Author Archives : Francesca

Autorizzazione Integrata Ambientale AIA garanzie finanziarie
Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): scopri i nostri servizi
Risparmia tempo e denaro, ma soprattutto molti grattacapi, con il nostro nuovo servizio AIA 360° All Inclusive.

Oggi, ogni attività è tenuta a rispettare molte regole per la tutela dell’ambiente, della salute e sicurezza dei lavoratori.
Come riportato nei capitoli relativi al QUADRO PRESCRITTIVO (E) ed al PIANO DI MONITORAGGIO (F), le Aziende soggette a regime di AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (meglio conosciuta con l’acronimo AIA) sono chiamate ad una gestione rigorosa e dettagliata.

Gli aspetti da affrontare sono molti, diversificati e di non facile gestione:

  • complessità nella gestione documentale e burocratica
  • necessità di essere sempre al passo con gli aggiornamenti normativi
  • prevenzione dei rischi sanzionatori
  • programmazione del piano di campionamento obbligatorio
  • esecuzione di analisi affidabili e certificate in laboratorio accreditato

AIA 360° All Inclusive

Il nostro servizio AIA 360° All Inclusive ti può permettere di risparmiare tempo e denaro ma soprattutto di non pensare a tutte le eventuali complicazioni.
Gli oltre 30 anni di esperienza, le nostre tecnologie e competenze ci permettono di farlo per te!

Approfondisci l’argomento e visita questa pagina.

terre e rocce da scavo
Terre e rocce da scavo
Approvato in via definitiva il nuovo Decreto

Venerdì 19/05/2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, il nuovo Decreto sulle terre e rocce da scavo. Il Decreto sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Una volta in vigore abrogherà le precedenti norme sul tema:

  • il DM 161/2012 (Regolamento sulla disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo);
  • gli articoli 41 e 41bis del D.L. 69/2013 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia);
  • l’articolo 184 bis del D.Lgs. 152/2006 (Norme in materia ambientale);
  • eventuali altre norme sparse in vari decreti.

Obiettivo del Decreto è riscrivere in modo semplificato una disciplina che, attualmente, si presenta alquanto complessa ed articolata.

La nuova norma (numerose disposizioni comuni alle differenti casistiche) dettaglia anche procedure specifiche differenziando tra cantieri di grandi e di piccole dimensioni.

Tra le principali novità segnaliamo:

  • semplificazione delle procedure per la gestione ed il riutilizzo delle terre e rocce da scavo
  • introduzione della possibilità di proroga di due anni della durata del piano di utilizzo nei cantieri di grandi dimensioni
  • semplificazione della procedura per modifiche sostanziali al piano di utilizzo approvato
  • disciplina chiara e dettagliata del deposito intermedio
  • modificazione delle caratteristiche del deposito temporaneo per le terre e rocce qualificate come rifiuti
  • esclusione dei “residui della lavorazione dei materiali lapidei” dalla nozione di terre e rocce da scavo
  • definizione delle procedure per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica
  • regolamentazione dell’utilizzo, all’interno di un sito oggetto di bonifica, delle terre e rocce scavate
  • imposizione di tempistiche certe per attività di controllo

Forniremo ulteriori approfondimenti non appena sarà disponibile il testo definitivo, una volta ufficialmente pubblicato in Gazzetta.

Cosa possiamo fare per te?

Nel frattempo, rispondiamo ad ogni richiesta sull’argomento per affiancare chi necessita di impostare pratiche edilizie che prevedono la realizzazione di scavi e la gestione dei materiali da essi generati.

bonifiche discariche bonifica
Bonifica e Messa in Sicurezza di Siti e Discariche di rifiuti
La Commissione UE deferisce l’Italia alla Corte di Giustizia

Evento

La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente.

L’Italia era tenuta alla bonifica, entro il 16/07/2009, delle discariche autorizzate o già in funzione prima del 16/07/2001.

Cosa prevede la normativa italiana al proposito?

