Monitoraggio Amianto

Cos’è l’amianto

L’amianto o asbesto è un insieme di minerali (silicati) con struttura fibrosa utilizzati per le sue particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore. È presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento.
Le fibre minerali classificate nella famiglia dell’amianto sono principalmente il crisotilo, l’amosite e la crocidolite; la miscela di queste fibre con il cemento è conosciuta come “cemento-amianto o fibrocemento”, ampiamente utilizzato nell’edilizia sia nelle coperture dei tetti, sotto forma di lastre, che all’interno degli edifici per la realizzazione di impianti, arredi e rivestimenti isolanti.
La Legge n. 257/1992 ha proibito, a partire dal 1994, l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto.

Cosa fa

I rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente. Queste fibre disperse in aria possono essere inalate dall’uomo e le malattie che ne conseguono sono associate all’apparato respiratorio: asbestosi, mesotelioma e carcinoma polmonare.
L’amianto è riconosciuto come cancerogeno di categoria 1A dal Regolamento (CE) n. 1272/2008, ovvero sono noti effetti cancerogeni per l’uomo.

Inquadramento Normativo

Il testo legislativo di riferimento in Italia in materia di cessazione dell’impiego di amianto è il Decreto Ministeriale del 06/09/1994. Il decreto contiene normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e l’eventuale bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie.
La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto.
Se invece il materiale viene danneggiato, ad esempio per interventi di manutenzione, si può verificare un rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale.
Analogamente se il materiale è in cattive condizioni le vibrazioni dell’edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d’aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale.

Come si misura

Per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto delle persone presenti nell’edificio sono utilizzabili due tipi di strategie:

  • l’esame delle condizioni dell’installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale;
  • la misura della concentrazione delle fibre di amianto aero-disperse all’interno dell’edificio (monitoraggio ambientale).

La valutazione delle condizioni del manufatto viene fatta seguendo il seguente schema:

monitoraggio amianto

La scheda di valutazione deve essere compilata separatamente per ciascun’area dell’edificio in cui sono presenti materiali contenenti amianto.
I fattori considerati devono consentire di valutare l’eventuale danneggiamento o degrado del materiale e la possibilità che il materiale stesso possa deteriorarsi secondo la seguente classificazione:

  • A) Materiali integri non suscettibili di danneggiamento.
    Non esiste pericolo di rilascio di fibre di amianto in atto o potenziale o di esposizione degli occupanti in quanto vi sono materiali non accessibili (efficace confinamento), materiali in buone condizioni (difficilmente accessibili), materiali in buone condizioni difficilmente danneggiabili (materiale duro e compatto) e non esposizione degli occupanti (aree non occupate dell’edificio).
  • B) Materiali integri suscettibili di danneggiamento.
    Esiste pericolo di rilascio potenziale di fibre di amianto in quanto vi sono materiali in buone condizioni (danneggiabili dagli occupanti o interventi manutentivi), materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento (vibrazioni, correnti d’aria, ecc.).
  • C) Materiali danneggiati.
    Esiste pericolo di rilascio di fibre di amianto con possibile esposizione degli occupanti in quanto vi sono materiali a vista o non confinati che si presentano danneggiati, deteriorati per effetto di fattori esterni (vibrazioni, infiltrazioni d’acqua, correnti d’aria, ecc.) e materiali deteriorati o materiali friabili in prossimità dei sistemi di ventilazione.

Per i manufatti classificabili danneggiati la Regione Lombardia ha approvato il Decreto Direzione Generale Sanità n.13237 del 18/11/2008PROTOCOLLO PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO” che stabilisce i nuovi criteri per valutare le condizioni delle coperture a rischio ed individuare gli interventi (monitoraggio o bonifica) da attuare.
Il decreto regionale predispone il calcolo dell’Indice di Degrado (I.D.) della copertura attraverso un’ispezione visiva dettagliata in più aspetti.
Quando si presentano situazioni di incerta classificazione è necessaria anche una indagine ambientale che misuri la concentrazione di fibre aero-disperse.
Le tecniche impiegate sono la MOCF (microscopia ottica) e la SEM. Si ritiene che valori superiori a 20 fibre/litro valutati in MOCF o superiori a 2 fibre/litro in SEM, possono essere indicativi di una situazione di inquinamento in atto.

Cosa fa EST

Se ritenete utile una valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto, l’unità Monitoraggio di EST è altamente qualificata per eseguire mappature di ambienti e manufatti contenenti amianto, con l’utilizzo dell’Indice di Degrado di Regione Lombardia.
Il Laboratorio EST è inoltre qualificato per la determinazione di Amianto aereo-disperso (MOCF) presso il ministero della Salute. (Per scaricare il certificato ministeriale, clicca qui)

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