Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA): uno strumento per misurarle

La valutazione dei rischi derivanti dalle ROA interessa moltissime aziende. Un obbligo di legge recente, con una metodologia valutativa complessa e articolata. Il nuovo foto-radiometro in dotazione alla EST, col quale è possibile “misurare” il livello di queste radiazioni, pericolose soprattutto per gli occhi e la cute.

La prescrizione legislativa di “valutare e, quando necessario, misurare e/o calcolare i livelli delle Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) a cui possono essere esposti i lavoratori” (articolo 216 comma 1 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81) è entrata in vigore nell’aprile del 2010, ma nonostante ciò i dubbi e le incertezze sulla materia permangono notevoli. Anche perché questo nuovo obbligo valutativo riguarda molte più aziende di quanto si possa pensare in prima battuta, con una serie di rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori tutt’altro che trascurabili.

Cenni teorici

In estrema sintesi, e con qualche approssimazione, le ROA sono suddividibili in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse, come definite dall’articolo 214 del citato Decreto Legislativo:

  • radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315 – 400 nm), UVB (280 – 315 nm) e UVC (100 – 280 nm);
  • radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm;
  • radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780 – 1400 nm), IRB (1400 – 3000 nm) e IRC (3000 nm – 1 mm).

Le ROA possono inoltre essere classificate in due tipologie:

  • coerenti, ovvero radiazioni in fase tra loro. In pratica, si tratta dei LASER, che emettono radiazioni ottiche di un’unica lunghezza d’onda, direzionali e di elevata intensità;
  • non coerenti, ovvero radiazioni sfasate. In pratica, si tratta di tutte le radiazioni ottiche che non siano LASER.

Gli utilizzi pratici

Come accennato, le sorgenti di ROA sono presenti in molti cicli produttivi, come esemplificato nella tabella seguente:

Sorgenti non coerenti – alcuni esempi

IR
  • Riscaldatori radianti
  • Forni di fusione metalli e vetro
  • Cementerie
  • Lampade per riscaldamento a incandescenza
Visibile
  • Sistemi di illuminazione di vario genere
  • Lampade per uso medico (ad esempio, fototerapia neonatale e dermatologica) ed estetico
  • Luce pulsata
  • Saldatura
UV
  • Sterilizzatrici
  • Essiccatori inchiostri e vernici
  • Fotoincisione
  • Lampade per uso medico (ad esempio, fototerapia neonatale e dermatologica), estetico (ad esempio, abbronzatura) e di laboratorio
  • Luce pulsata
  • Saldatura

Sorgenti coerenti (LASER) – alcuni esempi

  • Apparecchi per uso medico ed estetico
  • Apparecchi per telecomunicazioni e informatica
  • Taglio, saldatura, marcatura e incisione di materiali di vario genere
  • Apparecchi metrologici e di misura

Quali i rischi?

In linea generale, i rischi derivanti dall’esposizione alle ROA sono relativi a possibili effetti nocivi a carico degli occhi e della cute – dai più lievi ai più gravi – come esemplificato nella tabella seguente:

Effetti nocivi delle ROA – alcuni esempi

OcchiCute
IR
  • Cataratta
  • Bruciature della retina e/o della cornea
  • Bruciature
Visibile
  • Lesioni fotochimiche e termiche della retina
  • Reazione di fotosensibilità
  • Bruciature
UV
  • Fotocheratite
  • Fotocongiuntivite
  • Cataratta fotochimica
  • Reazione di fotosensibilità
  • Tumori
  • Invecchiamento accelerato
  • Scottature

Come eseguire la valutazione?

Una corretta valutazione del rischio di esposizione alle ROA dovrebbe seguire il seguente protocollo:

  • conoscenza delle sorgenti, ovvero eseguire un censimento di tutte le sorgenti ROA presenti in azienda, acquisendo i dati tecnici forniti dai fabbricanti, o in loro assenza i dati di sorgenti simili, o almeno i dati presenti in letteratura;
  • conoscenza delle modalità espositive, ovvero identificare tutte le attività che comportano, o potrebbero comportare, l’esposizione dei lavoratori a ROA;
  • esecuzione di misure, qualora non siano disponibili i dati tecnici delle sorgenti ROA, o qualora tali dati non siano sufficienti o affidabili. Per l’esecuzione di queste misure, EST si è dotata di un sofisticato foto-radiometro multisensore, le cui caratteristiche tecniche sono dettagliate nel riquadro;
  • esecuzione di calcoli, tenendo conto dei dati tecnici delle varie sorgenti, integrati dai risultati delle misure eseguite. In tal modo si potranno ottenere i livelli di esposizione a ROA;
  • verifica dei livelli di esposizione, confrontando i risultati dei calcoli di cui al punto precedente con i valori limite previsti dall’allegato XXXVII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

Sulla base dei risultati di questa valutazione, nel caso di superamento dei valori limite, sarà necessario attuare tutta una serie di interventi correttivi, tecnici e/o organizzativi, al fine di ridurre tali livelli di esposizione. Con l’annotazione che la mancata valutazione è sanzionata penalmente, con un’ammenda da 2.500 a 6.400 euro.

Al riguardo, EST è in grado di offrire servizi completi e qualificati, per l’effettuazione di un’accurata valutazione del rischio di esposizione alle ROA, comprensiva di misure in sito.
Per la scheda di dettaglio, clicca qui Scheda misurazione ROA

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