L’Italia nel 2003 ha emanato il Decreto Legislativo n. 36, intitolato proprio “Attuazione della direttiva 1999/31/CE – discariche di rifiuti”, con l’obiettivo di

“….stabilire requisiti operativi e tecnici per i rifiuti e le discariche, misure, procedure e orientamenti tesi a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambient, in particolare l’inquinamento delle acque superficiali, delle acque sotterranee, del suolo e dell’atmosfera, e sull’ambiente globale, compreso l’effetto serra, nonché i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche di rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica”.

Lo stesso Decreto prevede che:

  • le discariche già autorizzate alla data di entrata in vigore del decreto possono continuare a ricevere, fino al 16 luglio 2005, i rifiuti per cui sono state autorizzate;
  • entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto il titolare dell’autorizzazione presenti all’autorità competente un piano di adeguamento della discarica;
  • con motivato provvedimento l’autorità competente approvi il piano stabilendo comunque che il termine finale per i lavori di adeguamento non può in ogni caso essere successivo al 16 luglio 2009;
  • in caso di mancata approvazione del piano, l’autorità competente prescriva modalità e tempi di chiusura della discarica.

Lo Stato italiano, quindi, si è attivato da un punto di vista legislativo per recepire quanto prescritto dall’Unione Europea, senza però dare effettiva attuazione a quanto formalmente previsto per legge.

Cosa possiamo fare per te?

I livelli di intervento previsti dalla normativa nazionale sono molteplici.
Evidenziamo, al proposito:

  • l’elaborazione dei piani di adeguamento per le discariche esistenti, già attuata da EST in svariate situazioni;
  • la progettazione di interventi di messa in sicurezza, finalizzati al risanamento ambientale di depositi non autorizzati o non controllati di rifiuti.
    Il team di ingegneri di EST si confronta quotidianamente con il mondo delle bonifiche.
    Ha instaurato numerose collaborazioni con società specializzate nella realizzazione delle opere di bonifica.
    Può offrire un servizio completo dalla progettazione alla messa in opera e direzione lavori;
  • la progettazione e direzione tecnica di nuovi impianti.
    Lavoriamo nel rispetto delle norme vigenti, adottando le migliori soluzioni tecniche disponibili sul mercato.
    Anche in questo caso, l’esperienza maturata in entrambe le attività ci consente di affiancare i clienti in tutte le fasi;
  • l’attuazione dei piani di monitoraggio, con il controllo delle potenziali interferenze tra l’impianto e le principali matrici ambientali: acqua, aria, suolo.
    Siamo dotati di squadre di monitoraggio e di laboratorio di analisi.
    Disponiamo delle più moderne strumentazioni di rilievo e misura, sia da campo che interne.

Per approfondimenti sul tema bonifiche, visitate anche la pagina https://www.estambiente.it/servizi/bonifiche-ambientali/

recupero locali seminterrati lombardia
Regione Lombardia promuove il recupero dei locali seminterrati
Regione Lombardia ha approvato la Legge Regionale n. 7 del 10/03/2017 “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo dedicato all’edificazione.

COSA PREVEDE LA LEGGE REGIONALE

Articolo 1 – finalità e presupposti – “La Regione promuove il recupero dei vani e locali seminterrati ad uso residenziale, terziario o commerciale, con gli obiettivi di incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l’installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera”.

SI TRATTA DI UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER CHIUNQUE SIA IN POSSESSO DI UN IMMOBILE DOTATO DI PIANO SEMINTERRATO:
AMPLIARE la metratura a disposizione per la residenza o per la gestione della propria attività
DARE VALORE aggiunto all’immobile stesso

La Legge prevede che il recupero dei seminterrati si prefiguri come un intervento di ristrutturazione edilizia.
E’ però necessario prevedere e valutare:

  • il rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie vigenti;
  • l’installazione di opere di isolamento termico in conformità alle prescrizioni tecniche in materia contenute nelle norme nazionali, regionali e nei regolamenti vigenti, finalizzate ai consumi energetici;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche.

