Attestazione di conformità pcb
Attestazione di conformità: come si ottiene un campione rappresentativo?
Crescono richieste per qualifica di materiali o prodotti con verifica di particolari caratteristiche e produzione di un'attestazione di conformità.

attestazione di conformitàNegli ultimi anni si è avuto un sensibile aumento di richieste per la qualifica di materiali o prodotti, mediante la verifica di particolari caratteristiche e la successiva produzione di una Attestazione di Conformità.

Tali richieste riguardano, in particolar modo, la caratterizzazione dei materiali di scarto al fine di escluderli dalla normativa sui rifiuti e di etichettarli come sottoprodotti o materiali sottoposti a recupero.

Le verifiche necessarie per l’attestazione di conformità vengono effettuate mediante test e/o analisi chimiche su un piccolo campione e le proprietà ottenute vengono estese all’intera produzione.

Come si può in pratica realizzare un campione rappresentativo dell’intera partita/lotto?

Nel processo di certificazione di materiali e prodotti, questa fase viene denominata Campionamento e troppo spesso viene trascurata a scapito della corretta qualifica del prodotto/materiale.

L’esperienza dimostra che ci sono due parametri sensibili che influenzano in modo sostanziale i successivi dati analitici:

  1. la massa minima (o il volume minimo) di campione affinché sia rappresentativo dell’intera partita;
  2. il numero minimo di incrementi da prelevare per ottenere il campione composito.

La definizione della massa minima risulta particolarmente critica per la qualifica di tutti quei materiali di recupero (rottami vetrosi, di rame, metallici) che hanno una pezzatura eterogenea: una scorretta stima di tale parametro può portare a successivi risultati analitici inaccurati.

Il numero minimo di incrementi è invece un parametro fondamentale per la stima dell’incertezza di campionamento, che contribuisce a definire l’intervallo di fiducia dei risultati analitici.

I dati ottenuti sperimentalmente (riportati nel documento allegato) dimostrano come una misura effettuata correttamente su un campione prelevato in modo non idoneo non garantisce assolutamente una valida certificazione di prodotto.

Il documento allegato illustra, quindi, brevemente alcune tecniche di corretto campionamento e di come procedure affrettate o poco curate possano portare a errori nell’attribuzione della conformità di un prodotto.

Per maggiori approfondimenti, clicca qui: attestazione di conformità e campionamento
o contattaci scrivendo a: laboratorio@estambiente.it

siti contaminati rischio chimico

campionamento gas interstizialiIn materia di bonifica dei siti contaminati, disciplinata dal Titolo V Decreto Legislativo 152/2006, una delle conseguenze della contaminazione del terreno e/o delle acque sotterranee, è la migrazione di sostanze volatili pericolose, in genere di origine organica (COV), verso la superficie. Tale processo, denominato “vapor intrusion” (intrusione di vapori), è tale per cui le sostanze chimiche volatili presenti nel suolo superficiale, nel suolo profondo e/o nelle acque sotterranee, migrano attraverso il suolo insaturo, raggiungendo gli ambienti sovrastanti, alterando la qualità dell’aria indoor e/o outdoor, con conseguente rischio per la salute umana, per l’ambiente e per la sicurezza degli operatori addetti alla bonifica stessa.

In questo contesto, dobbiamo segnalare un utile documento tecnico redatto dall’Arpa Emilia Romagna: “Linea guida operativa per il campionamento, il trasporto e l’analisi dei gas interstiziali nei siti contaminati”. In estrema sintesi, il documento si prefigge i seguenti obiettivi

  • definire correttamente un sistema controllato per la captazione dei gas interstiziali;
  • definire le modalità di campionamento, trasporto e conservazione dei campioni;
  • definire le metodiche analitiche e la strumentazione di laboratorio;
  • validare i risultati analitici e proporre una metodologia di utilizzo dei risultati nei procedimenti di valutazione dei siti contaminati.

Per scaricare il documento:

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/rifiuti/documenti/bonifiche/linee-guida-soilgas/at_download/file/Linee%20guida%20soil%20gas.pdf

Campionamento delle acque di falda: l’importanza dei protocolli operativi
Il controllo delle acque sotterranee richiede esperienza, professionalità e attrezzature adeguate, anche e soprattutto per garantire l’affidabilità dei risultati analitici

La caratterizzazione di siti industriali attivi o dimessi, come pure la realizzazione di impianti tecnologici nel campo della gestione dei rifiuti, richiedono il controllo degli impatti, diretti o indiretti, sulle matrici ambientali acqua, suolo e aria. Generalmente, il controllo di tali matrici viene eseguito tramite il prelievo diretto di campioni, che, nel caso specifico delle acque sotterranee, si attua con l’installazione di piezometri all’interno dell’acquifero di interesse, in modo da intercettare le acque di falda nel loro naturale deflusso.

Il protocollo operativo EST
Le modalità tecnico-operative dei campionamenti delle acque di falda – dal prelievo al trasporto dei campioni, passando per la conservazione – si basano sulle prescrizioni del Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006 e s.m.i., allegato 2, nell’ambito di una più ampia procedura di bonifica. Peraltro, l’esperienza diretta in lavori di progettazione e successiva realizzazione degli interventi in questo campo, spesso in contraddittorio con gli enti preposti al controllo e/o all’emissione degli atti autorizzativi, impone il più delle volte ai tecnici la risoluzione di problemi specifici, nonché la stesura di relazioni, documenti e procedure operative ad hoc.

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