Author Archives : Patrizio

farmaci antiblastici
Farmaci antiblastici: valutazione dei rischi per gli operatori sanitari
Il rischio di esposizione ai farmaci antiblastici per gli operatori sanitari, un tema particolarmente complesso e critico

Il tema del rischio di esposizione ai farmaci antiblastici (chemioterapici) degli operatori sanitari risulta particolarmente critico, sia sotto il profilo sostanziale (rischio effettivo per gli operatori) sia sotto il profilo formale (adempimenti conseguenti all’applicazione del DLgs 81/2008).

E’ noto infatti che, pur essendo esclusi (in quanto farmaci) dall’applicazione della classificazione di pericolosità secondo il Regolamento CLP, ai chemioterapici antiblastici si applica quanto previsto dal Decreto 81 per gli agenti cancerogeni.

La normativa prevede infatti che, per le sostanze e miscele pericolose alle quali non si applica il Regolamento CLP, ma che rispondono ai criteri di classificazione come cancerogeni o mutageni di categorie 1A e 1B secondo quanto stabilito dall’Allegato I del Regolamento CLP, si applicano i disposti di cui al Titolo IX, Capo II del DLgs 81/2008 (agenti cancerogeni e mutageni).

Tra i chemioterapici antiblastici riconosciuti come cancerogeni si annoverano ad esempio i seguenti:

  • Cisplatino
  • Dacarbazina
  • Doxorubicina
  • Etoposide
  • Gemcitabina
  • Mitomicina C.

Per la corretta valutazione dei rischi di esposizione ad antiblastici è necessario considerare i seguenti elementi:

  • Tipo e quantità di farmaci manipolati
  • Modalità di acquisizione e conservazione dei farmaci di partenza
  • Modalità di allestimento dei farmaci, nella forma e dose prevista per il singolo paziente
  • Modalità di trasporto e consegna dei farmaci preparati
  • Modalità di somministrazione dei farmaci al paziente
  • Modalità di smaltimento dei rifiuti contenenti residui di chemioterapici
  • Personale sanitario impegnato in ciascuna delle fasi sopra descritte e relativi tempi di lavoro
  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro
  • Presidi preventivi presenti (es. cappe di aspirazione)
  • Caratteristiche dei Dispositivi di Protezione Individuale utilizzati
  • Procedure operative scritte adottate
  • Procedure di emergenza da adottarsi in caso di evento incidentale.

Nel caso di manipolazione di farmaci antiblastici è quindi necessario redigere un Documento di Valutazione dei Rischi specifico, nel quale vengano esaminati tutti gli aspetti sopraelencati, individuando le criticità e le eventuali carenze, definendo un quadro esaustivo degli obblighi formali conseguenti all’applicazione del DLgs 81/08, Titolo IX, Capo II, che evidenzi lo stato di attuazione degli obblighi e le eventuali azioni migliorative indicate.

Cosa possiamo fare per TE?

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento non esitare a contattarci attraverso la nostra pagina contatti o attraverso il link qui sotto.
I nostri tecnici sono a disposizione per esaminare tutti gli aspetti indicati in precedenza e personalizzare, per la tua attività, una proposta di intervento adeguata ed esaustiva nel rispetto delle adempienze in materia di igiene del lavoro

rumore antropico
Rumore antropico da un bar con tavolini esterni. Come quantificarlo?
Estratto dal Contributo presentato al Convegno Nazionale AIA (Associazione Italiana di Acustica) che si è svolto a Pavia il 7-9 giugno 2017

Nell’ambito di una CTU, condotta per il Tribunale Civile, riguardante un contenzioso per disturbo sonoro da rumore antropico generato dall’attività di un bar con plateatico esterno, si è posta una problematica specifica.

La particolarità del caso è dovuta al fatto che, non essendo presenti impianti di diffusione musicale, né altre tipologie di sorgenti sonore connesse ad impianti fissi, i livelli sonori sono determinati quasi esclusivamente dal numero e dal tono di voce degli avventori presenti nel plateatico esterno.

Ciò determina una difficoltà nell’individuare una situazione sonora di riferimento, che possa costituire una condizione rappresentativa dell’impatto sonoro connesso alla conduzione del bar.