PRESCRIZIONI SANITARIE DA RISPETTARE

Relativamente al tema sottosuolo, è risaputo che la Lombardia, insieme a Lazio, Friuli Venezia Giulia e Campania, presenta tra le concentrazioni più elevate di Radon presente naturalmente nel terreno (Campagna di misura nazionale 1989-1997 Istituto Superiore di Sanità e APAT Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici).  Si tratta di un gas naturale radioattivo, inodore, incolore ed insapore, per cui non percettibile all’uomo. Sia l’Organizzazione Mondiale per la Sanità che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro lo hanno classificato come cancerogeno del gruppo 1. Secondo gli studi si tratta del secondo maggior responsabile del tumore polmonare dopo il fumo.

Dalle fratture presenti nel sottosuolo può fuoriuscire ed infiltrarsi nelle case attraverso qualsiasi tipo di fessura:

  • crepe nel pavimento;
  • giunti;
  • aperture per il passaggio di tubazioni;
  • ecc.

Ovviamente i locali interrati sono quelli maggiormente esposti. L’accumulo di gas, infatti, trova via preferenziale proprio dove la circolazione d’aria è maggiormente sfavorita.

Proprio per la sua pericolosità, la Comunità Europea e lo stato Italiano hanno emesso una serie di atti normativi a tutela della salute della popolazione (Raccomandazione Euratom 143/90) e dei luoghi di lavoro (D. Lgs 230-95 come integrato al Capo III-bis dal D. Lgs 241/2000).

Il 17 gennaio 2014, inoltre, è stata pubblicata la Direttiva 2013/59/Euratom “Norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti”.

La direttiva, da recepire entro il 6 febbraio 2018, avrà un notevole impatto sulla normativa relativa all’esposizione al radon. Infatti saranno considerati, per la prima volta nel campo di applicazione, anche gli ambienti residenziali. Lo Stato membro dovrà stabilire livelli di riferimento nazionali per le abitazioni (media annua della concentrazione di attività di radon in aria) non superiori a 300 Bq/m3.

Regione Lombardia, dal canto suo, ha pubblicato nel 2011 delle Linee Guida per dare indicazioni sia in merito al risanamento da Radon di edifici esistenti che alla prevenzione nella costruzione di edifici nuovi. Inoltre ha raccomandato a tutti i Comuni di rivedere i propri regolamenti edilizi recependo le indicazioni contenute nelle Linee Guida stesse.

LA PROPOSTA DI EST

Nell’ottica di uno sviluppo dell’edilizia del recupero, cosa possiamo fare per tranquillizzarci sul rischio di esposizione a questo gas pericoloso?

La lunga esperienza maturata nello svolgimento di indagini dirette ci consente di individuare e suggerire le migliori soluzioni. Le misure di concentrazione del radon vengono effettuate con rivelatori a tracce ad integrazione elettronica ed il monitor in continuo.

Le diverse tecniche si differenziano per il tipo di informazione fornita. Alcuni rivelatori misurano la concentrazione media di radon del periodo indagato mentre altri permettono di monitorare l’andamento temporale della concentrazione di radon, in genere su tempi più limitati.

Proponiamo di effettuare una prima misurazione SHORT TERM (qualche giorno) per avere una immediata indicazione sulla concentrazione di gas nell’ambiente.

In funzione di queste prime valutazioni, programmiamo misure LONG TERM per valutare la concentrazione media annua di radon in un locale. Effettuiamo in genere due misure semestrali consecutive, nei periodi invernale ed estivo, al fine di tener conto sia della variabilità stagionale che delle diverse condizioni meteorologiche.

INTERVENTI DI BONIFICA DISPONIBILI

E una volta ottenuti i risultati, cosa fare?

In funzione dei risultati ottenuti, in collaborazione con il proprietario individuiamo gli interventi di mitigazione e bonifica del radon più adatti al contesto ambientale, alla condizione dell’immobile ed alle concentrazioni misurate. In particolare, le soluzioni disponibili possono essere così riassunte:

  • interventi per migliorare la ventilazione dei vespai;
  • posa di sigillanti che bloccano la conduzione dell’aria del suolo all’interno delle abitazioni;
  • realizzazione di pozzetti per la variazione della pressione dell’aria del suolo.

