Manuale DPI radiazioni XL’ampia diffusione di apparecchi radiogeni in ambito medico e diagnostico – dalle grandi strutture ospedaliere al piccolo studio dentististico – ha moltiplicato il numero di lavoratori potenzialmente esposti a Radiazioni X, con tutti conseguenti rischi di carattere sanitario.

Premesso che l’utilizzo di tali sorgenti deve avvenire in strutture specificatamente progettate allo scopo, e adeguatamente protette, risulta comunque necessario prevedere la disponibilità e l’utilizzo di specifici Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), finalizzati alla protezione dei lavoratori dalle Radiazioni X. In tale ottica, dobbiamo segnalare una utile pubblicazione tecnica dell’INAIL:

“Proposta di procedura per la gestione dei dispositivi di protezione individuale dalla radiazione X per uso medico-diagnostico:
camici e collari per la protezione del lavoratore”.

Il documento si prefigge tre obiettivi sostanziali:

  • garantire una scelta adeguata dei DPI;
  • assicurare la distribuzione, ad ogni lavoratore, dei dispositivi che gli necessitano;
  • verificare periodicamente lo stato ed il corretto uso di quanto fornito.

Un manuale di sicura utilità, in un settore molto specialistico, in cui la letteratura tecnica è ancora scarsa.

Per scaricare il manuale, cliccare qui: normative_rx_dpi-radioprotezione_inail.

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Dopo una serie di proroghe, sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2011 è stato pubblicato il Decreto Interdipartimentale del 13 aprile 2011 che disciplina l’attuazione del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (articolo 3 comma 3-bis), in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, ai seguenti settori:

  • cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381;
  • organizzazioni di volontariato della Protezione civile, compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale Soccorso Alpini e Speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco.

Un decreto atteso da tempo, e diciamo anche temuto, per le possibili ricadute su un settore, quello del volontariato, quanto mai vasto e variegato.
Da una prima lettura, le prescrizioni paiono improntate alla sostanza, senza particolari adempimenti formali, con una basilare precisazione: “L’applicazione delle disposizioni del presente decreto non può comportare l’omissione o il ritardo delle attività e dei compiti di protezione civile (…)”.

In estrema sintesi, il decreto impone due obblighi fondamentali, e precisa un’esclusione:

formazione:nell’ambito degli scenari di rischio di protezione civile individuati dalle autorità competenti, e sulla base dei compiti da lui svolti” il volontario deve ricevere una “formazione, informazione e addestramento, nonché sia sottoposto al controllo sanitario”;

attrezzature e DPI: “Le organizzazioni curano che il volontario aderente, nell’ambito degli scenari di rischio di protezione civile individuati dalle autorità competenti e sulla base dei compiti da lui svolti, sia dotato di attrezzature e dispositivi di protezione individuale idonei per lo specifico impiego e che sia adeguatamente formato e addestrato al loro uso”;

i luoghi non sono “luoghi di lavoro”:Le sedi delle organizzazioni (…) nonché i luoghi di esercitazione, di formazione e di intervento dei volontari di protezione civile, non sono considerati luoghi di lavoro”.

Per tutti i dettagli rimandiamo a una lettura del decreto, scaricabile cliccando qui:
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/3E9E051C-BA9F-40BD-A9BF-2EEDD2F9D293/0/20110413_DId.pdf