Rischio Chimico

L’impiego di sostanze chimiche nei laboratori di ricerca coinvolge figure professionali diverse, con preparazione non sempre specifica. Non solo chimici, biologici, medici e tecnici, ma anche tesisti, dottorandi e quanti, a fini di studio o ricerca, frequentano i locali dei laboratori e partecipano alle attività svolte in questi ambienti di lavoro. Le sostanze chimiche possono essere fonte di pericolo ed i relativi rischi devono essere valutati e controllati in modo da aumentare la qualità e la sicurezza delle attività di laboratorio, al fine di evitare infortuni sul lavoro. Gli effetti sulla salute che possono verificarsi a seguito di eventi espositivi sono i più diversi, fortemente condizionati dal tipo di agente chimico con cui si viene in contatto e dalle condizioni di esposizione che si realizzano. A tale scopo INAIL ha redatto un opuscolo (65 pagine) di facile consultazione con schede, segnaletiche di sicurezza e focus sulle sostanze più utilizzate, ad…

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Andamento infortunistico 2012 secondo i dati INAIL.
Al netto della crisi, continua positivamente la riduzione del fenomeno

L’INAIL ha reso noto i dati quasi definitivi dell’andamento infortunistico del 2012, aggiornati al 28 febbraio 2013, che evidenziano una riduzione di circa il 9 per cento rispetto all’anno precedente (circa 657mila casi a fronte di 726mila). “Oltre la metà del calo infortunistico registrato tra il 2011 e il 2012 – precisa l’INAIL – è imputabile alla grave crisi in atto, ma la rimanente quota è pur sempre attribuibile all’effettivo miglioramento dei livelli di rischio in atto ormai da molti anni nel nostro Paese”. Nello specifico, come evidenziato nella tabella, la riduzione degli infortuni appare nettamente più rilevante rispetto alla riduzione del numero degli addetti. La maggiore riduzione percentuale degli infortuni (-17,1 per cento) si riscontra nel comparto delle costruzioni (storicamente tra i più “a rischio”), che ha fatto registrare una contrazione degli addetti pari al 5,0 per cento. Situazione analoga nel comparto industriale nel suo complesso, con una riduzione…

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Nuova iniziativa del “Dipartimento dei Vigili del Fuoco” a favore della sicurezza sul lavoro, con particolare riguardo ai lavoratori stranieri, sempre più diffusi nel tessuto produttivo nazionale. A tale scopo, i VV.FF. hanno realizzato un interessante e utile opuscolo informativo in sei lingue – albanese, cinese, francese, inglese, spagnolo e ucraino – allo scopo di favorirne una capillare diffusione fra la popolazione straniera residente. Nella realizzazione dell’opuscolo – che sarebbe più corretto definire manuale, considerato che è composto di oltre 60 pagine – sono stati presi in considerazione i settori lavorativi nei quali si registrano il maggior numero di infortuni: agricoltura, edilizia e servizi. Un’iniziativa di grande utilità, tenuto conto che, nel 2010, il 16,4 per cento degli infortuni sul lavoro ha riguardato lavoratori extracomunitari. Per scaricare i manuali, cliccare sul sito dei VVFF

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Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 8 del 24 maggio 2012, fornisce precise e rigorose indicazioni in merito all’utilizzo in sicurezza delle “ceste autoprodotte portate dai trattori in ambito agricolo e forestale”. Sulla base delle indicazioni del D. Lgs. 81/2008 e della cosiddetta Direttiva Macchine (D. Lgs. 17/2010), viene in particolare esaminato il problema legato alla compatibilità tra la cesta e il trattore cui è destinata. Un documento prettamente tecnico, volto a prevenire gravissimi infortuni, a volte anche mortali, derivanti in primo luogo dal ribaltamento dei mezzi. Per scaricare la circolare, cliccare qui

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Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL): un investimento che si ripaga da solo
Uno studio INAIL dimostra i grandi ritorni economici connessi all’adozione di questi sistemi di gestione: il numero degli infortuni si riduce in media di un quarto, e la loro gravità di un terzo. Con tutti i risparmi – diretti e indiretti – facilmente immaginabili

Negli scorsi mesi ci siamo più volte occupati dei Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL), sotto vari aspetti: la fattibilità per le micro e piccole imprese, le nuove ”Linee di indirizzo INAIL” rivolte a imprese di medie dimensioni, le ”Linee di indirizzo ITACA” per micro e piccole imprese, una circolare ministeriale di confronto tra le varie linee guida applicabili. Con il presente articolo, vogliamo invece illustrare un recente studio dell’INAIL (pubblicato da Ambiente e Sicurezza) che dimostra, con oggettività statistica, i notevoli ritorni economici connessi all’adozione di questi sistemi organizzativi, in particolare per ciò che concerne la riduzione del fenomeno infortunistico, sia in termini di frequenza che di gravità. Con tutti i risparmi – diretti e indiretti – che è facile immaginare.

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Infortuni in calo anche nel 2011

I dati INAIL non sono ancora definitivi, ma salvo improbabili sorprese statistiche, anche nel 2011 gli infortuni sul lavoro in Italia sono in diminuzione, attestandosi probabilmente intorno ai 750mila casi, contro i 775mila del 2010. E’ questa l’anticipazione riportata dall’ultimo numero della Newsletter “Sicurezza e Prevenzione” del Ministero del Lavoro, che dettaglia anche i dati, ormai definitivi, dei primi nove mesi del 2011. In questo periodo temporale, gli eventi infortunistici sono diminuiti del 4,5 per cento, a fronte di un aumento occupazionale stimato tra lo 0,1 e lo 0,4 per cento. Un dato sicuramente positivo, che purtroppo non si ripercuote sugli infortuni mortali, rimasti sostanzialmente invariati: 691 nei primi nove mesi del 2011, a fronte di 697 del medesimo periodo dell’anno precedente. Tutti i dettagli sulla Newsletter del Ministero del Lavoro, raggiungibile cliccando qui: http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/18C21932-4EDE-44B5-97C5-728951454472/0/MDL201109.pdf

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Controlli sempre più mirati, per un lavoro sempre più sicuro. Così, in estrema sintesi, possiamo riassumere il senso del “Piano regionale 2011-2013 per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro“, realizzato dalla Regione Lombardia col pieno e unanime accordo di tutte le forze sociali interessate (datoriali, sindacali, artigiane, agricole etc.). Un “Piano” che si prefigge obiettivi ambiziosi: riduzione del 15 per cento degli infortuni mortali e invalidanti, riduzione del 10 per cento degli infortuni gravi, riduzione globale del 5 per cento su base annua di tutti gli infortuni, emersione delle malattie professionali.

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