Author Archives : Elena G.

nitrificazione denitrificazione
Ricerca del 3,4 Dimetilpirazolofosfato nelle acque di ingresso ai depuratori
Alcuni presidi utilizzati in agricoltura, inibitori della nitrificazione, defluiscono nelle reti fognarie e possono interferire negli impianti biologici di depurazione

In ambito agricolo sono ampiamente utilizzati agenti inibitori della nitrificazione. Gli inibitori della nitrificazione sono composti chimici in grado di rallentare il processo di ossidazione dell’ammoniaca a nitriti inibendo l’attività dei batteri del genere Nitrosomonas, bloccando cioè almeno parzialmente il primo dei due passaggi che portano alla genesi dei nitrati. Tali composti permettono un rilascio più graduale dell’azoto presente nei concimi, quindi sono direttamente formulati con i concimi minerali. Nella stagione autunnale e primaverile aumenta il loro utilizzo in agricoltura. Il deflusso delle acque su aree agricole raggiunge spesso le reti fognarie per confluire successivamente agli impianti biologici di depurazione. L’ipotesi della ricerca svolta si basa sulla possibile influenza di tale molecola sulla popolazione microbica degli impianti biologici di depurazione delle acque reflue. Alcuni impianti di depurazione hanno infatti segnalato un peggioramento nel processo di nitrificazione in tali periodi dell’anno. I trattamenti di nitrificazione sono necessari per la riduzione dei…

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siti contaminati rischio chimico

Articolo pubblicato su “LAB Il mondo del laboratorio“ bimestrale luglio/agosto 2015 n. 4 – pagg. 88/89 versione pdf: TA EST Per l’analisi delle acque “sotterranee” i valori limiti di contaminazione in molti casi generano seri problemi analitici. In particolare il requisito per cui l’analisi deve avere una sensibilità, fissata dalla normativa europea, come non superiore ad 1/10 del valore limite, spesso non può essere perseguito per la presenza in laboratorio di interferenze anche “ambientali” o dovute al processo analitico adottato. La necessità di caratterizzare le matrici ambientali (acqua, aria, suolo, ecc…) e la presenza di contaminanti potenzialmente pericolosi ha determinato nell’arco dei recenti anni notevoli sviluppi sul piano normativo e tecnico-analitico. Significativo in tal senso è che il Legislatore, sia nazionale che internazionale, tenda ad analizzare nominalmente i singoli composti chimici, superando classificazioni merceologiche per gruppi di composti (solventi, pesticidi, ecc.). Il livello di dettaglio identificativo ha portato anche all’introduzione…

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Contaminazione da agenti antiblastici in ambienti di lavoro sanitario
Monitoraggio della presenza di farmaci chemioterapici antiblastici in fase di preparazione e somministrazione in ambiente ospedaliero

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81 Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, tutela tutti i lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano dagli effetti indesiderati dovuti all’esposizione ad agenti chimici pericolosi. Molti farmaci rientrano a pieno titolo nell’ambito di queste sostanze pericolose; tra queste vi sono in particolare i farmaci neoplastici o antiblastici, medicinali che inibiscono e combattono lo sviluppo dei tumori. Le attività ospedaliere, che prevedono la preparazione e somministrazione di suddetti farmaci, espongono potenzialmente gli operatori ad un pericolo, rendendo indispensabili campagne di monitoraggio degli ambienti di lavoro, al fine di accertare il livello di esposizione. L’esposizione può avvenire per via respiratoria, per via cutanea e per ingestione. Per il corretto svolgimento dell’indagine è necessaria una progettazione del campionamento, attraverso un’accurata analisi delle strutture e delle attività svolte dagli operatori. Successivamente si procede con appropriate attrezzature alla verifica della contaminazione…

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SDS monitoraggio della formaldeide classificata cancerogena Rischio formaldeide
Monitoraggio della formaldeide in ambiente di lavoro
FORMALDEIDE FREQUENTE SOTTOPRODOTTO IN MOLTEPLICI PROCESSI INDUSTRIALI

AGGIORNAMENTO 2017. Poiché l’argomento è attuale e molto delicato abbiamo creato una pagina specifica relativa al rischio formaldeide. Resta aggiornato e approfondisci la lettura cliccando qui. Il regolamento (UE) n. 605/2014 modifica la classificazione della formaldeide, inserendola nella categoria cancerogena 1/B. Questa decisione obbliga una revisione del documento di valutazione dei rischi (DVR) costringendo il datore di lavoro ad “evitare o ridurre”, per quanto tecnicamente possibile, l’utilizzo dell’agente cancerogeno. Tuttavia non è sufficiente escluderne la presenza solo perché non utilizzata. La formaldeide, infatti, è un frequente sottoprodotto di numerosi processi industriali. E’ quindi necessario svolgere un’attenta valutazione dei processi produttivi per poter escludere o valutare una campagna di monitoraggio della formaldeide. Il laboratorio Est svolge rilevamenti in campo per la verifica della presenza della formaldeide con metodi ad elevata sensibilità e selettività quali: Manuale Unichim 487:79 (metodo accreditato) Metodo Niosh 2541:1994 Radiello ediz.0.1/03 campionamento passivo I nostri tecnici sono a disposizione…