Su tale difficoltà si incentrano le contestazioni reciproche delle due parti, le quali richiedono lo svolgimento di rilevazioni fonometriche in condizioni che, se ritenute rappresentative da una parte, sono puntualmente contestate dall’altra parte, determinando notevoli difficoltà nel conseguire una sintesi.

Nei casi di disturbo da rumore antropico determinato prevalentemente dal numero e dal tono di voce degli avventori presenti in un plateatico esterno, è possibile fornire una rappresentazione più “oggettiva” dell’impatto acustico procedendo come segue:

  • svolgere misurazioni fonometriche simultanee, finalizzate a determinare una correlazione numerica empirica tra i livelli sonori misurati in prossimità della sorgente e quelli misurati presso il ricettore;
  • estendere le misure fonometriche simultanee ad una situazione in cui alcuni parlanti svolgano una conversazione a voce alta in condizioni “controllate”;
  • confrontare i risultati ottenuti con le indicazioni per le previsioni di impatto acustico dai pubblici esercizi contenute nella DGR Lombardia 10/01/2014, n. X/1217;
  • formulare le conclusioni sull’impatto acustico in termini di numero di persone parlanti a voce alta (intendendosi per voce alta il volume sonoro definito dalle condizioni standard ipotizzate dalla DGR 10/01/2014 N. X/1217) che determinano il superamento dei valori limite di rumorosità ambientale presso la residenza disturbata;
  • tale modalità di rappresentazione ha il vantaggio di una più diretta intuitività da parte dei fruitori privi di competenza tecnica acustica specialistica.

Vuoi approfondire questa tipologia di indagine e di studio?

acque derivate

Anche quest’anno ricordiamo che  entro il 31 marzo è necessario provvedere ad alcuni adempimenti in tema di gestione delle acque derivate. In particolare:

  • i soggetti che derivano acque pubbliche (da pozzo, sorgente o corso d’acqua superficiale) per uso connesso ad attività aventi fini di lucro sono tenuti a presentare la denuncia annuale delle acque derivate nel 2016 alla Provincia entro il cui territorio ricadono le opere di presa.
    La denuncia delle misurazioni delle portate e dei volumi di acqua derivata deve essere effettuata tramite la modulistica apposita, disponibile sul sito internet Provincia di Bergamo
    E’ inoltre possibile inviare la modulistica all’indirizzo PEC protocollo@pec.provincia.bergamo.itutilizzando per la spedizione esclusivamente un indirizzo PEC.
  • i soggetti titolari di un atto di concessione a derivare autonomamente acqua pubblica (quali pozzi, sorgenti o corsi idrici superficiali) sono tenuti al pagamento di un canone annuo per l’uso delle acque prelevate.
    Il versamento dei canoni per l’uso dell’acqua pubblica in Regione Lombardia è disciplinato dall’articolo 6 della legge regionale 29 giugno 2009, n. 10 e s.m.i.
    Gli importi unitari dei canoni demaniali per l’uso delle acque pubbliche per l’anno 2017 sono stati resi noti con il D.d.s.12793 del 1 dicembre 2016 pubblicato sul B.U.R.L. (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) Serie Ordinaria n. 50 del 12 dicembre 2016, comprensivo dell’allegato A – “Tabella dei canoni per l’uso di acqua pubblica – anno 2017”.
    Il canone demaniale per l’uso dell’acqua è annuo ed anticipato, l’obbligo al pagamento si origina al 1 gennaio dell’anno di riferimento e va versato in un’unica soluzione anticipatamente entro il 31/03/2017.

Regione Lombardia invierà entro marzo 2017 a tutti i soggetti titolari, un avviso di scadenza del pagamento per ogni utenza di acqua pubblica, avviso che riporterà:

  • la somma da versare a titolo di canone per l’anno 2017;
  • le modalità per effettuare il pagamento della somma richiesta.

Se avete bisogno di aiuto o necessitate di chiarimenti, potete contattarci utilizzando i riferimenti inseriti nella pagina contatti.