EST si caratterizza per la capacità di affiancare i propri clienti dall’individuazione di un potenziale problema fino alla definizione ed attuazione della migliore soluzione disponibile. Possiamo consigliarvi sia sulle campagne di misura più adatte alle vostre esigenze che sui successivi interventi da adottare per la tutela della vostra salute.

SDS monitoraggio della formaldeide classificata cancerogena Rischio formaldeide
RISCHIO FORMALDEIDE: Convegno di approfondimento sulle linee guida regionali
Dal convegno di dicembre 2016 di Confindustria Bergamo arriva un'attenta analisi delle linee guida della Regione Lombardia sul rischio Formaldeide

La Regione Lombardia, con Decreto n. 11665/2016, ha ritenuto doveroso emanare specifiche linee guida relativamente alla stima e gestione del rischio da esposizione a formaldeide, per rispondere alle numerose richieste espresse dal tessuto industriale lombardo.

La presenza, anche solo potenziale, di sostanze cancerogene (fra queste la formaldeide) nell’ambiente di lavoro, impone al datore di lavoro di effettuare innanzitutto valutazioni sull’esposizione attraverso accurate procedure di indagine definite su scala internazionale. Gli esiti di tali valutazioni potranno determinare conseguenze fondamentali nella gestione complessiva delle norme dettate dal D.Lgs. 81/2008 sul processo organizzativo, produttivo, sanitario e sanzionatorio.
Confindustria Bergamo ha organizzato un secondo convegno sul tema, durante il quale dr. Umberto Minola (amministratore di EST) ha in particolare svolto un’approfondita illustrazione della strategia e metodologia operativa da adottare per lo svolgimento concreto della valutazione di esposizione a formaldeide facendo riferimento alle numerose esperienze svolte negli anni ed ai riferimenti ufficiali proposti, concludendo che “… un’indagine e valutazione svolta in modo non corretto è sicuramente più compromettente di un’indagine non effettuata!”.

Per rispondere all’interesse suscitato dall’argomento sia nei confronti di titolari di aziende potenzialmente coinvolte nel problema, che verso medici del lavoro ed operatori delle pubbliche amministrazioni, chiamati ad esprimersi sugli aspetti del rischio per i lavoratori, pubblichiamo la presentazione illustrata durante l’evento.
Per scaricare il file, cliccare qui

Chiunque voglia approfondire ulteriormente questo complesso tema emergente o necessiti di supporto tecnico, non esiti a contattarci usando il relativo form.

Autorizzazione Integrata Ambientale AIA garanzie finanziarie

Il metodo di calcolo dettagliato è riportato nell’allegato A al Decreto.

Per consultare il testo completo del D.M. cliccare qui: dm_26_05_2016_141

Per approfondimenti in merito a questo o altri argomenti affini contattateci utilizzando il Form che troverete qui.

scadenze ambientale

I mesi di aprile e maggio richiedono, ai Gestori di complessi industriali, lo svolgimento di numerose attività di carattere ambientale connesse alla gestione di rifiuti, alle emissioni ed all’utilizzo di gas fluorurati.

In particolare, si ricordano le seguenti scadenze:

 30 aprile 2016

  • presentazione della denuncia (MUD) relativa ai rifiuti prodotti e/o smaltiti e/o recuperati nell’anno solare 2015;
  • comunicazione dei dati relativi agli autocontrolli effettuati nel 2015 per tutti i gestori di impianti assoggettati alla disciplina IED (IPPC) e quindi in possesso di AIA; tale trasmissione deve avvenire per via telematica, tramite la compilazione di un apposito Applicativo Integrato Di Autocontrollo (A.I.D.A.), predisposto da ARPA Lombardia;
  • pagamento del contributo SISTRI relativo all’anno 2016 per tutti i soggetti obbligati all’iscrizione al sistema o per i soggetti che aderiscono volontariamente;
  • comunicazione all’autorità competente dei quantitativi specifici delle emissioni relative all’anno 2015 per tutti i Gestori dei complessi industriali che svolgono attività elencate nell’allegato I del Regolamento CE n. 166/2006 al di sopra delle soglie ivi indicate e che superano le quantità di emissioni previste nell’allegato II allo stesso regolamento.
    Tale obbligo si applica inoltre ai Gestori dei complessi industriali che svolgono attività elencate nell’allegato I del Regolamento CE n. 166/2006 e che hanno conferito a terzi quantitativi di rifiuti pericolosi superiori al valore di soglia di 2 tonn/anno e/o rifiuti non pericolosi superiori ai valori soglia di 2.000 tonn/anno.

31 maggio 2016

  • dichiarazione al Ministero dell’Ambiente per il tramite dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno 2015, sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto, da parte degli operatori delle applicazioni fisse contenenti gas fluorurati ad effetto serra, secondo quanto stabilito dal DPR 43/2012.
scadenze ambientale
MARZO: MESE DI SCADENZE

Vi ricordiamo che il mese di marzo porta con sé alcune scadenze relative alle utenze idriche ed alla polizia idraulica. In particolare, entro il 31 marzo è necessario provvedere a:

  • denuncia annuale delle acque derivate nel 2015 da pozzo, sorgente o corso d’acqua superficiale alla Provincia entro il cui territorio ricadono le opere di presa.
    La denuncia delle misurazioni delle portate e dei volumi di acqua derivata deve essere effettuata tramite la modulistica apposita, disponibile sul sito internet: http://www.provincia.bergamo.it
  • versamento del canone annuo per l’uso delle acque prelevate autonomamente da pozzo, sorgente o corso d’acqua superficiale. Il versamento dei canoni per l’uso dell’acqua pubblica in Regione Lombardia è disciplinato dall’articolo 6 della legge regionale 29 giugno 2009, n. 10 e s.m.i. Il canone demaniale per l’uso dell’acqua è annuo ed anticipato, l’obbligo al pagamento si origina al 1 gennaio dell’anno di riferimento.
  • versamento del canone di polizia idraulica, dovuto da chi ha attiva una concessione per l’occupazione e l’uso di beni del demanio e patrimonio indisponibile dello stato per l’anno 2016. Il versamento va effettuato utilizzando il bollettino postale pre-compilato allegato alla lettera di richiesta di pagamento del canone (canone regionale di polizia idraulica) anno 2016, che verrà inviato dall’Ufficio Tributi della Regione Lombardia o dell’ente responsabile per il reticolo idrico interessato dalla concessione demaniale.

Se avete bisogno di aiuto o necessitate di chiarimenti, contattateci scrivendo a: consulenza@estambiente.it o ingegneria@estambiente.it

Formaldeide cancerogena
Formaldeide Cancerogena: Dal 1 gennaio entra in vigore la nuova classificazione
Dal 1 Gennaio 2016 la classificazione della formaldeide passa da cancerogeno “sospetto” a cancerogeno “presunto o certo”. Ecco cosa cambia.

La formaldeide rientra nelle sostanze che sono state oggetto di modifica della relativa classificazione ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Regolamento CLP). Tale modifica è normata dai Regolamenti CEE/UE 05/06/2014 n° 605 e CEE/UE 23/03/2015 n° 491.
In pratica, la Formaldeide passa da cancerogeno “sospetto” a cancerogeno “presunto o certo”. La nuova classificazione è, quindi, la seguente:

Carc. 1B; H350 “Può provocare il cancro”

Tale attribuzione si applica a partire dal 1° gennaio 2016.
La Formaldeide o i prodotti che la possono rilasciare sono ampiamente utilizzati in diversi settori produttivi (industria chimica, trasformazione delle materie plastiche, solventi, vernici, mobili, pannelli in legno truciolato, collanti, cosmetici, industria tessile, settore sanitario, settore alimentare, ecc.).
Tra le attività con possibile esposizione vanno comprese:

  • Tutte le attività che utilizzano materie prime contenenti Formaldeide.
  • Tutte le attività che utilizzano materie prime contenenti donatori di Formaldeide, tra cui ad esempio le lavorazioni meccaniche con utilizzo di fluidi lubrorefrigeranti (FLR), a meno di dichiarazione esplicita (non è sufficiente la SDS) circa l’assenza nei FLR di Formaldeide e donatori di Formaldeide.
  • Tutte le attività per le quali è possibile un rilascio di Formaldeide per termodegradazione, tra cui ad esempio trasformazione a caldo di materie plastiche o gomma.

