RISCHIO RADON

Rilevamento ed Analisi radon in lombardia

Cos'è il RADON?

Il radon è un gas nobile, chimicamente inerte ma radioattivo, incolore ed inodore, derivante dalla catena di decadimento nucleare dell’uranio e del radio presenti naturalmente nelle rocce della crosta terrestre. A differenza dell’uranio e del radio che si presentano allo stato solido, il radon è un gas, quindi in grado di fuoriuscire dal terreno e diffondersi in atmosfera, nell’acqua, nei materiali da costruzione ed entrare negli edifici soprattutto nei locali più direttamente a contatto con il suolo (cantine, scantinati, taverne e garage).

Anche il radon, come gli elementi da cui deriva, emette radiazioni α (alfa) nel processo di decadimento e pertanto l’inalazione eccessiva e prolungata può causare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni.
L’inalazione del gas radon, infatti, rappresenta la seconda causa di rischio per l’insorgenza di tumori, subito dopo il fumo.

Cosa fa?

Se inalato il radon non si deposita nei polmoni ma viene rapidamente espulso, con trascurabile contributo di dose ai polmoni. Gli effetti dannosi sono prodotti dai suoi isotopi radioattivi (radon-222polonio-218 e polonio-214) contestualmente presenti nell’aria e veicolati dal pulviscolo che, se inalati, si depositano come solidi nell’epitelio bronchiale rilasciandovi dosi significative di radiazioni α con il possibile conseguente insorgere di tumori polmonari.
Per la maggior parte delle persone, la principale esposizione al radon avviene in casa, nei luoghi di lavoro e nelle scuole. La concentrazione dipende molto dal terreno sottostante l’edificio. Il gas migra dal suolo e penetra all’interno degli edifici attraverso le fessure (anche microscopiche), gli attacchi delle pareti al pavimento, i passaggi dei vari impianti (elettrico, termico, idraulico).
Il radon è più pesante dell’aria, e quindi i livelli di radon sono generalmente maggiori nei piani seminterrati e interrati degli edifici.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (IARC), ha classificato il radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano, fornendo indicazioni circa la necessità di intervenire sulle concentrazioni elevate di gas radon.

Radon provincia Bergamo
Concentrazioni di Radon nei comuni della Provincia di Bergamo

Inquadramento normativo

La normativa attuale sul radon si basa principalmente sul DLgs 101/2020, entrato in vigore il 27 agosto 2020 che stabilisce norme di sicurezza al fine di proteggere le persone dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti. Per quanto riguarda il radon, nel DLgs 101/2020 sono contenute sia le disposizioni relative alla esposizione al radon nei luoghi di lavoro, sia quelle relative alla esposizione al radon nelle abitazioni. L’art. 12 del DLgs 101/2020 fissa i seguenti livelli massimi di riferimento per le abitazioni e i luoghi di lavoro, espressi in termini di valore medio annuo della concentrazione di attività di radon in aria:
BQ/M3
0
per le abitazioni esistenti
BQ/M3
0
per abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024
BQ/M3
0
per i luoghi di lavoro
Per quanto concerne i luoghi di lavoro sotterranei, è già attivo l’obbligo di effettuare le misurazioni della concentrazione media di radon nell’aria, le quali devono avere durata di 1 anno. Nei luoghi di lavoro, qualora la concentrazione media annua di radon risulti > 300 Bq/m3 l’esercente è tenuto a porre in essere misure correttive per ridurre le concentrazioni al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi di un esperto in interventi di risanamento radon. Per quanto riguarda le abitazioni, Legge Regionale della Lombardia n. 7/2017 2Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”, come modificata dalla LR 3/2022, prevede che, a seguito dell’avvenuto recupero di locali seminterrati a uso abitativo, deve essere effettuata e completata la misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria entro 24 mesi dalla presentazione della segnalazione certificata. Con gli esiti di tale misurazione occorre conseguentemente integrare la documentazione presentata a corredo della segnalazione certificata. La stessa Legge Regionale prevede inoltre che, nel caso di mutamento d’uso senza opere di locali seminterrati da destinare ad uso abitativo, è obbligatorio effettuare misurazioni delle concentrazioni medie annue di radon per verificare il rispetto dei livelli massimi di riferimento fissati dal DLgs 101/2020.
Le principali vie d'accesso del gas Radon nelle abitazioni

Come si misura

Il DLgs 101/2020 prevedeva l’emanazione di un Piano nazionale d’azione per il radon (PNR).