Campi elettromagnetici in ambiente di lavoro la direttiva UE
Esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici: pubblicato il Decreto di recepimento della Direttiva CE
Pubblicato Dec. recepimento Direttiva CE su disposizioni sicurezza per esposizione dei lavoratori ai rischi dei campi elettromagnetici

In un precedente articolo del febbraio 2016 (clicca qui) avevamo illustrato i contenuti e gli adempimenti previsti dalla Direttiva 2013/35/UE in tema di esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici, indicando che i contenuti di tale Direttiva avrebbero dovuto essere recepiti dagli Stati membri entro il termine del 1° luglio 2016.

Segnaliamo ora che sulla Gazzetta Ufficiale del 18/08/2016 è stato finalmente pubblicato il Decreto di recepimento:

D.Lgs. 1 agosto 2016, n. 159 “Attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE”.

Le modifiche introdotte dal nuovo Decreto sono in vigore dal 2 settembre 2016.
In particolare, il nuovo Decreto modifica il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Titolo VIII, Capo IV, che riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a Campi Elettromagnetici, da O Hz a 300 GHz.

Si ricorda che la Direttiva 2013/35/UE ha modificato i criteri di valutazione dei rischi, introducendo un sistema più articolato di tipi di livelli di azione in luogo dell’unico tipo di valori di azione presente nella Direttiva 2004/40/CE, che è stata abrogata. Nei mesi scorsi la Commissione Europea ha reso disponibile la versione in Italiano della “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici”.

Ad oggi deve quindi ritenersi completato il quadro normativo di riferimento per lo svolgimento delle Valutazione di Rischi da Campi Elettromagnetici.
Le Aziende ed i Datori di Lavoro sono quindi oggi nelle condizioni di condurre un’analisi anche di questa tipologia di rischio, predisponendo al più presto una specifica Valutazione dei Rischi da esposizione a Campi Elettromagnetici.
Le Linee Guida europee confermano che, ad eccezione di alcuni casi più semplici, per i quali il rischio di esposizione può essere stimato a priori come trascurabile, in generale per la valutazione dell’esposizione è richiesto lo svolgimento di valutazioni specifiche e di misure in campo, con impiego di strumentazione adatta.

Se non avete ancora eseguito una valutazione specifica potete contattarci utilizzando i riferimenti nella pagina contatti.

relazione di riferimento

Con l’emanazione della D.g.r. 18 aprile 2016 – n. X/5065 “Autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) – Indirizzi per l’applicazione del d.m. n. 272 del 13 novembre 2014 «Decreto recante le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’articolo 5, comma 1, lettera V-Bis), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152» sono state definite le modalità e le tempistiche per la presentazione della verifica ex art. 3, c.2, del DM 272/2014 e della relazione di riferimento (ove dovuta), da parte dei Gestori delle attività soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

La D.g.r. 18 aprile 2016 – n. X/5065 definisce diverse tempistiche in funzione delle seguenti casistiche:

  1. procedimenti di rilascio, modifica o aggiornamento avviati e conclusi dopo il 7 gennaio 2013, ossia i procedimenti avviati successivamente all’entrata in vigore della direttiva 2010/75/UE (IED) e che pertanto devono prevedere il rilascio di autorizzazioni allineate ai contenuti della stessa Direttiva; rientrano in questa casistica le attività “esistenti non già soggette ad AIA” le cui autorizzazioni sono state rilasciate da Regione Lombardia;
  2. procedimenti di rilascio, riesame (o rinnovo), modifica sostanziale o aggiornamento in corso, ossia procedimenti avviati sia precedentemente sia successivamente all’entrata in vigore della Direttiva IED, che non sono ancora conclusi al momento dell’emanazione della presente circolare;
  3. nuove installazioni o modifiche sostanziali, ossia attività che, o perché di nuova realizzazione (non ancora messe in esercizio) o perché oggetto di modifica con incremento della capacità produttiva oltre le soglie di cui all’allegato VIII, entrano per la prima volta nell’ambito di applicazione della Direttiva IED, nonché attività già autorizzate AIA ed oggetto di modifica sostanziale;
  4. procedimenti di rilascio, modifica, rinnovo o aggiornamento conclusi prima dell’entrata in vigore della direttiva 2010/75/UE, ossia procedimenti chiusi con rilascio dell’AIA precedentemente all’entrata in vigore della direttiva IED (7 gennaio 2013) e che non hanno avviato nessun procedimento di riesame/rinnovo o modifica sostanziale successivamente a tale data.

