Impianti di compostaggio: l’importanza di una corretta gestione
La conduzione di questi impianti risulta particolarmente complessa, non essendo possibile affidarla unicamente a sistemi automatici e standardizzati.
L’importanza delle competenze e delle esperienze acquisite.

Il trattamento biologico mediante compostaggio, per il recupero delle frazioni organiche dei rifiuti urbani, al fine di produrre prodotti utili per l’agricoltura, è in continuo sviluppo ed espansione in Italia. Ciò è dovuto, tra l’altro, alla spinta legislativa nazionale ed europea, i cui cardini sono la separazione e il trattamento controllato delle matrici biodegradabili, attraverso un processo che porti a un prodotto certificato e utilizzabile in agricoltura.

Una gestione complessa

L’ottimizzazione operativa di un impianto di compostaggio, sia in fase di pre-avviamento sia di esercizio, comporta l’utilizzo di una serie di complesse e articolate conoscenze e competenze, che permettono di gestire, in maniera opportuna, le scelte impiantistiche legate all’equilibrio tra logistica, economicità, tempi di processo, qualità del prodotto e minimizzazione degli impatti ambientali. Con particolare riguardo alle emissioni odorigene, di cui ci siamo occupati diffusamente in due separati articoli, anche per il loro forte impatto sull’opinione pubblica (vedi Emissioni odorigene e molestie olfattive: come misurare gli odori e Emissioni odorigene e molestie olfattive: un esempio concreto).

Trattandosi di un processo biologico, il compostaggio non può essere regolato esclusivamente da automatismi elettromeccanici a feedback, come nel caso, ad esempio, di un impianto per la produzione di prodotti chimici. Viceversa, sono necessari costanti controlli e verifiche dei parametri fondamentali di processo, al fine di garantire il corretto andamento della degradazione biologica aerobica.

…Continua a leggere…