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Dopo un lunghissimo iter, nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 7 luglio 2016 è stato “sancito” “Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP), ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni”.

Un Accordo a lungo atteso, in sostituzione del precedente risalente ormai al 2006. Non appena sarà reso pubblico il testo ufficiale, con la data di entrata in vigore, sarà possibile valutarlo nel dettaglio, tenuto conto che le novità dovrebbero essere numerose e rilevanti.

Per quanto riguarda la formazione, si segnala in particolare:

  • Variazione del Modulo B del percorso per RSPP e ASPP, correlato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative: viene previsto un Modulo comune esaustivo per tutti i settori produttivi della durata di 48 ore, con la frequenza di ulteriori moduli di specializzazione per i seguenti settori:
  • Agricoltura – Pesca (12 ore);
  • Cave – Costruzioni (16 ore);
  • Sanità residenziale (12 ore);
  • Chimico – Petrolchimico (16 ore);
  • Possibilità di frequentare il Modulo A in modalità e-learning;
  • Riconoscimento, per chi ricopre già il ruolo di RSPP/ASPP, della formazione pregressa e previsione di aggiornamenti della durata di 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP nel quinquennio successivo all’acquisizione della qualifica.

Ulteriori novità introdotte riguardano:

  • requisiti dei docenti nei corsi di formazione;
  • condizioni per la formazione del datore di lavoro che svolga i compiti di RSPP;
  • riconoscimento della formazione del medico competente;
  • formazione dei lavoratori somministrati;
  • mutuo riconoscimento dei progetti sperimentali in e-learning per la formazione specifica;
  • possibilità dell’uso dell’e-learning per la formazione specifica;
  • organizzazione dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

e altro ancora.

Per scaricare il verbale di approvazione dell’Accordo, cliccare qui

Spesso ci siamo occupati della formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: una tematica fortemente innovata dagli Accordi Stato Regione degli anni 2011 e 2012, che di fatto hanno definito, in modo esaustivo, i requisiti minimi delle “attività di informazione, formazione e addestramento”, sia a livello di contenuti, sia a livello di modalità di erogazione.

Le molteplici innovazioni introdotte dai citati “Accordi”, hanno inevitabilmente creato non pochi problemi applicativi e interpretativi, di fronte ai quali l’ASL Monza e Brianza ha redatto (in collaborazione con le parti sociali del “Comitato Provinciale ex art. 7 D. Lgs. 81/08”), una “Guida per le imprese: formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro”. Una guida, come si può leggere nell’introduzione, che vuole “fornire al datore di lavoro un aiuto operativo per il concreto adempimento del dovere di formazione nei confronti dei lavoratori e di stimolare i lavoratori e i loro rappresentanti sul diritto – dovere alla partecipazione attiva alle iniziative proposte”.

In effetti, si tratta di uno strumento tecnico veramente ben fatto, diremmo esaustivo della materia, basato sulla guida vera e propria (un fascicolo di 26 pagine) e su quattordici allegati. Tra le peculiarità, segnaliamo i seguenti aspetti:

  • una chiara tabella riepilogativa degli obblighi e dei requisiti minimi in materia di formazione (a pagina 6);
  • un modello (allegato V) di autocertificazione di possesso dei requisiti di legge dei docenti;
  • una lista di controllo (allegato VI) per la sperimentazione della formazione a distanza;
  • un modello (allegato XI) del libretto formativo personale;
  • un modello (allegato XIV) di “scheda di autovalutazione aziendale” in materia di formazione: un utile strumento di autodiagnosi, utilizzabile, tra l’altro, per identificare le maggiori e più significative “carenze formative” aziendali, sulla base delle quali programmare, con la dovuta urgenza, i necessari momenti formativi di adeguamento.

Nell’insieme, uno strumento tecnico quanto mai raccomandabile.

Per scaricare i documenti, cliccare qui

Premesso che i lavoratori devono essere soggetti a una formazione specifica in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro in occasione “del trasferimento o cambiamento di mansione” (art. 37 comma 4 lettera b) Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81), una recente circolare del Ministero del Lavoro (prot. 37/0020791/MA008.A001 del 27.11.2013) fornisce un importante chiarimento in materia, specificando che tale norma di legge va applicata a trasferimenti o cambiamenti di mansione che abbiano un carattere “sostanziale”, ovvero con “la sussistenza di effettive e concrete esigenze di adeguamento del patrimonio formativo del dipendente”.