Si ricorda inoltre che le Aziende che hanno già inviato la verifica di sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento devono valutare l’opportunità / necessità di integrarla facendo riferimento alle indicazioni riportate nell’allegato 2 alla D.g.r. 18 aprile 2016 – n. X/5065 e devono fornire riscontro delle proprie valutazioni entro il 22 luglio 2016.

Le Aziende a cui è stato prescritto di trasmettere la verifica della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento o la relazione stessa, con le tempistiche che sarebbero state indicate dall’autorità competente, devono trasmettere la verifica della sussistenza entro il 22 luglio 2016 e l’eventuale relazione di riferimento entro 9 mesi dalla data di trasmissione della verifica preliminare dalla quale emerga la necessità di presentare la relazione di riferimento.

EST S.r.l. ha acquisito specifica esperienza rispetto ai temi relativi a valutazioni ambientali su suoli, sottosuoli e acque sotterrenee ed è a disposizione per supportare le Aziende nella redazione della verifica della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento e nella redazione della  relazione stessa.

Contattateci scrivendo a: consulenza@estambiente.it

Dispositivi di Protezione Individuali regolamento CLP SINP

La progressiva entrata in vigore e applicazione del Regolamento CLP relativo all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze chimiche e delle relative miscele, ha come conseguenza la necessità di “allineare” la normativa previgente, tra cui, per quanto di specifico interesse, il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

In questo contesto, segnaliamo quindi l’entrata in vigore, il 29 marzo 2016, del Decreto Legislativo 15 febbraio 2016 n. 39, recante “Attuazione della direttiva 2014/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, che modifica le direttive 92/58/CEE, 92/85/CEE, 94/33/CE, 98/24/CE del Consiglio e la direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, allo scopo di allinearle al regolamento (CE) n. 1272/2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.61 del 14 marzo 2016).

Le Direttive sopracitate contenevano riferimenti al precedente sistema di classificazione e di etichettatura di pericolosità delle sostanze ed ora vengono quindi modificate allo scopo di allinearle al Regolamento CLP.

Il recepimento a livello nazionale si traduce in alcune modifiche delle seguenti normative riguardanti la tutela della salute dei lavoratori:

  • Dir 92/58/CEE             Segnaletica                   DLgs 81/08, Titolo V
  • Dir 92/85/CEE             Gestanti                        DLgs 151/2001
  • Dir 94/33/CE                Minori                           L 977/1967
  • Dir 98/24/CE                Agenti Chimici            DLgs 81/08, Titolo IX, Capo I
  • Dir 2004/37/CE           Agenti Cancerogeni    DLgs 81/08, Titolo IX, Capo II

Le modifiche di “allineamento” e coordinamento relative al Decreto 81/2008 sono contenute nell’articolo 1 del citato decreto legislativo, e il più delle volte sono relative ad “allineamenti” di carattere terminologico, anche se non mancano modifiche più “di sostanza”.

Per quanto riguarda il D.Lgs. 81/2008, si evidenziano in particolare le modifiche seguenti:

  • Sostituzione del termine “preparato” con il termine “miscela”.
  • art. 222 (Definizioni) – Modificata la definizione di “Agenti chimici pericolosi”, inserendo riferimento al CLP.
  • art. 223 (Valutazione dei rischi) – Modificato il riferimento alle Schede di Sicurezza, citando il “fornitore” secondo il REACH.
  • art. 227 (Informazione e formazione per i lavoratori) – Modificato il riferimento alle Schede di Sicurezza, citando il “fornitore” secondo il REACH.
  • art. 229 (Sorveglianza sanitaria) – Inserito riferimento al CLP: considerati gli agenti chimici tossici acuti, corrosivi, irritanti, sensibilizzanti, tossici per il ciclo riproduttivo o con effetti sull’allattamento, tossici specifici per organo bersaglio, tossici in caso di aspirazione, cancerogeni e mutageni di categoria 2.
  • art 234 (Definizioni) – Sostituite le definizioni di agente cancerogeno e mutageno;
  • Allegato XXV (Prescrizioni generali per i cartelli segnaletici) – soppressio il cartello di avvertimento «Sostanze nocive o irritanti» e aggiunta nota al segnale di avvertimento «Pericolo generico»;
  • Allegato XXVI (Prescrizioni per la segnaletica dei contenitori e delle tubazioni) – Inseriti i riferimenti ai pittogrammi di pericolo CLP.

