farmaci antiblastici
Farmaci antiblastici: valutazione dei rischi per gli operatori sanitari
Il rischio di esposizione ai farmaci antiblastici per gli operatori sanitari, un tema particolarmente complesso e critico

Il tema del rischio di esposizione ai farmaci antiblastici (chemioterapici) degli operatori sanitari risulta particolarmente critico, sia sotto il profilo sostanziale (rischio effettivo per gli operatori) sia sotto il profilo formale (adempimenti conseguenti all’applicazione del DLgs 81/2008).

E’ noto infatti che, pur essendo esclusi (in quanto farmaci) dall’applicazione della classificazione di pericolosità secondo il Regolamento CLP, ai chemioterapici antiblastici si applica quanto previsto dal Decreto 81 per gli agenti cancerogeni.

La normativa prevede infatti che, per le sostanze e miscele pericolose alle quali non si applica il Regolamento CLP, ma che rispondono ai criteri di classificazione come cancerogeni o mutageni di categorie 1A e 1B secondo quanto stabilito dall’Allegato I del Regolamento CLP, si applicano i disposti di cui al Titolo IX, Capo II del DLgs 81/2008 (agenti cancerogeni e mutageni).

Tra i chemioterapici antiblastici riconosciuti come cancerogeni si annoverano ad esempio i seguenti:

  • Cisplatino
  • Dacarbazina
  • Doxorubicina
  • Etoposide
  • Gemcitabina
  • Mitomicina C.

Per la corretta valutazione dei rischi di esposizione ad antiblastici è necessario considerare i seguenti elementi:

  • Tipo e quantità di farmaci manipolati
  • Modalità di acquisizione e conservazione dei farmaci di partenza
  • Modalità di allestimento dei farmaci, nella forma e dose prevista per il singolo paziente
  • Modalità di trasporto e consegna dei farmaci preparati
  • Modalità di somministrazione dei farmaci al paziente
  • Modalità di smaltimento dei rifiuti contenenti residui di chemioterapici
  • Personale sanitario impegnato in ciascuna delle fasi sopra descritte e relativi tempi di lavoro
  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro
  • Presidi preventivi presenti (es. cappe di aspirazione)
  • Caratteristiche dei Dispositivi di Protezione Individuale utilizzati
  • Procedure operative scritte adottate
  • Procedure di emergenza da adottarsi in caso di evento incidentale.

Nel caso di manipolazione di farmaci antiblastici è quindi necessario redigere un Documento di Valutazione dei Rischi specifico, nel quale vengano esaminati tutti gli aspetti sopraelencati, individuando le criticità e le eventuali carenze, definendo un quadro esaustivo degli obblighi formali conseguenti all’applicazione del DLgs 81/08, Titolo IX, Capo II, che evidenzi lo stato di attuazione degli obblighi e le eventuali azioni migliorative indicate.

Cosa possiamo fare per TE?

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I nostri tecnici sono a disposizione per esaminare tutti gli aspetti indicati in precedenza e personalizzare, per la tua attività, una proposta di intervento adeguata ed esaustiva nel rispetto delle adempienze in materia di igiene del lavoro

Contaminazione da agenti antiblastici in ambienti di lavoro sanitario
Monitoraggio della presenza di farmaci chemioterapici antiblastici in fase di preparazione e somministrazione in ambiente ospedaliero

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81 Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, tutela tutti i lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano dagli effetti indesiderati dovuti all’esposizione ad agenti chimici pericolosi.
Molti farmaci rientrano a pieno titolo nell’ambito di queste sostanze pericolose; tra queste vi sono in particolare i farmaci neoplastici o antiblastici, medicinali che inibiscono e combattono lo sviluppo dei tumori.
Le attività ospedaliere, che prevedono la preparazione e somministrazione di suddetti farmaci, espongono potenzialmente gli operatori ad un pericolo, rendendo indispensabili campagne di monitoraggio degli ambienti di lavoro, al fine di accertare il livello di esposizione.
L’esposizione può avvenire per via respiratoria, per via cutanea e per ingestione.
Per il corretto svolgimento dell’indagine è necessaria una progettazione del campionamento, attraverso un’accurata analisi delle strutture e delle attività svolte dagli operatori.
Successivamente si procede con appropriate attrezzature alla verifica della contaminazione delle superfici, della qualità dell’aria e del materiale biologico.
Per determinare la concentrazione dei farmaci antiblastici aerodispersi si ricorre a campionatori personali e di area.
Per via cutanea, le molteplici possibilità di contaminazione vanno da un utilizzo non corretto dei DPI (dispositivi di protezione individuale), al verificarsi di eventi non prevedibili (rottura di flaconi), alla pulizia delle cappe e dei locali.
Il laboratorio EST ha messo a punto metodiche in HPLC (Cromatografia Liquida ad alte prestazioni) per la determinazione di alcune tra le molecole antiblastiche.
In particolare sono stati effettuati studi sui seguenti farmaci:

  •  5-Fluorouracile
  • Gemcitabina
  • Citarabina
  • Epirubicina
  • Metotrexato
  • Dacarbazina

Inoltre con altre tecniche analitiche, quali GC-MS e ICP-MS, sono stati condotti studi per la determinazione di:

  • Ciclofosfamide
  • Cisplatino

EST si propone come un unico interlocutore, dalla consulenza, al monitoraggio fino all’esecuzione dell’analisi, fornendo al Cliente una relazione finale comprendente planimetrie, materiale fotografico, report analitici e valutazioni finali.