emissioni in atmosfera

La recente D.g.r. 18 dicembre 2017 – n. X/7570 “Indirizzi di semplificazione per le modifiche di impianti in materia di emissioni in atmosfera ai sensi della parte quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i..” fornisce indicazioni in merito alle modalità autorizzative di modifiche impiantistiche che coinvolgono il tema delle emissioni in atmosfera. In particolare, aspetto significativo sul quale si concentra il disposto normativo è la distinzione tra MODIFICA SOSTANZIALE e MODIFICA NON SOSTANZIALE, con le relative conseguenze che tale attribuzione comporta in tema di iter autorizzativo e di contenuto tecnico richiesto per l’istanza di modifica. Riteniamo significativo evidenziare alcuni aspetti in merito: sono da considerarsi SOSTANZIALI le modifiche che comportano effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute; possono risultare SOSTANZIALI modifiche che, pur non implicando un aumento del flusso di massa degli inquinanti, possono prevedere variazioni significative al ciclo produttivo, tali per cui è opportuna una istruttoria da parte dell’Autorità…

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Si ricorda che il DLgs 152/06 prevede l’obbligo di presentazione della domanda di rinnovo dell’autorizzazione  per le emissioni in atmosfera degli insediamenti produttivi dove sia presente almeno una emissione/impianto autorizzati secondo la precedente normativa (DPR 203/88). La domanda di autorizzazione deve essere presentata entro i seguenti termini: Autorizzazioni rilasciate dal 1.1.1989 al 31/12/1995         presentazione domanda entro il 31.12.2012 Autorizzazioni rilasciate dal 1.1.1996 al 31/12/1999         presentazione domanda entro il 31.12.2013 Autorizzazioni rilasciate dal 1.1.2000 al 31/12/2002         presentazione domanda entro il 31.12.2014 Autorizzazioni rilasciate dal 1.1.2003 al 29/4/2006           presentazione domanda entro il 31.12.2015. Nel caso in cui siano presenti più di una autorizzazione si applica la prima tra le scadenze pertinenti. Si rammenta che: la mancata presentazione della domanda comporta la decadenza dell’autorizzazione precedente con esposizione al rischio di sanzioni penali. Quanto sopra non si applica naturalmente nei casi…

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Pubblicato da ARPA Lombardia l’aggiornamento, datato marzo 2013, delle Linee Guida sui serbatoi interrati. Il documento ha lo scopo di uniformare ed omogeneizzare le pratiche inerenti la rimozione o sostituzione di serbatoi interrati su tutto il territorio regionale. In particolare, contiene “specifiche procedure di valutazione e di controllo, in funzione sia preventiva che esecutiva, con particolare riferimento rispettivamente, alle fasi autorizzative, di installazione e dismissione dei serbatoi interrati destinati allo stoccaggio di sostanze o preparati liquidi per usi commerciali o per produzioni industriali, nonché per uso riscaldamento e assimilabili“. La necessità di procedere con un documento aggiornato (il precedente era stato pubblicato nell’aprile 2004) è derivata, principalmente, dalle modifiche che sono intervenute nel quadro normativo ambientale nazionale, con particolare riferimento al D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. Per approfondimenti sul tema, contatta: [email protected]

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Attestazione di conformità pcb
Alla ricerca di PCB in campioni di fertilizzanti organici
Riflessioni in merito alle tecniche di purificazione precedenti l’analisi strumentale.

Come noto i PCB (Policlorobifenili) sono una famiglia di sostanze organiche, composta di 209 congeneri sintetizzati dall’industria fino agli anni ’80. Negli ultimi anni l’interesse nei loro confronti è cresciuto notevolmente poiché trattasi di composti persistenti, riconosciuti a livello internazionale come particolarmente stabili, tossici per l’uomo e per l’ambiente. Dodici dei 209 congeneri dei PCB sono definiti “dioxin-like”, cioè i loro effetti sulla salute umana sono analoghi a quelli evidenziati dalle diossine, presentano cioè caratteristiche di tossicità e cancerogenicità rilevanti. Le applicazioni principali dei PCB videro un uso come: fluidi dielettrici in trasformatori (sistema chiuso), additivi per antiparassitari e ritardanti di fiamma (sistemi aperti). Si è ipotizzato quindi che, la contaminazione dell’ambiente sia diffusa e attribuibile a perdite accidentali nel terreno da trasformatori, spargimento in agricoltura, liquami provenienti dalle discariche ed emissione in atmosfera. L’esposizione ambientale può avvenire principalmente attraverso cibi contaminati, in particolare dai grassi animali (“Diossine Furani e PCB” –…

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Terre e rocce da scavo

In data 6 ottobre 2012 è entrato in vigore il “ Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo ” che si pone come obiettivo la definizione delle modalità di gestione ed utilizzo dei materiali provenienti dalle attività di escavazione, al fine di evitare pericoli per la salute dell’uomo e dell’ambiente. La norma identifica tre differenti modalità di gestione dei materiali: riutilizzo nel sito di produzione, classificazione come sottoprodotto ai sensi dell’art.  184bis del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., smaltimento come rifiuto. In caso di riutilizzo nel sito di produzione, tale attività deve essere preventivamente dichiarata in fase di procedimento edilizio. Si rende necessaria, inoltre, la caratterizzazione dello stato qualitativo del materiale con una duplice finalità: valutare le caratteristiche chimiche in relazione alle concentrazioni soglia di contaminazione imposte dal D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e verificare la compatibilità del materiale con la destinazione finale, in quanto lo stesso sito…

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Attestazione di conformità pcb
Analisi di PCB nei terreni (Policlorobifenili)
Il risultato dell’analisi può variare in funzione del metodo utilizzato? Spesso i laboratori di controllo, sul territorio nazionale, applicano metodi diversi non sempre equivalenti tra loro.

I PCB sono composti organici non presenti in natura, trattasi di bifenili con atomi di cloro in sostituzione degli atomi di idrogeno. La sostituzione nelle 10 posizioni disponibili genera 209 congeneri. Il numero e la posizione degli atomi di cloro influenzano la tossicità dei PCB quindi, ai fini di una valutazione di carattere igienico ambientale, è fondamentale l’identificazione delle singole molecole. Fino alla metà degli anni ‘80 erano disponibili sul mercato miscele di PCB con diverse denominazioni commerciali, tra queste ha assunto un uso prevalente la denominazione Aroclor. Gli utilizzi prevalenti furono: oli dielettrici nei trasformatori e nei condensatori nonché fluidi diatermici, oli da taglio, lubrificanti, ritardanti di fiamma, ecc. I PCB sono estremamente resistenti alla degradazione chimica e biologica, persistono nell’ambiente e possono essere trasportati a grandi distanze dal luogo di utilizzo. I PCB sono poco solubili in acqua mentre sono molto solubili negli olii e nei solventi organici….

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