Il Piano nazionale d’azione per il radon in Italia è stato avviato per misurare, prevenire e ridurre l’esposizione della popolazione al radon. Questo piano si basa sul principio di ottimizzazione e individua le seguenti strategie e criteri:

  • Interventi di Prevenzione e Riduzione: Il piano definisce strategie, criteri e modalità di intervento per prevenire e ridurre i rischi di lungo termine dovuti all’esposizione al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro. Questi interventi riguardano sia nuove costruzioni che fonti di radon esistenti, come il suolo, i materiali da costruzione o l’acqua.
  • Classificazione delle Zone: Vengono stabiliti i criteri per la classificazione delle zone in cui si prevede che la concentrazione di radon superi il livello di riferimento nazionale in un numero significativo di edifici.
  • Regole Tecniche: Il piano fornisce regole tecniche e criteri per prevenire l’ingresso del radon negli edifici di nuova costruzione e durante gli interventi di ristrutturazione su edifici esistenti. Questo include anche l’attacco a terra.
  • Indicatori di Efficacia: Vengono definiti gli indicatori di efficacia delle azioni pianificate.

Le soluzioni tecniche disponibili per le misure di concentrazione del radon sono i rivelatori a tracce, a carbone attivo, ad integrazione elettronica e il monitor in continuo, che si differenziano per il tipo di informazione fornita: alcuni rivelatori misurano la concentrazione media di radon del periodo indagato, altri permettono di monitorare l’andamento temporale della concentrazione di radon, in genere su tempi più limitati.
Essendo necessario svolgere misurazioni di durata annuale, vengono frequentemente impiegati misuratori di tipo long-term, come i rivelatori a tracce nucleari del tipo CR-39, il cui funzionamento è basato sul fatto che particelle cariche pesanti, attraversando un mezzo, ne causano la ionizzazione.
Per valutare la concentrazione media annua di radon in un locale, è consigliabile eseguire almeno due misure semestrali consecutive al fine di tener conto della variabilità stagionale delle condizioni meteoclimatiche.

In lombardia cosa succede?

In Lombardia, le zone con la maggior concentrazione di radon sono:

  • Provincia di Sondrio: Valtellina, Valchiavenna, Val Camonica
  • Provincia di Como: Alto Lario, Val d’Intelvi, Triangolo Lariano
  • Provincia di Lecco: Valsassina, Valtellina, Lago di Como
  • Provincia di Bergamo: Val Brembana, Val Seriana, Valle Imagna
  • Provincia di Brescia: Valle Camonica, Val Trompia, Valsabbia
  • Provincia di Pavia: Oltrepò Pavese, Val Staffora
  • Comune di Brescia: zone collinari e pedemontane
  • Comune di Cremona: zona del basso Cremonese
  • Comune di Mantova: zona dell’Oltrepò Mantovano

Esistono inoltre delle aree prioritarie.

La Regione Lombardia ha identificato 44 comuni come “aree prioritarie” per il rischio radon. In questi comuni, i datori di lavoro sono tenuti a effettuare misure della concentrazione di radon negli ambienti di lavoro al piano seminterrato o al piano terra. L’elenco completo dei comuni è disponibile sul sito web di ARPA Lombardia.

Perché il radon è più presente in queste zone?

La geologia del terreno gioca un ruolo chiave nella concentrazione di radon. Le zone con rocce vulcaniche o sedimentarie, come quelle montane e pedemontane, tendono ad avere livelli di radon più elevati. Inoltre, la permeabilità del terreno e la ventilazione degli edifici possono influenzare la concentrazione di radon all’interno degli edifici.

Cosa fare se si vive in una zona a rischio radon?

È importante misurare la concentrazione di radon negli edifici situati in zone a rischio. La misurazione può essere effettuata con un dosimetro passivo, che è un dispositivo semplice e poco costoso. Se la concentrazione di radon supera i 300 Bq/m3, è necessario adottare misure di risanamento per ridurre il rischio di esposizione.

Per maggiori informazioni

È importante ricordare che il radon è un gas incolore e inodore, quindi non è possibile percepirlo senza strumenti.
Se si vive in una zona a rischio, è importante misurarne la presenza affidandosi a seri professionisti.

COSA POSSIAMO FARE PER TE?

Nella fase attuale EST  effettua in particolare le misure di lunga durata nei luoghi di lavoro con rilevatori a traccia. La scelta del metodo di misura più adeguato alle necessità e la corretta allocazione delle sonde di rilievo non sono fattori improvvisabili ma richiedono competenza e conoscenze specifiche, allo scopo di rendere i rilievi rappresentativi e rispondenti agli obiettivi.