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manufatti amianto

L’entrata in vigore delle norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto e alla dismissione dei relativi manufatti (Legge 257/92 e s.d.a.) ha stabilito gli adempimenti che devono essere messi in atto dai detentori di manufatti contenenti amianto (MCA). Il Piano Regionale Amianto della Lombardia (PRAL – DGR VIII/001526 del 22/12/05) istituisce l’obbligo del censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto . E’ previsto che, dal momento in cui viene rilevata la presenza di MCA in un edificio, è necessario che il proprietario e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge metta in atto un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti. Il laboratorio Est: svolge analisi su campioni massivi quali: materiali edili, coperture, pavimentazioni e materiali da coibentazione; è abilitato dal Ministero della Salute per l’analisi delle fibre libere (Decreto Ministeriale 14/05/1996 Allegato n.5); in particolare, partecipa al programma…

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EST condividerà le proprie esperienze in campo ambientale al workshop Fare i conti con l’ambiente patrocinato da ALA, associazione laboratori accreditati, che si terrà dal 25 al 27 settembre a Ravenna. Evento su rifiuti, acqua, energia e non solo; un’occasione di approfondimento e di scambio a cui non mancare. Per approfondimenti sul tema, visita la pagina dell’evento

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Attestazione di conformità pcb
Alla ricerca di PCB in campioni di fertilizzanti organici
Riflessioni in merito alle tecniche di purificazione precedenti l’analisi strumentale.

Come noto i PCB (Policlorobifenili) sono una famiglia di sostanze organiche, composta di 209 congeneri sintetizzati dall’industria fino agli anni ’80. Negli ultimi anni l’interesse nei loro confronti è cresciuto notevolmente poiché trattasi di composti persistenti, riconosciuti a livello internazionale come particolarmente stabili, tossici per l’uomo e per l’ambiente. Dodici dei 209 congeneri dei PCB sono definiti “dioxin-like”, cioè i loro effetti sulla salute umana sono analoghi a quelli evidenziati dalle diossine, presentano cioè caratteristiche di tossicità e cancerogenicità rilevanti. Le applicazioni principali dei PCB videro un uso come: fluidi dielettrici in trasformatori (sistema chiuso), additivi per antiparassitari e ritardanti di fiamma (sistemi aperti). Si è ipotizzato quindi che, la contaminazione dell’ambiente sia diffusa e attribuibile a perdite accidentali nel terreno da trasformatori, spargimento in agricoltura, liquami provenienti dalle discariche ed emissione in atmosfera. L’esposizione ambientale può avvenire principalmente attraverso cibi contaminati, in particolare dai grassi animali (“Diossine Furani e PCB” –…

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CONTAMINAZIONE DEI SUOLI DA IDROCARBURI
Speciazione degli idrocarburi secondo il metodo Madep

“Method for the determination of extractable petroluem hydrocarbons (EPH)” Rev.1.1 del 2004 In presenza di contaminazione di un “sito” la norma consente di percorrere l’iter dell’analisi di rischio piuttosto che della bonifica, intesa come rimozione del/degli inquinanti. L’analisi di rischio può consentire, infatti, un intervento economicamente meno oneroso, riducendo per esempio i volumi di terreno coinvolto nella bonifica o permettendo, per le aree con attività produttiva in essere, la continuazione dell’attività stessa. Gli idrocarburi sono tra i contaminanti più frequenti nei siti industriali, ma  la voce “idrocarburi” include una famiglia molto eterogenea di sostanze comprendente: alcani lineari; alcani ramificati; aromatici; policiclici; ecc…. Ciascuna componente presenta una tossicità e quindi una pericolosità per l’uomo e l’ambiente molto diversa, motivo per cui, nel caso di analisi di rischio, si rende necessario identificare e quantificare la presenza delle singole componenti della miscela idrocarburica. L’ identificazione delle varie componenti è definita speciazione degli idrocarburi….

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La norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 obbliga i Laboratori accreditati a redigere un piano di partecipazione ai ring test, nonché a monitorare i risultati ottenuti, prevedendo se necessario miglioramenti alle proprie procedure. Il laboratorio riceve un campione a concentrazione incognita, svolge le analisi come da routine ed invia alla società organizzatrice i risultati ottenuti. Successivamente il Laboratorio riceve i risultati della propria performance. Valori ottenuti entro i 2 Z score sono ritenuti soddisfacenti, quelli tra 2 e 3 discutibili e quelli oltre il 3 non soddisfacenti.  Z = (x-X)/SDPA Dove: x= valore ottenuto da EST X= valore assegnato SDPA deviazione standard Il laboratorio EST ha partecipato allo schema: Contest – Contaminated Land Proficiency Scheme, organizzato da LGC Great Britain Di seguito riportiamo i risultati ottenuti dal Laboratorio EST: Sample Analyte Result Assigned Value Unit Perf Score Assessment Soil Acenaphthene 0.61 0.68 mg/kg -0,52 Ottimo Soil Acenaphthene 2.38 2.75 mg/kg…

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Limi di lavaggio di inerti contenenti residui di acrilamide
Analisi di limi di lavaggio contenenti flocculanti con acrilamide o poliacrilamide

La poliacrilamide è utilizzata come agente flocculante nei limi da lavaggio di inerti. Essa viene prodotta dal suo monomero, parte del monomero d’origine rimane nella formulazione come residuo. Una recente risposta dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha indicato che tale flocculante non debba essere utilizzato per i limi di lavaggio inerti. Infatti l’utilizzo della poliacrilamide implica il contemporaneo rilascio di una quantità non meglio precisata di acrilamide monomero. Così facendo, il materiale risultante presenta un aumento del rischio rispetto al materiale di origine.

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