frazione organica

Nella filiera del riciclo/recupero dei rifiuti urbani, fattore fondamentale è rappresentato dalla separazione della frazione organica umida. In Italia la raccolta dell’umido, da cui viene prodotto compost da destinare all’agricoltura, all’ortoflorovivaismo ed ad settore hobbistico, ha raggiunto la soglia del 42% (dato nazionale). Segnaliamo un interessante articolo, apparso il 6 luglio sul “Corriere della Sera”, che riporta estratti di un’intervista rivolta a Massimo Centemero, presidente del Consorzio Italiano Compostatori (CIC) e vicepresidente della European Compost Network (ECN). EST S.r.l. è da anni laboratorio di riferimento per il controllo analitico del prodotto finale per impianti di compostaggio e digestione anaerobica sul territorio nazionale. http://www.corriere.it/ambiente/15_luglio_06/rifiuti-organici-compost-filiera-riciclo-89eb3386-23e9-11e5-a98d-32629d3b799b.shtml

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Attestazione di conformità pcb
Alla ricerca di PCB in campioni di fertilizzanti organici
Riflessioni in merito alle tecniche di purificazione precedenti l’analisi strumentale.

Come noto i PCB (Policlorobifenili) sono una famiglia di sostanze organiche, composta di 209 congeneri sintetizzati dall’industria fino agli anni ’80. Negli ultimi anni l’interesse nei loro confronti è cresciuto notevolmente poiché trattasi di composti persistenti, riconosciuti a livello internazionale come particolarmente stabili, tossici per l’uomo e per l’ambiente. Dodici dei 209 congeneri dei PCB sono definiti “dioxin-like”, cioè i loro effetti sulla salute umana sono analoghi a quelli evidenziati dalle diossine, presentano cioè caratteristiche di tossicità e cancerogenicità rilevanti. Le applicazioni principali dei PCB videro un uso come: fluidi dielettrici in trasformatori (sistema chiuso), additivi per antiparassitari e ritardanti di fiamma (sistemi aperti). Si è ipotizzato quindi che, la contaminazione dell’ambiente sia diffusa e attribuibile a perdite accidentali nel terreno da trasformatori, spargimento in agricoltura, liquami provenienti dalle discariche ed emissione in atmosfera. L’esposizione ambientale può avvenire principalmente attraverso cibi contaminati, in particolare dai grassi animali (“Diossine Furani e PCB” –…

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Impianti di compostaggio: l’importanza di una corretta gestione
La conduzione di questi impianti risulta particolarmente complessa, non essendo possibile affidarla unicamente a sistemi automatici e standardizzati.
L’importanza delle competenze e delle esperienze acquisite.

Il trattamento biologico mediante compostaggio, per il recupero delle frazioni organiche dei rifiuti urbani, al fine di produrre prodotti utili per l’agricoltura, è in continuo sviluppo ed espansione in Italia. Ciò è dovuto, tra l’altro, alla spinta legislativa nazionale ed europea, i cui cardini sono la separazione e il trattamento controllato delle matrici biodegradabili, attraverso un processo che porti a un prodotto certificato e utilizzabile in agricoltura. Una gestione complessa L’ottimizzazione operativa di un impianto di compostaggio, sia in fase di pre-avviamento sia di esercizio, comporta l’utilizzo di una serie di complesse e articolate conoscenze e competenze, che permettono di gestire, in maniera opportuna, le scelte impiantistiche legate all’equilibrio tra logistica, economicità, tempi di processo, qualità del prodotto e minimizzazione degli impatti ambientali. Con particolare riguardo alle emissioni odorigene, di cui ci siamo occupati diffusamente in due separati articoli, anche per il loro forte impatto sull’opinione pubblica (vedi Emissioni odorigene…

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Emissioni odorigene e molestie olfattive sul territorio: un esempio concreto
Un problema sempre più sentito da cittadini, pubbliche amministrazioni e aziende. La valutazione eseguita da EST sul territorio del Comune di Capriate San Gervasio (BG)

Sempre più spesso, le amministrazioni comunali sono pressate da segnalazioni e lamentele dei cittadini, in relazione a molestie olfattive più o meno persistenti e più o meno fastidiose. In taluni casi, specie negli episodi più acuti, risulta relativamente semplice risalire alla causa. Viceversa, in molte altre situazioni, la ricerca delle fonti delle emissioni odorigene moleste non è immediata e intuitiva: di fatto, risulta necessario eseguire una vera e propria indagine sensoriale, sulla base di criteri e metodologie rigorose e affidabili. Un’attività nella quale EST può vantare una solida esperienza, di cui esponiamo l’esempio di Capriate San Gervasio, importante Comune della provincia di Bergamo. Il contesto Conosciuto in tutto il mondo per la frazione di Crespi d’Adda – Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, quale “esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai di fine ‘800, il più completo e meglio conservato del Sud Europa” – il Comune di Capriate San Gervasio conta circa 8.000…

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Emissioni odorigene e molestie olfattive, ovvero come misurare gli odori
Un problema sempre più sentito da cittadini, pubbliche amministrazioni e aziende

Per tante ragioni, ma soprattutto per l’eccessiva vicinanza a zone residenziali, sempre più spesso le amministrazioni pubbliche e le aziende si trovano a dover gestire non semplici problemi e contenziosi legati alle cosiddette molestie olfattive, causate ad esempio da discariche, siti di compostaggio rifiuti, fonderie, industrie chimiche, allevamenti di animali, e molto altro ancora. Un problema, quello delle emissioni odorigene, di difficile valutazione, pressoché impossibile da catalogare e tabellare, e soggetto alle più strane interpretazione personali: è capitato, addirittura, che un cittadino abbia presentato un esposto all’amministrazione comunale contro gli odori, a suo dire molesti, provenienti da una pizzeria! Nondimeno, pur con qualche approssimazione, gli odori si possono “misurare”, e ciò permetterà, alle varie parti in causa, di meglio gestire tutte quelle situazioni di “contenzioso olfattivo” che, spesso, trovano largo eco anche sui giornali.

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