Diventa, quindi, fondamentale esaminare i propri processi produttivi e valutare con attenzione se l’attività può comportare rischio di esposizione per i lavoratori.
In tal caso, è necessario attuare una serie approfondimenti e di indagini al fine di:

  1. Verificare la possibilità di eliminazione alla fonte della sostanza;
  2. Rilevare analiticamente i livelli di esposizione;
  3. Approfondire e/o aggiornare il DVR, con particolare riferimento alla Valutazione dei Rischi di esposizione ad Agenti Chimici/cancerogeni;
  4. Studiare le misure tecniche, organizzative, procedurali che si possono introdurre per il contenimento dei rischi;
  5. Verificare l’applicazione degli obblighi formali previsti dal D.Lgs 81/08, Titolo IX, Capo II (Protezione da agenti cancerogeni e mutageni): registro degli esposti, informazione e formazione ecc.

Per aiutare tecnici ed aziende nella valutazione dei livelli di esposizione, di grande utilità è la recente pubblicazione del Comitato scientifico per i valori limite di esposizione professionale (SCOEL).

Attualmente i valori limite indicati da SCOEL (recommendation from the Scientific Committee on Occupational Exposure Limits UE 2008) sono:

  • TLV-TWA (8 ore): 0.2 ppm ≈ 250 µg/mc
  • TLV-STEL (15 min): 0.4 ppm ≈ 490 µg/mc.

Il Comitato ha recentemente elaborato il draft della raccomandazione sulla formaldeide, che per l’appunto raccomanda i seguenti valori :

  • TLV-TWA (8 ore): 0.3 ppm ≈ 370 µg/mc
  • TLV-STEL (15 min): 0.6 ppm ≈ 740 µg/mc.
energia alternativa

In occasione della settimana dell’energia alternativa organizzata da Confartigianato Bergamo e Confindustria, la Montello S.p.A. ha presentato la sua prossima sfida: un impianto di upgrading del biogas in biometano e anidride carbonica.

Si tratta, in sostanza, di un sistema che raccoglie il biogas prodotto dalla digestione anaerobica dei rifiuti organici e lo sottopone a trattamento di purificazione con tecnologia a membrane , separando il metano dall’anidride carbonica, al fine di ottenere:

  • combustibile da immettere nella rete gas nazionale o da inviare ad impianti di erogazione per autotrasporto;
  • anidride carbonica destinata principalmente al settore alimentare.

L’impianto sarà operativo entro giugno del prossimo anno, in forza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 5720 del 07/07/2015 rilasciata da Regione Lombardia per l’intero insediamento Montello S.p.A. e l’Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità” n. 1777 del 02/09/2015 rilasciata da Provincia di Bergamo.

EST S.r.l. ha sviluppato lo Studio di Impatto Ambientale nell’ambito della procedura di V.I.A. istruita da Regione Lombardia ed ha elaborato quanto previsto dalla normativa vigente per il rilascio delle autorizzazioni sopra citate.

Per approfondire l’argomento potete leggere:

http://corriereinnovazione.corriere.it/2015/10/21/i-rifiuti-organici-lombardia-trasformati-carburante-6c54d2dc-77db-11e5-95d8-a1e2a86e0e17.shtml

http://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2015/10/21/news/21_ottobre_2015_quando_la_delorean_di_ritorno_al_futuro_arriva_davvero_-125562796/?ref=search

o contattarci scrivendo a : est@estambiente.it

-->