In tema di verifica periodica di attrezzature di lavoro, di cui al Decreto Ministeriale 11 aprile 2011, il Ministero del Lavoro ha fornito nuovi chiarimenti, con la Circolare n. 18 del 23 maggio 2013.

Il punto forse più importante della circolare riguarda la definizione dei “contenuti minimi” delle cosiddette “indagini supplementari”, da eseguirsi su “attrezzature messe in esercizio da oltre 20 anni”, finalizzate a stabilire la “vita residua” in condizione di sicurezza delle attrezzature stesse, tramite l’esecuzione di una serie di “attività” volte a identificare “vizi, difetti o anomalie”. Tali “attività” possono essere, a seconda dei casi: esame visivo, esami non distruttivi, analisi strutturali e funzionali, prove funzionali e di funzionamento.

La circolare ribadisce inoltre due esclusioni dal regime delle verifiche periodiche di cui all’articolo 71 comma 11 del Decreto Legislativo 81/2008, relative in particolare a:

  • le attrezzature utilizzate nelle attività estrattive (Decreto Legislativo 624/1996;
  • le cosiddette “scale per traslochi”, a patto che siano destinate al trasporto in quota di soli materiali e non di persone.

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In tema di verifica periodica di attrezzature di lavoro, e in primo luogo degli apparecchi di sollevamento, una recente circolare ministeriale (la n. 9 del 05 marzo 2013) ha ufficializzato un aspetto sostanzialmente accettato, ma ancora suscettibile di dubbi e interpretazioni: i carrelli elevatori a forche (i cosiddetti muletti) non sono soggetti al regime delle verifiche periodiche di cui all’articolo 71 comma 11 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, previsto per gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 kg.

Di fatto, quindi, i carrelli elevatori restano soggetti alle sole verifiche prescritte dal fabbricante nel manuale di uso e manutenzione, senza il coinvolgimento di organi ufficiali di controllo (ASL, ARPA, INAIL), e neppure dei cosiddetti “soggetti abilitati”.

Qualora, invece, sul carrello elevatore fosse montato un accessorio che gli conferisce la funzione di “apparecchio di sollevamento” di carichi sospesi “mediante gancio o altri organi di presa”, esso ricadrà appieno nel regime di verifica degli “apparecchi di sollevamento” alla pari delle gru a torre.

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I soggetti abilitati, ovvero i  “soggetti pubblici e privati abilitati” a eseguire le “verifiche periodiche” sulla attrezzature di lavoro indicate nell’allegato VII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (carroponti, piattaforme elevabili, gru a torre, apparecchi a pressione etc.), sono ormai una realtà, con un primo elenco di 37 “soggetti” (Decreto interministeriale 21 maggio 2012).

Per meglio chiarire le modalità di richiesta delle “verifiche periodiche” da parte delle aziende, dobbiamo segnalare l’utile e chiara circolare del Ministero del Lavoro n. 11 del 25 maggio 2012, che riporta precise indicazioni in materia di:

  • modalità di richiesta delle verifiche periodiche ai soggetti titolari di funzione (INAIL e ASL);
  • scelta del soggetto abilitato;
  • interruzione o sospensione dei termini temporali;
  • attivazione del soggetto abilitato da parte del soggetto titolare della funzione;
  • modulistica;
  • tariffazione delle verifiche periodiche.

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Nei mesi scorsi, ci siamo ampiamente occupati dei cosiddetti soggetti abilitati, ovvero i  “soggetti pubblici e privati abilitati” a eseguire le “verifiche periodiche” sulla attrezzature di lavoro indicate nell’allegato VII del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (carroponti, piattaforme elevabili, gru a torre, apparecchi a pressione etc.). “Soggetti” che, in questo settore, di fatto fanno cessare il monopolio ISPESL (ora confluita nell’INAIL) e ASL, aprendo le porte allo sviluppo di un nuovo settore professionale e imprenditoriale.

Un primo elenco di 37 “soggetti abilitati” è stato pubblicato col Decreto dirigenziale interministeriale del 21 maggio 2012, rendendo pienamente operativi questi “soggetti”, destinati ad avere un ruolo importante nella gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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Dopo la definizione, da parte della “Conferenza Stato Regioni”, dei “requisiti minimi” della formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti, di cui dall’articolo 37 comma 2 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (vedi http://www.estambiente.it/?p=1071), dobbiamo ora registrare la pubblicazione, da parte della medesima “Conferenza”, di un altro importante documento: “L’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali é richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione”.

In pratica, si tratta dell’attuazione dell’articolo 73 comma 5 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81: un documento dettagliato e puntiglioso, che definisce, attrezzatura per attrezzatura, tempi e modi della necessaria formazione, ovviamente integrata con un adeguato addestramento pratico. Da segnalare, tra i tanti aspetti, i criteri molto stringenti in tema di requisiti minimi dei formatori.

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