nitrificazione denitrificazione
Ricerca del 3,4 Dimetilpirazolofosfato nelle acque di ingresso ai depuratori
Alcuni presidi utilizzati in agricoltura, inibitori della nitrificazione, defluiscono nelle reti fognarie e possono interferire negli impianti biologici di depurazione

In ambito agricolo sono ampiamente utilizzati agenti inibitori della nitrificazione.

Gli inibitori della nitrificazione sono composti chimici in grado di rallentare il processo di ossidazione dell’ammoniaca a nitriti inibendo l’attività dei batteri del genere Nitrosomonas, bloccando cioè almeno parzialmente il primo dei due passaggi che portano alla genesi dei nitrati.
Tali composti permettono un rilascio più graduale dell’azoto presente nei concimi, quindi sono direttamente formulati con i concimi minerali. Nella stagione autunnale e primaverile aumenta il loro utilizzo in agricoltura.
Il deflusso delle acque su aree agricole raggiunge spesso le reti fognarie per confluire successivamente agli impianti biologici di depurazione.

Dimetilpirazolofosfato

Cromatogramma del Dimetilpirazolofosfato

L’ipotesi della ricerca svolta si basa sulla possibile influenza di tale molecola sulla popolazione microbica degli impianti biologici di depurazione delle acque reflue. Alcuni impianti di depurazione hanno infatti segnalato un peggioramento nel processo di nitrificazione in tali periodi dell’anno.

I trattamenti di nitrificazione sono necessari per la riduzione dei composti azotati nelle acque che confluiscono in corpi idrici superficiali; l’azoto e il fosforo sono nutrienti che, in quantità eccessive, possono provocare sviluppo algale, portando all’eutrofizzazione con degrado dei corpi idrici a basso ricambio (laghi, mari).

Il composto maggiormente utilizzato in agricoltura per quanto descritto è il 3,4-Dimetilpirazolofosfato.
Per la sua determinazione nelle acque in ingresso al depuratore è stata svolta un’indagine in letteratura seguita dalla messa a punto di un metodo analitico che prevede l’uso della cromatografia liquida (HPLC-UV) alla lunghezza d’onda di 230 nm.
La sensibilità raggiunta dall’analisi ha permesso l’iniezione diretta del campione senza preconcentrazione, con un limite di rilevabilità pari a 0,2 mg/L.
È così possibile individuare la presenza di inibitori della nitrificazione in acque in ingresso a trattamenti biologici a valori significativi che potrebbero interferire nel processo biologico di depurazione.

La ricerca nelle acque fognarie di composti che possano in diverso modo perturbare il processo biologico di depurazione è indispensabile per assicurare l’efficienza di questi impianti posti a salvaguardia dell’intero patrimonio idrico.