni dalla nascita, sono oggi 3539 i comuni italiani (50% del totale nazionale) che utilizzano la piattaforma digitale, con un incremento di 180 amministrazioni nell’ultimo anno a seguito dell’accordo tra ANCI e UnionCamere di aprile 2016 (link pdf).

Tra i procedimenti delle attività produttive disponibili all’invio telematico vi sono gli adempimenti di carattere ambientale quali:

  • domande per SCIA di nuove attività lavorative;
  • istanza di Autorizzazione Unica Ambientale;
  • domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale;
  • comunicazioni e messa in esercizio di emissioni in atmosfera;
  • domande di autorizzazione per scarichi idrici in fognatura o in corpo idrico;
  • comunicazioni per gestione di terre e rocce da scavo;
  • comunicazioni per attività di smaltimento/recupero rifiuti.

La delicatezza della gestione di queste pratiche impone competenze, capacità organizzative e strutture adeguate. La nostra società opera da anni nei settori produttivi necessariamente coinvolti da questi tipi di adempimenti, affiancando grandi e medie Aziende per sviluppare servizi integrati e personalizzati.

Cosa possiamo fare per TE?

Se sei prossimo alla presentazione di una istanza o vuoi valutazioni preliminari sui passi da seguire, contattaci per un preventivo o un sopralluogo nella tua azienda.

Contattaci

cromo esavalente cromo6
Cromo esavalente in acque potabili – Prorogata l’entrata in vigore del nuovo limite
A seguito dei rilievi presentati dalla Federazione delle imprese che gestiscono il servizio integrato, l’entrata in vigore del disposto del DM 14/11/2016 è prorogato al 31/12/2018.

In una precedente pubblicazione, abbiamo segnalato l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 14/11/2016 del Ministero della Salute con cui si apportavano modifiche al D.Lgs. 31/2001. Quest’ultimo definisce il profilo di identità delle acque destinate al consumo umano, le acque potabili, in riferimento alla Direttiva Comunitaria 98/83/CE.

La modifica prevede l’introduzione di un “valore limite” sul contenuto di Cromo Esavalente pari a 10 μg/l, ove prima vigeva un limite come Cromo Totale pari a 50 μg/l.

Questa emanazione ha reso evidente come il concerto con il Codice Ambiente D.Lgs. 152/2006 diventasse critico in quanto, nella parte relativa alla qualità delle acque sotterranee, definisce per il parametro Cromo Esavalente una concentrazione soglia di contaminazione pari a 5 μg/l, “valore al di sopra del quale occorre la caratterizzazione del sito e l’analisi del rischio”.

Il Cromo esavalente è elemento pericoloso e classificato cancerogeno (IARC classe I) ma in passato è stato raramente monitorato nelle acque destinate al consumo umano, se non a fronte di evidenti episodi di contaminazione. Ne consegue che delineare la situazione di partenza per questo parametro e lo stato di salute dei bacini di approvvigionamento sia tutt’altro che semplice.

Visto tutto ciò Utilitalia (Federazione delle imprese energetiche idriche ambientali) aveva richiesto formalmente al Ministero della Salute di valutare la possibilità di una proroga del termine di entrata in vigore del decreto stesso, avviando in contemporanea un’indagine tra i propri consociati al fine di stimare l’impatto dell’entrata in vigore del decreto medesimo.

Il Ministero con parere del 19 giugno ha accolto tale richiesta ed il DM 6 luglio 2017 dispone espressamente la proroga del DM 14 novembre 2016 e del nuovo valore di parametro per il cromo esavalente, al 31 dicembre 2018.

Merita ricordare che responsabile della “salubrità” delle acque destinate al consumo umano è il titolare della distribuzione locale (della rete acquedotto) fino al punto di consegna, cioè al contatore.

Oltre il contatore, è il legale rappresentante dell’edificio o della struttura di stabilimento che deve prendersi carico del mantenimento dello standard qualitativo ai punti di somministrazione finale.

Cosa possiamo fare per TE?

Se siete interessati ad avviare un’indagine preventiva o semplicemente volete avere ulteriori informazioni potete contattarci cliccando sull’immagine sottostante.

bonifica dall’amianto censimento amianto manufatti bonifiche

Nuovo finanziamento di 17 milioni di euro per le imprese per interventi di bonifica dall’amianto, effettuati o in previsione.

È quanto stabilisce il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 15/06/2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.243 il 17 ottobre.

