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ISO 45001:2018 – Pubblicata la nuova norma
Con la pubblicazione della nuova norma UNI ISO 45001:2018 ci sono molte novità sui sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro

Come più volte annunciato, il 12 marzo è stata pubblicata la norma ISO 45001:2018, tradotta anche in italiano dall’UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) e adottata come UNI ISO 45001:2018. La ISO 45001 “Occupational health and safety management systems – Requirements with guidance for use” nasce con l’obiettivo di aiutare le organizzazioni a fornire luoghi di lavoro sicuri e salubri e a prevenire infortuni e malattie legati all’attività lavorativa. Costituisce, quindi, una guida riconosciuta a livello internazionale per migliorare le prestazioni aziendali in materia di salute e sicurezza dei lavoratori. La norma è applicabile a tutte le organizzazioni, di qualsiasi dimensione e tipologia, che desiderino istituire, attuare e mantenere un sistema di gestione per: migliorare le prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro; eliminare i pericoli e minimizzare i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro (incluse carenze del sistema); cogliere le opportunità per la salute…

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pec irregolari

I Registri imprese delle Camere di Commercio hanno avviato i controlli relativi alla validità degli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) comunicati dalle imprese iscritte. Questi controlli avvengono in ottemperanza alla direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con Ministero della Giustizia n.2608 del 27/04/2015 “al fine di garantire condizioni di unità informativa su tutto il territorio nazionale (..)”. In particolare (comma 1.1) la direttiva contiene misure necessarie ad assicurare che le imprese, societarie ed individuali, si adeguino all’obbligo di: Munirsi di una casella di posta elettronica certificata; Iscrivere il relativo indirizzo nel registro imprese; Mantenere attiva la casella di posta elettronica dichiarata. L’iscrizione al registro imprese dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) di un’impresa è legittima solo se detto indirizzo è di titolarità esclusiva della medesima (comma 1.2). VERIFICA PEC NELL’ELENCO IMPRESE CAMERE DI COMMERCIO A partire da ciò l’ufficio registro imprese verificherà, con modalità bimestrale, la validità delle…

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emissioni in atmosfera

La recente D.g.r. 18 dicembre 2017 – n. X/7570 “Indirizzi di semplificazione per le modifiche di impianti in materia di emissioni in atmosfera ai sensi della parte quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i..” fornisce indicazioni in merito alle modalità autorizzative di modifiche impiantistiche che coinvolgono il tema delle emissioni in atmosfera. In particolare, aspetto significativo sul quale si concentra il disposto normativo è la distinzione tra MODIFICA SOSTANZIALE e MODIFICA NON SOSTANZIALE, con le relative conseguenze che tale attribuzione comporta in tema di iter autorizzativo e di contenuto tecnico richiesto per l’istanza di modifica. Riteniamo significativo evidenziare alcuni aspetti in merito: sono da considerarsi SOSTANZIALI le modifiche che comportano effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute; possono risultare SOSTANZIALI modifiche che, pur non implicando un aumento del flusso di massa degli inquinanti, possono prevedere variazioni significative al ciclo produttivo, tali per cui è opportuna una istruttoria da parte dell’Autorità…

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novità 2018
Il 2018 al via con numerose novità
Anche quest’anno con la chiusura del mese di dicembre i legislatori hanno dato sfogo alla propria attività emanando una serie di atti che coinvolgono aziende e consulenti sotto numerosi e diversificati aspetti di carattere ambientale e di igiene e sicurezza del lavoro.

ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE D.G.R. 18 dicembre 2017 – n. X/7581 “Aggiornamento della d.g.r. 23 ottobre 2015 – n. X/4229 e ss.mm.ii.  | «Riordino dei reticoli idrici di Regione Lombardia e revisione dei canoni di polizia idraulica» e determinazione della percentuale di riduzione dei canoni di polizia idraulica (attuazione della legge regionale 15 marzo 2016, n. 4, art. 13, comma 4)” D.G.R. 18 dicembre 2017 – n. X/7568 | “Direttive per la presentazione delle istanze di concessione di derivazione d’acqua pubblica di cui al r.d. 1775/1933 e del regolamento regionale n. 2/2006 mediante la piattaforma informatica SIPIUI” Regolamento regionale 23 novembre 2017 – n. 7  | “Regolamento recante criteri e metodi per il rispetto del principio dell’invarianza idraulica ed idrologica ai sensi dell’articolo 58bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio)” EMISSIONI IN ATMOSFERA D.G.R. 18 dicembre 2017 – n. X/7570 | “Indirizzi…

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terre e rocce da scavo

Il recente D.P.R. 120/2017 ha adottato le disposizioni di riordino e di semplificazione della disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo. In particolare, il Regolamento fornisce indicazioni in merito a: gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, ai sensi dell’art. 184bis, del D.Lgs 152/2006, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, di grandi dimensioni e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o a AIA, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture; disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti; utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti; gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica. Facendo riferimento al punto 1), elemento di novità rispetto alle precedenti normative sul tema è la caratterizzazione delle terre e rocce da scavo contenenti materiale di riporto. Il…

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invarianza idraulica idrologica lombardia regolamento
Invarianza idraulica ed idrologica
Il 27/11/2017 è stato pubblicato il regolamento di Regione Lombardia. Enunciati criteri e metodi per il rispetto del principio di invarianza idraulica ed idrologica.

