Author Archives : Daniela

residui di produzione
Residui di produzione: sottoprodotti o rifiuti?
Ulteriori informazioni ministeriali su come dimostrare la sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

Il 13 ottobre 2016 è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 264 “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” col fine di favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri. Merita innanzitutto ricordare che i SOTTOPRODOTTI non sono soggetti alla disciplina sui rifiuti, con evidenti benefici sul piano economico, amministrativo (autorizzazioni, registri, …) e sanzionatorio. Il decreto definisce alcune modalità con cui il detentore del residuo di produzione può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali previste dalla normativa: la sostanza è originata da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza; è certo l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto nel corso dello stesso o di…

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End of Waste segatura trucioli legno
La Corte di Cassazione boccia la qualifica di End of Waste per truciolati e segatura
Come definire la cessazione della qualifica di rifiuto?

Quando un rifiuto cessa di essere tale? Sembra non esistere una risposta univoca a questa domanda, sebbene l’articolo 184 del D.Lgs. 152 del 2006 definisca le condizioni che il rifiuto deve soddisfare per assumere la tanto agognata qualifica di End of Waste. Ne è prova il fatto che la recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 5442 del 6 febbraio 2017, ha ribaltato la decisione del giudice di merito che aveva stabilito che il rifiuto in esame, costituito da truciolati e segatura, cessava di essere rifiuto in forza del fatto che “veniva costantemente ceduto ad altra società dietro fatturato pagamento di denaro”. La Suprema Corte ha ritenuto invece che non si possa negare la qualifica di rifiuto ai materiali in esame senza considerarne la natura e la destinazione in ragione delle intenzioni del detentore. La posizione, decisamente rigida, è stata motivata col fatto che “opinare in termini diversi, al pari…

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impianti per rifiuti sottoprodotti
Rifiuti? No, sottoprodotti!
Il Ministero chiarisce come dimostrare la qualifica di sottoprodotto

Tutte le attività produttive e commerciali possono generare scarti e residui che molto spesso entrano nel circuito dei rifiuti. Questo comporta ingenti oneri di gestione e grandi responsabilità, con possibili conseguenze di carattere anche penale. Alcuni residui, a condizione che rispettino i criteri definiti dal D.Lgs. 152 del 2006, possono essere considerati sottoprodotti anziché rifiuti. E’ così possibile beneficiare di una gestione meno onerosa sia dal punto di vista economico che delle responsabilità del produttore. Per favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e di servizi, il Ministero, col Decreto n° 264 del 2016, definisce alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare la qualifica di sottoprodotto. Inoltre, specifica e dettaglia: un elenco delle principali norme che regolamentano l’impiego; una serie di operazioni e di attività che possono costituire normali pratiche industriali per le biomasse; come effettuare il deposito e la movimentazione del…

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miscelazione di rifiuti
Miscelazione di rifiuti: deve sempre essere autorizzata
Così sancisce una sentenza della Corte Costituzionale

Chi effettua trattamento dei rifiuti sa perfettamente quanto sia articolata e puntuale la normativa comunitaria e nazionale in materia. La situazione è particolarmente complessa nel caso della miscelazione di rifiuti. È un’operazione molto delicata per assicurare la corretta gestione dei rifiuti e i possibili impatti ambientali che ne derivano. Per questo motivo tale attività è regolamentata a diversi livelli istituzionali, con normative che si prestano a differenti interpretazioni. Lo scorso aprile la Corte Costituzionale con sentenza n.75 ha dichiarato incostituzionale il concetto introdotto dalla legge n. 221 del 2015 relativamente al fatto che “le miscelazioni non vietate non sono sottoposte ad autorizzazione e non possono essere soggette a prescrizioni o limitazioni diverse od ulteriori rispetto a quelle previste per legge”. L’articolato della sentenza evidenzia che ai sensi della normativa comunitaria: Gli Stati membri impongono a qualsiasi ente o impresa che intende effettuare il trattamento dei rifiuti di ottenere l’autorizzazione dell’autorità competente….

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