Rischio RADON

Cos’è il RADON?

Rischio Radon

Livelli medi regionali di concentrazione di radon indoor (Bq/m³) misurati nella campagna nazionale 1989-1991. Fonte: Bichicchio (1994)

Il radon è un gas nobile inerte e radioattivo, incolore ed inodore, derivante dalla catena di decadimento nucleare dell’uranio e del radio presenti naturalmente nelle rocce della crosta terrestre. A differenza dell’uranio e del radio che si presentano allo stato solido, il radon è un gas, quindi in grado di fuoriuscire dal terreno e diffondersi in atmosfera, nell’acqua, nei materiali da costruzione ed entrare negli edifici.
Anche il radon emette radiazioni e si trasforma in altri elementi. Questi sono definiti “prodotti di decadimento” (isotopi) che emettono radiazioni α (alfa), vere e proprie particelle energetiche.

Cosa fa?

Se inalato il radon non si deposita nei polmoni ma viene rapidamente espulso, con trascurabile contributo di dose ai polmoni. Gli effetti dannosi sono prodotti dai suoi isotopi radioattivi (radon-222, polonio-218 e polonio-214) contestualmente presenti nell’aria e veicolati dal pulviscolo che, se inalati, si depositano come solidi nell’epitelio bronchiale rilasciandovi dosi significative di radiazioni α con il possibile conseguente insorgere di tumori polmonari.
Il radon è considerato la seconda causa di morte per tumore al polmone dopo il fumo (G.U. 276 del 27/11/2001 S.O. n. 252).
Per la maggior parte delle persone, la principale esposizione al radon avviene in casa, nei luoghi di lavoro e nelle scuole. La concentrazione dipende molto dal terreno sottostante l’edificio. Il gas migra dal suolo e penetra all’interno degli edifici attraverso le fessure (anche microscopiche), gli attacchi delle pareti al pavimento, i passaggi dei vari impianti (elettrico, termico, idraulico).
I livelli di radon sono generalmente maggiori nelle cantine e ai piani bassi.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (IARC), ha classificato il radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano, fornendo indicazioni circa la necessità di intervenire sulle concentrazioni elevate di gas radon.

Inquadramento normativo

Rischio RadonProprio per la sua pericolosità, la Comunità Europea e lo stato Italiano hanno emesso una serie di atti normativi a tutela della salute della popolazione (Raccomandazione Euratom 143/90) e dei luoghi di lavoro (D. Lgs 230-95 come integrato al Capo III-bis dal D. Lgs 241/2000).
Per i luoghi di lavoro è richiesto il controllo ed il contenimento della concentrazione di radon nell’aria negli ambienti ove si svolgono attività lavorative che possono esporre i lavoratori o le persone del pubblico a sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti.
Il livello di riferimento dell’esposizione dei lavoratori alla radioattività naturale, espresso come concentrazione media annua di radon in aria, corrisponde a 500 Bq/m3.
Il 17 gennaio 2014 è stata pubblicata la Direttiva 2013/59/Euratom “Norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti”.
La direttiva, da recepire entro il 6 febbraio 2018, avrà un notevole impatto sulla normativa relativa all’esposizione al radon negli ambienti di lavoro: ogni Stato membro dovrà stabilire livelli di riferimento nazionali non superiori a 300 Bq/ m3 come media annua della concentrazione di attività di radon in aria, a meno che un livello superiore non sia giustificato dalle circostanze esistenti a livello nazionale.
Inoltre, saranno considerati per la prima volta nel campo di applicazione anche gli ambienti residenziali. Lo Stato membro dovrà stabilire livelli di riferimento nazionali per le abitazioni (media annua della concentrazione di attività di radon in aria) non superiori a 300 Bq/ m3.

Come si misura

Radon provincia BergamoIn data 7 aprile 2003 la Regione Lombardia ha pubblicato sul BURL n°15 (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) “Linee guida per le misure di concentrazione di radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei” prodotte della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome.
Le linee guida adottano per locali o ambienti di lavoro sotterranei la seguente definizione: “locale o ambiente con almeno tre pareti interamente sotto il piano di campagna, indipendentemente dal fatto che queste siano a diretto contatto con il terreno circostante o meno”. Tale definizione include fra i locali sotterranei nei quali effettuare le misure anche tutti quelli che hanno un’apertura verso l’esterno e i locali che sono circondati da una intercapedine aerata.
Le soluzioni tecniche disponibili per le misure di concentrazione del radon sono i rivelatori a tracce, a carbone attivo, ad integrazione elettronica e il monitor in continuo, che si differenziano per il tipo di informazione fornita: alcuni rivelatori misurano la concentrazione media di radon del periodo indagato, altri permettono di monitorare l’andamento temporale della concentrazione di radon, in genere su tempi più limitati.
Una distinzione tra le tipologie si basa sulla durata della misurazione:

  • si definiscono SHORT TERM, le rilevazioni che effettuano misure di qualche giorno;
  • si definiscono LONG TERM quelle su lungo periodo (almeno qualche mese).

Le misure SHORT TERM sono adatte a dare una prima e immediata indicazione sulla concentrazione di gas presente nell’ambiente ma hanno il limite che tali concentrazioni sono riferite al solo periodo di effettuazione della misura.
Per valutare la concentrazione media annua di radon in un locale, è consigliabile, invece, eseguire almeno due misure semestrali LONG TERM consecutive (inverno ed estate) al fine di tener conto sia della variabilità stagionale che delle diverse condizioni meteorologiche.

COSA FA EST?

EST oggi è in grado di effettuare sia misure di breve durata, tramite l’utilizzo di rilevatori a elettrete, che misure di lunga durata con rilevatori a traccia.
La scelta del metodo di misura più adeguato alle necessità e la corretta allocazione delle sonde di rilievo non sono fattori improvvisabili ma richiedono competenza e conoscenze specifiche, allo scopo di rendere i rilievi rappresentativi e rispondenti agli obiettivi.

Per altri riferimenti normativi visita anche ArpaLombardia

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