In pratica, un cambiamento di mansione, di qualifica, o di reparto produttivo di un lavoratore non presuppone automaticamente la necessità di una formazione aggiuntiva/integrativa, che dovrà essere erogata solo a seguito di una valutazione di merito “della prestazione lavorativa nel nuovo servizio al quale è trasferito, che potrebbe esporre il lavoratore a rischi sui quali non è stato precedentemente formato”.

Per scaricare la circolare ministeriale formazione lavoratori per Cambio mansione (Circolare 37_20791_27 nov 2013) cliccare qui.

L’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 in materia di “requisiti minimi della formazione dei lavoratori”, in applicazione dell’articolo 37 comma 2 del Decreto 81/2008, fissa anche i criteri per l’utilizzo della cosiddetta “formazione a distanza”, anche detta “e-learning”, di cui ci siamo occupati in un precedente articolo (cliccare qui).

Tali criteri, riportati nell’Allegato I dell’Accordo Stato Regioni, si caratterizzano, tuttavia, per un alto grado di genericità, con semplici enunciazioni di principio.

Fatta questa premessa, appare quanto mai utile la recente circolare della Regione Lombardia n. 17 del 29 luglio 2013, che, di fatto, si pone l’obiettivo di “dare sostanza” ai citati requisiti generali dell’Accordo Stato Regioni.

Rimandando per tutti i dettagli alla lettura della circolare regionale, di seguito vogliamo evidenziare i concetti di base, a cominciare dalla definizione di “formazione e-learning”: “modello formativo interattivo e realizzato previa col­laborazione interpersonale all’interno di gruppi didattici struttu­rali (aule virtuali tematiche, seminari tematici) o semistrutturati (forum o chat telematiche), nel quale operi una piattaforma in­formatica che consente ai discenti di interagire con i tutor e an­che tra loro”.

Abbiamo sottolineato i punti forse fondamentali: piattaforma informatica, interattività e interazione. In altri termini, grazie a una specifica piattaforma tecnologica, l’e-learning dovrà permettere di realizzare un percorso formativo “interattivo, per l’attuazione di un percor­so di apprendimento dinamico, che si realizza all’interno di una comunità virtuale che consente ai discenti di partecipare alle attività didattico-formative, anche attraverso la possibilità di inte­ragire tra di loro e con tutor qualificati”.

Appare quindi evidente che “la formazione erogata attraverso la mera trasmissione di le­zioni frontali” non può in alcun modo essere ritenuta accettabile, in quanto l’e-learning deve soddisfare i seguenti requisiti essenziali:

  • la multimedialità;
  • l’interattività con i materiali;
  • l’interazione umana tra discenti e docenti/tutor.

Inoltre, tale formazione deve essere fruita in orario di lavoro, e deve prevedere una “valutazione finale”, che non può essere eseguita a distanza, ma “in presenza”, cioè con la presenza fisica dei docenti/tutor e dei discenti (o con specifiche videoconferenze).

Per scaricare la circolare, con tutti i dettagli, cliccare qui

Nel delicato settore della formazione in materia di prevenzione incedi e gestione delle emergenze, dobbiamo segnalare la pubblicazione dell’edizione aggiornata del manuale INAIL “Formazione antincendio gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro – Decreto Ministero dell’Interno 10 marzo 1998”, con tutte le novità derivanti dagli ultimi aggiornamenti normativi, tra cui spicca il DPR 1 agosto 2011 n. 151.

Nello specifico, il documento contiene, con un buon grado di dettaglio (circa 190 pagine), i criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell’emergenza sui luoghi di lavoro. Come tale, si rivolge in primo luogo ai tecnici impegnati nel settore della sicurezza e dell’antincendio, ai datori di lavoro, ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e, più in generale, a tutti gli attori della sicurezza nei luoghi di lavoro e di comunità.

Per scaricare il documento, cliccare qui

In materia di formazione dei lavoratori addetti all’utilizzo di attrezzature di lavoro particolari (gru a torre, carrelli elevatori, macchine movimento terra etc.), di cui all’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, (di cui ci siamo già occupati), continuano i chiarimenti e le puntualizzazioni del Ministero del Lavoro. Tocca quindi alla circolare 21/2013 del 10 giugno 2013 fornire nuovi spunti interpretativi, in generale di lieve entità e, potremmo dire, di dettaglio.