Con Regolamento regionale 23 novembre 2017 – n. 7 (pubblicato in data 27/11/2017), Regione Lombardia ha emanato i criteri e metodi per il rispetto del principio di invarianza idraulica ed idrologica ai sensi dell’articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12, da applicarsi agli interventi di: nuova costruzione, compresi gli ampliamenti; demolizione, totale o parziale fino al piano terra, e ricostruzione indipendentemente dalla modifica o dal mantenimento della superficie edificata preesistente; ristrutturazione urbanistica comportanti un ampliamento della superficie edificata o una variazione della permeabilità rispetto alla condizione preesistente all’urbanizzazione. Ma cosa si intende indicare con questi termini? INVARIANZA IDRAULICA Principio in base al quale la portata al colmo di piena risultante dal drenaggio di un’area debba essere costante prima e dopo la trasformazione dell’uso del suolo in quell’area. INVARIANZA IDROLOGICA Principio in base al quale sia le portate sia i volumi di deflusso meteorico scaricati dalle aree…

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farmaci antiblastici
Farmaci antiblastici: valutazione dei rischi per gli operatori sanitari
Il rischio di esposizione ai farmaci antiblastici per gli operatori sanitari, un tema particolarmente complesso e critico

Il tema del rischio di esposizione ai farmaci antiblastici (chemioterapici) degli operatori sanitari risulta particolarmente critico, sia sotto il profilo sostanziale (rischio effettivo per gli operatori) sia sotto il profilo formale (adempimenti conseguenti all’applicazione del DLgs 81/2008). E’ noto infatti che, pur essendo esclusi (in quanto farmaci) dall’applicazione della classificazione di pericolosità secondo il Regolamento CLP, ai chemioterapici antiblastici si applica quanto previsto dal Decreto 81 per gli agenti cancerogeni. La normativa prevede infatti che, per le sostanze e miscele pericolose alle quali non si applica il Regolamento CLP, ma che rispondono ai criteri di classificazione come cancerogeni o mutageni di categorie 1A e 1B secondo quanto stabilito dall’Allegato I del Regolamento CLP, si applicano i disposti di cui al Titolo IX, Capo II del DLgs 81/2008 (agenti cancerogeni e mutageni). Tra i chemioterapici antiblastici riconosciuti come cancerogeni si annoverano ad esempio i seguenti: Cisplatino Dacarbazina Doxorubicina Etoposide Gemcitabina Mitomicina…

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cromo esavalente cromo6
Cromo esavalente in acque potabili – Prorogata l’entrata in vigore del nuovo limite
A seguito dei rilievi presentati dalla Federazione delle imprese che gestiscono il servizio integrato, l’entrata in vigore del disposto del DM 14/11/2016 è prorogato al 31/12/2018.

In una precedente pubblicazione, abbiamo segnalato l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 14/11/2016 del Ministero della Salute con cui si apportavano modifiche al D.Lgs. 31/2001. Quest’ultimo definisce il profilo di identità delle acque destinate al consumo umano, le acque potabili, in riferimento alla Direttiva Comunitaria 98/83/CE. La modifica prevede l’introduzione di un “valore limite” sul contenuto di Cromo Esavalente pari a 10 μg/l, ove prima vigeva un limite come Cromo Totale pari a 50 μg/l. Questa emanazione ha reso evidente come il concerto con il Codice Ambiente D.Lgs. 152/2006 diventasse critico in quanto, nella parte relativa alla qualità delle acque sotterranee, definisce per il parametro Cromo Esavalente una concentrazione soglia di contaminazione pari a 5 μg/l, “valore al di sopra del quale occorre la caratterizzazione del sito e l’analisi del rischio”. Il Cromo esavalente è elemento pericoloso e classificato cancerogeno (IARC classe I) ma in passato è stato raramente monitorato nelle…

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residui di produzione
Residui di produzione: sottoprodotti o rifiuti?
Ulteriori informazioni ministeriali su come dimostrare la sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

Il 13 ottobre 2016 è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 264 “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” col fine di favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri. Merita innanzitutto ricordare che i SOTTOPRODOTTI non sono soggetti alla disciplina sui rifiuti, con evidenti benefici sul piano economico, amministrativo (autorizzazioni, registri, …) e sanzionatorio. Il decreto definisce alcune modalità con cui il detentore del residuo di produzione può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali previste dalla normativa: la sostanza è originata da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza; è certo l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto nel corso dello stesso o di…

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End of Waste segatura trucioli legno
La Corte di Cassazione boccia la qualifica di End of Waste per truciolati e segatura
Come definire la cessazione della qualifica di rifiuto?

Quando un rifiuto cessa di essere tale? Sembra non esistere una risposta univoca a questa domanda, sebbene l’articolo 184 del D.Lgs. 152 del 2006 definisca le condizioni che il rifiuto deve soddisfare per assumere la tanto agognata qualifica di End of Waste. Ne è prova il fatto che la recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 5442 del 6 febbraio 2017, ha ribaltato la decisione del giudice di merito che aveva stabilito che il rifiuto in esame, costituito da truciolati e segatura, cessava di essere rifiuto in forza del fatto che “veniva costantemente ceduto ad altra società dietro fatturato pagamento di denaro”. La Suprema Corte ha ritenuto invece che non si possa negare la qualifica di rifiuto ai materiali in esame senza considerarne la natura e la destinazione in ragione delle intenzioni del detentore. La posizione, decisamente rigida, è stata motivata col fatto che “opinare in termini diversi, al pari…

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