Radon indoor: un problema emergente

L’eccessiva presenza di questo gas, in particolari contesti abitativi e di comunità, rappresenta un non trascurabile rischio sanitario per la salute

In questi ultimi anni, sta emergendo un rischio sanitario che potremmo definire “nuovo”: il gas radon, un cancerogeno accertato di classe I, che rappresenta uno dei maggiori, se non addirittura il secondo, fattore di rischio per tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Lombardia il 15 per cento dei tumori polmonari è addebitale all’esposizione a gas radon indoor, ovvero in ambienti di vita o di lavoro.

In questa ottica, la Regione Lombardia ha predisposto le “Linee guida Regionali per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor”, illustranti indirizzi progettuali per la prevenzione dall’inquinamento da gas radon degli edifici di nuova costruzione e per la bonifica di quelli esistenti.

Cos’è il radon?

Il radon è un gas nobile radioattivo, incolore e inodore, derivante dal decadimento radioattivo dell’uranio, presente naturalmente nelle rocce e nei suoli quasi ovunque, con concentrazioni variabili secondo la tipologia di roccia.

Essendo il radon un gas nobile, può liberamente muoversi attraverso le porosità del materiale verso l’alto e raggiungere l’aria in superficie, dove non raggiunge mai concentrazioni significative: in altre parole, il “rischio radon” all’aperto sostanzialmente non esiste.

Viceversa, se il gas radon entra in un ambiente chiuso, quale un’abitazione o un luogo di lavoro, a causa del limitato ricambio d’aria, esso può raggiungere concentrazioni in aria anche molto rilevanti, tali da esporre chi soggiorna in quegli ambienti a significativi rischi per la salute.

Risulta quindi evidente che sono nettamente più a rischio ambienti e locali, di vita o di lavoro, posti a livello del terreno, o peggio seminterrati o totalmente sotterranei. Viceversa, è nettamente inferiore il livello di rischio per i piani alti degli edifici.

A livello europeo, sono stati stabiliti livelli massimi di concentrazione del radon negli ambienti, differenziati per edifici nuovi o esistenti, e per ambienti di vita o di lavoro, peraltro in fase di revisione.

La mappatura del radon in Lombardia

A seguito di svariate campagne di misurazioni e rilevazioni, è stata redatta una “Mappa dell’andamento medio della concentrazione di radon indoor al piano in Lombardia (immagine seguente, i valori sono espressi in Bq/m3).

radon01Si può rilevare come i valori di concentrazione più bassi si trovino nella parte meridionale della regione, costituita da litologie come morene e depositi fini; valori medio-alti si osservano invece nella fascia di transizione tra la Pianura Padana e la parte di montagna, caratterizzata da depositi alluvionali molto permeabili, che permettono maggiori fuoriuscite di radon dal suolo.

In presenza quindi di abitazioni e luoghi di lavoro potenzialmente a “rischio radon” (piano terra, seminterrati e interrati), conviene sicuramente far eseguire una misurazione della concentrazione di radon, che può essere eseguita con svariate metodologie, con costi molto modesti.

Una volta accertato che alcuni locali presentano una concentrazione di radon elevata, si pone il problema di bonificare l’edificio, ovvero realizzare opportuni interventi tecnici aventi lo scopo di ridurre tale concentrazione.

Le tecniche di bonifica degli edifici dal “rischio radon”

Le Linee guida regionali propongono i principali interventi tecnici volti a ridurre la concentrazione di gas radon negli ambienti interni. Si tratta di interventi da valutare con grande attenzione caso per caso, poiché ogni edificio può presentare caratteristiche costruttive anche molto differenti, specie in relazione al cosiddetto “attacco a terra”.

In linea generale, le tecniche di controllo dell’inquinamento indoor da gas radon possono essere schematicamente riassunte in:

  • barriere impermeabili (evitare l’ingresso del radon all’interno degli edifici con membrane a tenuta d’aria);
  • depressione alla base dell’edificio (intercettare il radon prima che entri all’interno degli edifici, aspirandolo per espellerlo poi in atmosfera);
  • pressurizzazione alla base dell’edificio (deviare il percorso del radon creando delle sovrappressioni sotto l’edificio per allontanare il gas).

Si tratta di interventi complessi, anche di un certo costo, i cui risultati in termini di riduzione dell’inquinamento indoor da gas radon potranno essere verificati solo a lavori ultimati.

Viceversa, per gli edifici di nuova costruzione, gli interventi per ridurre in modo drastico la presenza di gas radon negli ambienti sono pressoché a costo zero, rispetto al costo complessivo dell’edificio.

EST fornisce la sua assistenza tramite esecuzione di:

  • rilievi di radon short e long therm mediante impiego di dosimetri tipo CR-39;
  • valutazione del rischio da esposizione a radon.

Inoltre ha attiva una collaborazione con un referente esperto qualificato per la progettazione di interventi di bonifica.

Per scaricare le Linee guida regionali, clicca qui: Linee Guida regionali radon

Per ulteriori informazioni visita: Servizi – Agenti Fisici o Analisi -Monitoraggio Ambienti di lavoro
Oppure manda una email cliccando qui.

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