Il finanziamento consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute dalle imprese in interventi di bonifica dall’amianto sui propri beni e strutture effettuati e conclusi entro l’anno 2016, per investimenti di importo unitario non inferiore a 20 mila euro.

Il credito d’imposta verrà concesso solo per interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto completi, esclusi quindi gli interventi conservativi di incapsulamento o confinamento. Saranno finanziati solo gli interventi conclusi, quelli di cui l’impresa può comprovare i pagamenti effettuati e l’avvenuto smaltimento in discarica entro il 31 dicembre 2016.

Le imprese potranno presentare le domande a partire dal 16 novembre 2016, tramite il portale web https://www.minambienteamianto.ancitel.it/security.do?metodo=homepage dove è possibile visualizzare anche le istruzioni complete.

Si ricorda che, come disposto dal punto 5 del Decreto Ministeriale del 06/09/1994 “Normative e metodologie tecniche, relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, durante l’intervento di rimozione/bonifica dei manufatti dovrà essere garantito un monitoraggio ambientale delle fibre aero-disperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica, al fine di individuare tempestivamente un’eventuale diffusione di fibre di amianto in aree incontaminate.

Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall’inizio delle operazioni di disturbo dell’amianto fino alle pulizie finali. Devono essere controllate in particolare:

  • le zone incontaminate in prossimità delle barriere di confinamento;
  • l’uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello spogliatoio.

Per questo tipo di monitoraggio si adotteranno tecniche analitiche di MOCF ovvero microscopia ottica in contrasto di fase, tecniche per le quali il laboratorio EST è qualificato presso il ministero della Salute.

Per avere supporto alle vostre valutazioni contattateci pure usando il form a questa pagina.

A questo indirizzo potete scaricare il certificato ministeriale.

Comuni Ricicloni 2016
Comuni Ricicloni 2016: l’importanza della purezza merceologica del rifiuto organico.
Il 23 Giugno scorso, a Roma, durante la terza edizione del forum di Legambiente, si è svolta la premiazione dei comuni più virtuosi in tema di riciclo.

Il 23 giugno 2016, a Roma, si è svolta la terza edizione del Forum Rifiuti di Legambiente, nell’ambito del quale è avvenuta la premiazione di Comuni Ricicloni 2016.
L’evento ha passato in rassegna i protagonisti della “Economia Circolare italiana”, mettendo a confronto gli enti locali più virtuosi che, oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento.
Quest’anno Legambiente ha introdotto dei nuovi criteri nella classifica: per entrare nella rosa dei Comuni Ricicloni non solo si deve rispettare l’obiettivo di legge del 65% sulla raccolta differenziata, ma si deve anche puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione.
Scarica il dossier 2016-06-24 dossiercomuniricicloni.pdf (http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/comuni-ricicloni-2016)
Nella stessa giornata il Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C) ha premiato i quattro Comuni italiani con la purezza merceologica del rifiuto organico più elevata e in tutti i casi superiore al 99% in peso della FORSU (frazione organica rifiuto solido urbano) analizzata, dato di assoluta eccellenza.
I comuni, premiati per area geografica, sono: Valbrembo (BG), San Vendemiano (TV), Vinci (FI) e Castellana Grotte (BA).
Ad oggi in Italia sono più di 40 mln gli abitanti che effettuano la raccolta differenziata dell’organico e 5,7 mln le tonnellate/anno di rifiuto organico raccolte. Alla fine del 2014 la somma di “umido + verde” rappresentava ben il 43% della raccolta differenziata, percentuale che supera di gran lunga quella delle altre frazioni merceologiche tradizionalmente differenziate (carta, plastica, vetro, ecc.).
CIC nel 2015 ha effettuato più di 800 analisi merceologiche sul rifiuto in ingresso agli impianti di compostaggio associati, da cui nasce il prodotto finale: l’ammendante.
Si tratta di un fertilizzante di origine biologica, da aggiungere al suolo principalmente per conservarne e migliorarne le caratteristiche fisiche o chimiche o l’attività biologica.
I tipi e caratteristiche sono riportati nell’allegato 2 del D.Lgs. 75/2010: in particolare si disciplina che il tenore dei materiali plastici vetro e metalli (frazione di diametro ≥2 mm) non può superare lo 0,5% s.s. , mentre la frazione di inerti litoidi (frazione di diametro ≥5 mm) non può superare il 5% s.s.
Questi valori rendono chiara l’importanza della pulizia del materiale grezzo da trattare.
EST è accreditata per il campionamento e l’esecuzione di numerose prove chimiche degli ammendanti. Il Laboratorio EST è inoltre certificato presso il MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE AMBIENTALI E FORESTALI per la verifica della conformità dei fertilizzanti ed Ecolabel.
Per visualizzare il certificato cliccare qui.
Per contatti ed offerte di analisi laboratorio@estambiente.it

Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali
Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali
Il 9 ed il 10 Giugno presso il Palazzo della Borsa Valori di Genova si terrà l'Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali

Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientaliSegnaliamo che giovedi 9 e venerdi 10 Giugno 2016 si terrà a Genova, presso il Palazzo della Borsa Valori, l’ Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente.