L’aspetto forse più rilevante lo troviamo al punto 4. della circolare, dove si precisa che le attrezzature di lavoro soggette alle disposizioni di cui all’articolo 73 comma 5 D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, ovvero la necessità di una specifica formazione e abilitazione per i conducenti, “sono esclusivamente quelle elencate alla lettera A), punto 1, dell’Allegato A dell’Accordo Stato Regioni 22 febbraio 2012, e rispondenti alle definizioni ivi riportate. Tale elenco deve pertanto intendersi esaustivo e non esemplificativo e quindi non suscettibile di ampliamento per via analogica o interpretativa”. In tal senso, sono quindi esclusi dalla necessità di una specifica formazione e abilitazione per l’uso, le seguenti attrezzature di lavoro: “ponti mobili sviluppabili ad azionamento manuale; trattori industriali di solo traino rimorchi o altro utilizzati ad esempio in area aeroportuale, area ferroviaria, stabilimenti, magazzini; carrelli industriali semoventi sprovvisti di sedili etc.”.

Per scaricare la circolare, cliccare sul sito del Ministero del Lavoro

In materia di formazione dei lavoratori addetti all’utilizzo di attrezzature di lavoro particolari (gru a torre, carrelli elevatori, macchine movimento terra etc.), di cui all’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, (di cui ci siamo già occupati), una recente circolare ministeriale offre nuovi utili chiarimenti, in primo ai “lavoratori del settore agricolo”, che possono autocertificare la pregressa esperienza nell’uso delle attrezzature di lavoro tramite “una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà” ai sensi del DPR 445/2000.

La circolare evidenzia, inoltre, che la formazione è richiesta anche nel caso di “utilizzo saltuario od occasionale” delle attrezzature di lavoro in argomento. Viceversa, tale formazione non è necessaria “nel caso in cui non si configuri alcuna attività lavorativa connessa all’attrezzatura di lavoro. Rientrano tra dette attività le operazioni di semplice spostamento a vuoto dell’attrezzatura di lavoro, la manutenzione ordinaria o straordinaria etc.”.

Per scaricare la circolare, cliccare qui

In materia di formazione dei lavoratori e dei preposti, ormai disciplinata dall’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 (di seguito definito semplicemente Accordo), dobbiamo ora registrare la definizione dei “Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro”.

Il citato Accordo prevedeva infatti, in attesa di ulteriori prescrizioni legislative, che i docenti in materia di sicurezza sul lavoro dovessero semplicemente “dimostrare di possedere esperienza almeno triennale di insegnamento o professionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro”: un requisito oggettivamente “soft”, in una materia di tale complessità.
Ora l’attesa è terminata, con l’emanazione del Decreto Interministeriale 6 marzo 2013, ufficializzato tramite un “avviso” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2013.

Nello specifico, il decreto recepisce i criteri di qualificazione della figura dei formatori per la salute e sicurezza sul lavoro, individuati dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi dell’articolo 6 comma 8 lett. m-bis) del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81.

Il decreto è costituito, sostanzialmente, da un dettagliato allegato tecnico, che fissa i requisiti professionali e formativi minimi dei formatori, sulla base di un unico “prerequisito” e di una serie di “criteri” (di cui almeno uno deve essere posseduto).

Il decreto entra in vigore dodici mesi dopo la pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale, ovvero a far data dal 18 marzo 2014, con l’eccezione dei datori di lavoro in “possesso dei requisiti di svolgimento diretto dei compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione di cui all’articolo 34 D. Lgs. 81/2008” (in pratica, i datori di lavoro che svolgono anche la funzione di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione): essi potranno continuare a svolgere attività formative, nei confronti dei propri lavoratori, fino al 18 marzo 2016.

Per scaricare il documento, cliccare qui: Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013

Pubblicato da Fondimpresa il nuovo bando per la formazione dei lavoratori su temi di salute, sicurezza sul lavoro e tematiche ambientali. L’obiettivo è quello di favorire la formazione non obbligatoria su temi di significativa importanza ed attualità.

Sono, quindi, disponibili fondi , a partire dal 18 marzo 2013 e fino ad esaurimento per formare i lavoratori dipendenti delle aziende che intendono aderire a questa opportunità.

EST è società altamente qualificata ed ha maturato negli anni un’approfondita esperienza nella preparazione e gestione di corsi di formazione.
Per approfondimenti sul tema, visita anche: Servizi – formazione.

Percorsi Formativi

EST ha maturato ampia esperienza nello svolgimento di corsi di formazione rivolti ai Lavoratori  in merito agli aspetti legati alla sicurezza e salute sul lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 37, comma 1 del DLgs 81/08 e dall’Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori pubblicato sulla G.U. del 11/01/2012.

I corsi proposti costituiscono anche formazione di base per i  Preposti.

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