Per quanto riguarda il D.Lgs. 151/2001, si evidenziano in particolare le modifiche seguenti:

  • Allegato C (Attività soggette a specifica valutazione) – Inseriti i riferimenti alle categorie di pericolo CLP e, più in generale, al D.Lgs. 81/2008.

Per quanto riguarda la L. 977/1967, si evidenziano in particolare le modifiche seguenti:

  • Allegato I (Lavori vietati per i minori) – Inseriti i riferimenti alle categorie di pericolo CLP e, più in generale, al D.Lgs. 81/2008.

Per scaricare il decreto cliccare qui.

Per scaricare la Direttiva 2014/27/UE  per l’allineamento al Regolamento CLP  cliccare qui.

Se siete interessati all’argomento e necessitate di ulteriori approfondimenti potete contattarci utilizzando i riferimenti nella pagina contatti.

certificazione acustica

In occasione del secondo Seminario di Acustica e Industria – Certificazione acustica dei prodotti industriali, tenutosi presso le strutture del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara in data 11 febbraio 2016, EST S.r.l. ha presentato un poster illustrante l’esperienza di un caso applicativo di certificazione acustica e vibrazionale di attrezzature manuali portatili.

L’evento è stato organizzato con lo scopo costituire un momento di conoscenza e di aggiornamento tecnico-scientifico in relazione alla “Direttiva macchine” ed alle successive numerose disposizioni legislative e normative che hanno ampliato le tipologie di prodotti industriali oggetto di certificazione (macchine destinate a operare all’aperto, elettrodomestici, ecc.), interessando anche nuovi settori (risparmio energetico, ecc.).

In questo contesto le emissioni sonore e le emissioni di vibrazioni sono oggetto di interesse, in quanto ad oggi sono molteplici le macchine e le apparecchiature che richiedono la certificazione acustica della potenza sonora emessa e del livello dell’emissione di vibrazioni.

Forti sono quindi le richieste tecniche poste nei confronti di chi opera nei laboratori degli stabilimenti, delle università e delle strutture di ricerca.

Nel caso particolare presentato da EST, le attrezzature sottoposte a verifica sono costituite da:

  • Un applicatore pneumatico per l’estrusione di siliconi e sigillanti;
  • Una pistola per grassaggio.

Le apparecchiature da provare risultano soggette alla Direttiva Macchine, in quanto rientranti nella definizione di “macchina” riportata all’art. 2 del D.Lgs. 17/2010: “insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata”.

Trattandosi di macchine, è stata inizialmente svolta una ricerca tra le norme armonizzate il cui elenco è periodicamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUCE) tramite specifiche Comunicazioni della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 2006/42/CE.

Sono state svolte sia misure acustiche in un ambiente rispondente ai requisiti di cui alle norme UNI che misure delle vibrazioni associate al funzionamento dell’apparecchiatura sotto controllo.

Sulla base dei risultati ottenuti possono essere svolte le seguenti considerazioni:

  • La definizione iniziale delle migliori modalità di svolgimento delle prove, comprendente la ricerca delle norme tecniche applicabili, può presentarsi non immediata, e richiede una conoscenza di base della normativa generale riguardante la sicurezza dei prodotti, ossia delle Direttive di Prodotto, con particolare riguardo alla Direttiva Macchine.
  • Nei casi in cui, per una determinata macchina o apparecchiatura, non esista una specifica norma tecnica che definisce le modalità di misurazione del rumore e delle vibrazioni emesse, è necessario ricorrere a norme tecniche più generali. Ciò comporta per il misuratore la necessità di definire autonomamente le condizioni di utilizzo delle apparecchiature, impiegando criteri necessariamente cautelativi.
  • È necessario che le condizioni di esercizio (nel caso specifico frequenza di comando e pressione di alimentazione) vengano chiaramente riportate nella “Dichiarazione di emissione sonora” e nella “Dichiarazione di emissione vibratoria”.