L’evento è articolato in due giornate: giovedì 9 in sessione riservata alle strutture dell’Albo mentre venerdì 10 in sessione pubblica aperta a tutti gli operatori.

Nella seconda giornata dell’Assemblea segnaliamo in particolare gli interventi del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, del direttore generale del Ministero dell’Ambiente Mariano Grillo e del presidente dell’Albo Eugenio Onori.

Per maggiori dettagli sull’evento consultare il link:
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/alb_gest_amb/brochure_programma_assemblea_generale_genova2016.pdf

L’Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/2006 e succede all’Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. E’ costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale e in Sezioni regionali e provinciali.

Alcune tra le principali competenze attribuite al Comitato nazionale e alle sezioni sono:

  • Gestire la formazione, tenuta, aggiornamento e pubblicazione dell’Albo;
  • Stabilire i criteri per l’iscrizione nelle Categorie e Classi di cui agli articoli 8 e 9 del D.M. 406/98;
  • Fissare le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di idoneità tecnica delle imprese;
  • Accertare e valutare i requisiti professionali dei responsabili tecnici;
  • Fissare i contenuti dell’attestazione dell’idoneità dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare
  • Tenere i registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti e previsti dall’art. 212, comma 23 del D.lgs n. 152/2006;
  • Monitorare l’intero sistema di gestione dei veicoli fuori uso, compresi i rifiuti ed i componenti da essi derivanti.

EST è iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti alla categoria 9 – Bonifica siti (MI/005488).

Per informazioni inviate una email a ingegneria@estambiente.it

impianti per rifiuti sottoprodotti
Impianti per Rifiuti: Un motore di ricerca dalla Provincia di BG
Il motore di ricerca consente di visualizzare l'elenco degli impianti per rifiuti presenti sul territorio provinciale in possesso di autorizzazione allo smaltimento e/o recupero di rifiuti che operano in forza di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Provincia BG impianti per rifiutiAllo scopo di fornire uno strumento utile per individuare gli impianti a cui conferire i rifiuti prodotti, segnaliamo che la Provincia di Bergamo rende disponibile un utile motore di ricerca di impianti per rifiuti al seguente indirizzo web: Provincia di Bergamo

E’ possibile effettuare la ricerca selezionando la tipologia dell’impianto (quali Compostaggio, Depurazione, Discariche, Inertizzazione), il Comune in cui lo stesso è localizzato oppure un codice CER che l’impianto è autorizzato a ricevere.
Selezionando uno degli impianti proposti nei risultati della ricerca si può accedere alla scheda del singolo impianto con indirizzi, recapiti e l’elenco dei codici CER dei rifiuti trattati.

La normativa relativa alla gestione dei rifiuti è in continua evoluzione.
Il SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema informatico di monitoraggio e tracciabilità dei rifiuti pericolosi voluto dal Ministero dell’Ambiente Italiano.

Con l’avvento del SISTRI si passa da un sistema di gestione dei rifiuti cartaceo:

  1. Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD);
  2. Registro di carico e scarico dei rifiuti;
  3. Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR);

ad un sistema in formato digitale costituito da:

  1. Dichiarazione SISTRI;
  2. Registro cronologico;
  3. Scheda SISTRI.

EST offre diversi servizi per le Aziende che producono e gestiscono rifiuti speciali:

  • campionamento rappresentativo del rifiuto secondo la norma UNI 10802/2004;
  • analisi chimiche per la classificazione del rifiuto, determinazione delle classi di pericolosità, presenza di PCB/PCT e giudizio di rifiuti ai sensi del DM 05/02/98;
  • corsi per addetti alla gestione dei rifiuti ;
  • corsi per l’utilizzo dell’applicativo SISTRI;
  • compilazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD);
  • compilazione dell’applicativo O.R.SO.;
  • audit presso le aziende.

