Fontanile Brancaleone: riqualificazione di una riserva naturale (SIC IT 2060013)

Un “monumento ambientale” restituito alla sua naturalità

Nell’anno 2005 l’Amministrazione Comunale di Caravaggio ha provveduto alla predisposizione del Piano di Gestione della riserva naturale regionale Fontanile Brancaleone, di cui l’Amministrazione stessa risulta essere Ente gestore.
La riserva è stata istituita con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 1894 del 05/02/1985 e successivamente inserita nell’elenco dei siti appartenenti alla “Rete Natura 2000”, ai sensi della Direttiva 92/43/Cee nota con il nome di “Direttiva Habitat” e volta alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (SIC IT 2060013).
L’Amministrazione Comunale ha deciso, quindi, di procedere alla elaborazione del progetto per l’attuazione degli interventi previsti dal Piano di Gestione predisposto e successivamente sottoposto al parere di Regione per lo stanziamento di contributi per la gestione delle aree protette.

Qualche dato sulla Riserva

Area Fontanile BrancaleoneL’area del Fontanile Brancaleone è una piccola riserva naturale del Comune di Caravaggio, in località Gavazzolo, appena oltre la ferrovia Milano-Brescia. Il sito, collocato sulla linea dei fontanili che divide l’alta pianura dalla bassa pianura, riveste un particolare valore in qualità di relitto di bosco ripariale. Occupa un’estensione di circa 10,5 ha, con una quota che varia tra 119,5 e 117,5 m s.l.m.
Storicamente, le prime informazioni circa l’esistenza della Roggia Basso e delle relative sorgenti risalgono al 1400 (rif. pubblicazione di G. Farina “Della Città di Caravaggio e delle sue acque e rogge”, 1956). Nel testo viene scritto che “Le sorgenti della Roggia Basso sono state sempre meta di amene passeggiate per gli amanti della poesia (i öc del Bas)”. In realtà, il fenomeno delle risorgive è originato da interventi dell’uomo, che per anni ha sfruttato e regimato le acque, in relazione alle vicende sociali ed economiche che hanno caratterizzato lo storia della pianura padana. Tale sistema di captazione è antico e pare risalga alla seconda metà del XII secolo.
Il complesso della riserva naturale appare suddiviso in tre zone: a nord-est la fontana Brancaleone propriamente detta; a nord-ovest la fontana Basso; e a sud-ovest la fontana Nuova.
Tutti e tre questi sistemi di risorgive sono tributari della Roggia Basso che originata presso il fontanile prosegue il suo corso verso Caravaggio.
Le peculiarità della riserva sono riconducibili all’elevato numero di specie erbacee, arbustive ed arboree presenti, residuo delle antiche foreste che popolavano la Pianura Padana prima delle bonifiche. Inoltre l’area si caratterizza per la presenza di fauna delle acque e di fauna freatica (che vede la presenza di due specie animali nuove individuate, appartenenti alla famiglia dei gamberi di acqua dolce).

Un progetto complesso e interdisciplinare

Il progetto di riqualificazione ha visto impegnati congiuntamente l’ufficio ecologia del Comune di Caravaggio ed EST S.r.l., coadiuvata dall’esperienza pluriennale di professionisti nel campo naturalistico e forestale. L’intervento è stato caratterizzato dalla sovrapposizione di aspetti di carattere naturalistico, ambientale ed idraulico che hanno richiesto la collaborazione di professionalità altamente qualificate su differenti tematiche.
L’area delle teste e dei cavi del Fontanile Brancaleone risultava, infatti, completamente abbandonata e lasciata ad una sua evoluzione naturale, fortemente influenzata dalla presenza della Roggia Basso, che defluisce all’interno della riserva e che raccoglie, da monte, acque di deflusso del Torrente Morletta proveniente dalla città di Bergamo.
P Fontanile Brancaleoneroprio il deflusso in condizioni di piena delle acque della roggia portava con sé, infatti, significative presenze di rifiuti di vario genere, prevalentemente identificati in contenitori in plastica (bottiglie, flaconi, sacchetti, ..), che in periodo di magra emergevano dall’alveo e si accumulavano in isole asciutte o rimanevano intrecciati alla vegetazione di sottobosco.
Inoltre l’area del Fontanile si presentava interessata da una fitta copertura boscata caratterizzata dalla presenza di entità in deperimento e parzialmente infestanti, con i cavi e le teste saturati dai fanghi di deposito trasportati dal deflusso delle acque.

Il progetto di riqualificazione ha visto, quindi, la realizzazione di:

  • un canale di by-pass per l’allontanamento e la regimazione delle acque provenienti dalla Roggia Basso;
  • interventi di cernita e rimozione dei rifiuti assimilabili agli urbani presenti nei cavi, nelle teste e tra la vegetazione di sottobosco;
  • asportazione, vagliatura, caratterizzazione e riutilizzo (ove possibile) dei fanghi di dragaggio asportati dagli alvei e dalle teste;
  • operazioni di esbosco, pulizia dai rovi, eliminazione degli infestanti e sistemazione a verde;
  • ripristino dei manufatti delle teste al fine di riattivare il fenomeno delle risorgive;
  • creazione di percorsi e documentazione illustrativa per la fruizione.

Un’oasi di naturalità restituita alle sue origini

 Fontanile BrancaleoneAllo stato attuale, l’area di riserva si presenta ricostituita nelle sue peculiarità derivanti dalla presenza, soprattutto, di specie animali tipiche della pianura ma ormai rare. In particolare, si segnalano la rana di Lataste,  l’airone cenerino, il germano reale, la gallinella d’acqua, il martin pescatore, la poiana, il barbagianni, la lucertola muraiola, la biscia dal collare, la talpa europea, il pipistrello albolimbato, la volpe.
Per quanto riguarda, invece, la vegetazione, la riserva è caratterizzata dalla presenza di un’area boscata formata da alberi di farnia, pioppo nero, olmo, salice bianco, platano e robinia. Qui è presente anche un sottobosco particolarmente fitto e impenetrabile, adatto alla permanenza delle specie animali sopra descritte. Ai margini della riserva sono, invece, presenti ampie aree a prato e  coltivate.

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