Impianti di compostaggio: l’importanza di una corretta gestione

La conduzione di questi impianti risulta particolarmente complessa, non essendo possibile affidarla unicamente a sistemi automatici e standardizzati.
L’importanza delle competenze e delle esperienze acquisite.

Il trattamento biologico mediante compostaggio, per il recupero delle frazioni organiche dei rifiuti urbani, al fine di produrre prodotti utili per l’agricoltura, è in continuo sviluppo ed espansione in Italia. Ciò è dovuto, tra l’altro, alla spinta legislativa nazionale ed europea, i cui cardini sono la separazione e il trattamento controllato delle matrici biodegradabili, attraverso un processo che porti a un prodotto certificato e utilizzabile in agricoltura.

Una gestione complessa

L’ottimizzazione operativa di un impianto di compostaggio, sia in fase di pre-avviamento sia di esercizio, comporta l’utilizzo di una serie di complesse e articolate conoscenze e competenze, che permettono di gestire, in maniera opportuna, le scelte impiantistiche legate all’equilibrio tra logistica, economicità, tempi di processo, qualità del prodotto e minimizzazione degli impatti ambientali. Con particolare riguardo alle emissioni odorigene, di cui ci siamo occupati diffusamente in due separati articoli, anche per il loro forte impatto sull’opinione pubblica (vedi Emissioni odorigene e molestie olfattive: come misurare gli odori e Emissioni odorigene e molestie olfattive: un esempio concreto).

Trattandosi di un processo biologico, il compostaggio non può essere regolato esclusivamente da automatismi elettromeccanici a feedback, come nel caso, ad esempio, di un impianto per la produzione di prodotti chimici. Viceversa, sono necessari costanti controlli e verifiche dei parametri fondamentali di processo, al fine di garantire il corretto andamento della degradazione biologica aerobica.

Le verifiche nel dettaglio

Tra le principali verifiche che EST può effettuare, a supporto della gestione di un impianto di compostaggio, possiamo ricordare:

  • aerazione: l’apporto del giusto quantitativo d’aria alla miscela in compostaggio deriva da un corretto dimensionamento dei sistemi di insufflazione, sulla base della misura dei seguenti parametri: portate d’aria specifiche, perdite di carico, porosità del materiale, tempi di insufflazione e spegnimento, potenza dei ventilatori;
  • ossigeno, anidride carbonica e ammoniaca: la misurazione di questi parametri all’interno dei cumuli, a differenti profondità, permette di ottenere una sorta di “radiografia” tridimensionale del compost. E’ inoltre possibile ottenere un’indicazione “rapida” sulla stabilità biologica del materiale, sulla base delle variazioni di questi tre parametri nel tempo;
  • temperatura e umidità: la valutazione di questi elementi, permette di verificare eventuali stratificazioni all’interno del cumulo o del biofiltro, nonché la loro variabilità nel tempo;
  • concentrazione di molecole odorigene all’interno dei cumuli: EST è in grado di eseguire un campionamento di aeriforme all’interno dei cumuli, con successiva analisi dei composti odorigeni presenti e l’identificazione di eventuali “sacche” anaerobiche, utilizzando una metodologia basata sulla gascromatografia – spettrometria di massa (GC-MS), di cui ci siamo occupati diffusamente in un altro articolo (vedi Emissioni odorigene e molestie olfattive: come misurare gli odori).

La stabilità del compost

Ai fini del controllo del processo di compostaggio e della successiva certificazione del compost prodotto, occorre poter valutare con precisione e affidabilità un parametro fondamentale: la stabilità biologica della frazione organica, ovvero la misura dell’attività biologica del prodotto in condizioni standard e adatte allo sviluppo dei microrganismi.

Nel dettaglio, il compost è definito stabile quando i fenomeni degradativi sono nulli o alquanto rallentati, e ciò è rilevabile attraverso la misura del cosiddetto “Indice Respirometrico”, parametro divenuto di riferimento legislativo già in alcune norme regionali (ad esempio, la DGR 766/2000 della Regione Veneto) o in alcune prescrizioni autorizzative agli impianti.

Grazie al suo laboratorio accreditato ACCREDIA, EST è in grado di eseguire la misurazione di tutti i parametri chimici, fisici e agronomici finalizzata alla definizione della qualità del compost, nonché la valutazione dell’Indice Respirometrico Statico e Dinamico.

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