Per approfondimenti, valutazioni o quesiti specifici relativi al nuovo regime di gestione rifiuti contattare consulenza@estambiente.it
Per campionamento ed analisi chimiche laboratorio@estambiente.it

sostenibilità ambientale imballaggi

E’ stata lanciata la terza edizione del “Bando CONAI per la prevenzione – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”, promosso dal Consorzio Nazionale Imballaggi con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, per premiare le soluzioni di packaging più innovative e ecosostenibili immesse sul mercato nel biennio 2014-2015.

Al bando potranno partecipare tutte le aziende consorziate che hanno rivisto il proprio packaging in ottica di innovazione e sostenibilità ambientale, agendo su almeno una delle seguenti leve:

  • riutilizzo;
  • risparmio di materia prima;
  • ottimizzazione della logistica;
  • facilitazione delle attività di riciclo;
  • utilizzo di materie provenienti da riciclo;
  • semplificazione del sistema imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.

Le soluzioni proposte saranno, quindi, analizzate attraverso lo strumento Eco Tool di CONAI, che permette di calcolare gli effetti delle azioni di prevenzione attuate dalle aziende sui propri imballaggi tramite un confronto prima-dopo in termini di risparmio energetico, idrico e di riduzione delle emissioni di CO2.

Il Consorzio Nazionale Imballaggi metterà a disposizione dei progetti meritevoli un totale di 300.000 €, di cui 60.000 € destinati ai casi più virtuosi per ogni filiera di materiale da imballaggio – acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro – e 10.000 € destinati al caso ritenuto più significativo dal punto di vista tecnico/progettuale.

Il progetto si colloca all’interno di una serie di iniziative CONAI, non ultima la diversificazione del contributo ambientale, volte a incentivare sempre più la produzione e l’utilizzo di packaging facilmente selezionabili e pienamente riciclabili.

Obiettivo che è stato raggiunto dai 56 progetti ammessi all’edizione 2015, di cui 38 premiati, provenienti da 39 aziende che hanno conseguito una effettiva riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi mediamente quantificabile in una riduzione del 49% delle emissioni di CO2 in atmosfera, nel risparmio dei consumi di energia del 50%, e nella riduzione del consumo di acqua del 51%.

Le proposte dovranno essere presentate entro il 30 giugno compilando l’apposito form on line disponibile sul sito www.ecotoolconai.org

Per scaricare il regolamento completo http://www.conai.org/wp-content/uploads/2014/09/Regolamento-Bando-PREVENZIONE-2016.pdf

Rischio Chimico

L’impiego di sostanze chimiche nei laboratori di ricerca coinvolge figure professionali diverse, con preparazione non sempre specifica. Non solo chimici, biologici, medici e tecnici, ma anche tesisti, dottorandi e quanti, a fini di studio o ricerca, frequentano i locali dei laboratori e partecipano alle attività svolte in questi ambienti di lavoro.

Le sostanze chimiche possono essere fonte di pericolo ed i relativi rischi devono essere valutati e controllati in modo da aumentare la qualità e la sicurezza delle attività di laboratorio, al fine di evitare infortuni sul lavoro.

Gli effetti sulla salute che possono verificarsi a seguito di eventi espositivi sono i più diversi, fortemente condizionati dal tipo di agente chimico con cui si viene in contatto e dalle condizioni di esposizione che si realizzano.

A tale scopo INAIL ha redatto un opuscolo (65 pagine) di facile consultazione con schede, segnaletiche di sicurezza e focus sulle sostanze più utilizzate, ad indicare le procedure da seguire durante le attività: l’obiettivo è fornire al personale addetto ai laboratori una guida rapida e di facile consultazione per identificare e controllare il rischio chimico.

Le buone prassi riportate nel manuale indicano le corrette procedure da adottare quando, per esempio, si utilizzano cappe o bombole di gas compresso, oppure nella scelta dei dispositivi di protezione individuale, in relazione alla pericolosità dei prodotti chimici utilizzati. Altre buone prassi di carattere organizzativo riguardano invece le procedure di laboratorio o rivolte al singolo lavoratore, come le indicazioni sull’abbigliamento da indossare e i rischi legati all’utilizzo delle lenti a contatto.

Per scaricare l’opuscolo segui il link

http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/intranet/documents/document/ucm_210242.pdf

Se ritieni di essere interessato ad una proposta di Valutazione dei rischi da Agenti Chimici, non esitare a contattarci: consulenza@estambiente.it
Per conoscerci meglio visita anche http://www.estambiente.it/servizi/rischio-chimico-fisico-e-biologico-ambiente-di-lavoro/

-->