MATERIALI DI RIPORTO E ATTIVITA’ DI BONIFICA: COME COMPORTARSI?

In uno scenario fortemente antropizzato come quello italiano e, soprattutto, lombardo capita sempre più spesso di incorrere nella presenza di materiali di riporto di origine antropica utilizzati a riempimento di depressioni preesistenti o come colmamento di scavi per attività di edificazione.
Ecco un esempio reale di una situazione rilevata da EST nell’ambito di un risanamento ambientale.

materiale riporto bonifiche

Quando si deve intervenire con attività di riqualificazione urbanistica ed edilizia, si pone spesso il problema di come trattare questa tipologia di materiale.

Ci vengono, così, in aiuto le “Linee guida per la gestione dei materiali di riporto (MdR) nei siti oggetto di procedimento di bonifica” di cui alla Delibera del Consiglio SNPA del 07/06/2023 e le “Indicazioni per l’applicazione dell’Analisi di Rischio alle matrici materiali di riporto all’interno dei siti oggetto di procedimento di bonifica” anch’esse redatte da SNPA.

È fondamentale seguire alcuni passaggi per garantire un corretto approccio e assicurare assenza di rischio do contaminazione per le acque sotterranee, così riassumibili:

Corretta identificazione della matrice

campionamento e caratterizzazione analitica della matrice

Valutazione dei risultati, anche rispetto al contesto ambientale sito-specifico

È facile intuire l’importanza di affidarsi a società specializzate nel settore e dotate di laboratorio accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

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