Per maggiori dettagli, è possibile visualizzare il pdf del poster  che è stato presentato al convegno, nel quale sono riportati i dettagli dell’esperienza descritta, delle relative misure e dei fac-simile delle dichiarazioni di emissione. Clicca qui.

Se siete interessati all’argomento e necessitate di ulteriori approfondimenti potete contattarci utilizzando i riferimenti nella pagina contatti.

sicurezza sul lavoro finanziamenti sulla sicurezza registro infortuni formazione per rspp

Con la Circolare n. 92 del 23/12/2015, l’INAIL ricorda che il DLgs 151/2015 all’articolo 21 comma 4 ha abolito l’obbligo della tenuta del registro infortuni, e dell’applicazione delle relative disposizioni sanzionatorie, a decorrere dal 23 dicembre 2015.

Resta confermato l’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’INAIL gli infortuni occorsi ai dipendenti prestatori d’opera(come previsto dall’art. 53 del DPR 1124/1965, modificato dal DLgs 151/2015 art. 21 comma 1, lett. b).

In considerazione dell’abolizione del Registro Infortuni, l’INAIL ha attivato il “cruscotto infortuni” quale strumento informativo per l’orientamento dell’attività ispettiva da parte degli organi di vigilanza.

Campi elettromagnetici in ambiente di lavoro la direttiva UE

Già da diversi anni sono in vigore disposizioni che riguardano gli Agenti Fisici, come Rumore, Vibrazioni e Radiazioni Ottiche, rispetto ai quali le Aziende sono state chiamate ad elaborare le proprie valutazioni . Il Decreto Legislativo 81/2008 impone, infatti, che il Datore di Lavoro valuti in modo specifico i rischi connessi all’esposizione ad Agenti Fisici nei luoghi di lavoro.
E’ previsto che tale valutazione debba essere aggiornata almeno ogni 4 anni.
La nuova direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici ha modificato i criteri di valutazione dei rischi per l’esposizione a campi elettromagnetici. Il termine massimo entro cui tale direttiva dovrà essere recepita è il 1° luglio 2016.
Entro tale data, quindi, le Aziende ed i Datori di Lavoro devono condurre un’analisi anche di questa tipologia di rischio, predisponendo una specifica Valutazione dei Rischi da esposizione a Campi Elettromagnetici.
Recentemente la Commissione Europea ha reso disponibile la versione italiana della “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici”, a completamento del quadro normativo di riferimento già esistente. E’ possibile leggerla cliccando qui.
Se pensi che la tua azienda sia coinvolta negli aspetti appena descritti puoi contattarci utilizzando i riferimenti nella pagina contatti

sicurezza sul lavoro finanziamenti sulla sicurezza registro infortuni formazione per rspp

Nuovi finanziamenti sulla sicurezza del lavoro. L’INAIL ha infatti pubblicato il nuovo Bando Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro per un importo pari a € 276.269.986 (di cui € 45.432.300 destinati alla Lombardia).

Le spese ammesse a contributo devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data del 5 maggio 2016.

Sono ammessi a contributo i progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:

  1. Progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori:
    Ristrutturazione o modifica degli ambienti di lavoro
    Acquisto di macchine
    Acquisto di dispositivi per lo svolgimento di attività in ambienti confinati
    Acquisto e installazione permanente di ancoraggi
    Installazione, modifica o adeguamento di impianti elettrici
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale:
    Adozione di un modello organizzativo e gestionale di cui all’art 30 del D.Lgs. 81/08 asseverato in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 2:2013 per il settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile
    Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000.
    Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente
    Adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)
    Adozione di un modello organizzativo e gestionale conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i anche secondo le procedure semplificate di cui al DM 13/2/2014.
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto.

Per ogni ulteriore dettaglio si rimanda alla documentazione completa pubblicata sulla pagina seguente del sito INAIL:

http://www.inail.it/internet/default/INAILincasodi/Incentiviperlasicurezza/BandoIsi2015/index.html

I ns. tecnici sono a disposizione per eventuali chiarimenti in merito.

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