Spesso ci siamo occupati della formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: una tematica fortemente innovata dagli Accordi Stato Regione degli anni 2011 e 2012, che di fatto hanno definito, in modo esaustivo, i requisiti minimi delle “attività di informazione, formazione e addestramento”, sia a livello di contenuti, sia a livello di modalità di erogazione.

Le molteplici innovazioni introdotte dai citati “Accordi”, hanno inevitabilmente creato non pochi problemi applicativi e interpretativi, di fronte ai quali l’ASL Monza e Brianza ha redatto (in collaborazione con le parti sociali del “Comitato Provinciale ex art. 7 D. Lgs. 81/08”), una “Guida per le imprese: formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro”. Una guida, come si può leggere nell’introduzione, che vuole “fornire al datore di lavoro un aiuto operativo per il concreto adempimento del dovere di formazione nei confronti dei lavoratori e di stimolare i lavoratori e i loro rappresentanti sul diritto – dovere alla partecipazione attiva alle iniziative proposte”.

In effetti, si tratta di uno strumento tecnico veramente ben fatto, diremmo esaustivo della materia, basato sulla guida vera e propria (un fascicolo di 26 pagine) e su quattordici allegati. Tra le peculiarità, segnaliamo i seguenti aspetti:

  • una chiara tabella riepilogativa degli obblighi e dei requisiti minimi in materia di formazione (a pagina 6);
  • un modello (allegato V) di autocertificazione di possesso dei requisiti di legge dei docenti;
  • una lista di controllo (allegato VI) per la sperimentazione della formazione a distanza;
  • un modello (allegato XI) del libretto formativo personale;
  • un modello (allegato XIV) di “scheda di autovalutazione aziendale” in materia di formazione: un utile strumento di autodiagnosi, utilizzabile, tra l’altro, per identificare le maggiori e più significative “carenze formative” aziendali, sulla base delle quali programmare, con la dovuta urgenza, i necessari momenti formativi di adeguamento.

Nell’insieme, uno strumento tecnico quanto mai raccomandabile.

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In materia di formazione dei lavoratori addetti all’utilizzo di attrezzature di lavoro particolari (gru a torre, carrelli elevatori, macchine movimento terra etc.), di cui all’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, (di cui ci siamo già occupati), continuano i chiarimenti e le puntualizzazioni del Ministero del Lavoro. Tocca quindi alla circolare 21/2013 del 10 giugno 2013 fornire nuovi spunti interpretativi, in generale di lieve entità e, potremmo dire, di dettaglio.

L’aspetto forse più rilevante lo troviamo al punto 4. della circolare, dove si precisa che le attrezzature di lavoro soggette alle disposizioni di cui all’articolo 73 comma 5 D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, ovvero la necessità di una specifica formazione e abilitazione per i conducenti, “sono esclusivamente quelle elencate alla lettera A), punto 1, dell’Allegato A dell’Accordo Stato Regioni 22 febbraio 2012, e rispondenti alle definizioni ivi riportate. Tale elenco deve pertanto intendersi esaustivo e non esemplificativo e quindi non suscettibile di ampliamento per via analogica o interpretativa”. In tal senso, sono quindi esclusi dalla necessità di una specifica formazione e abilitazione per l’uso, le seguenti attrezzature di lavoro: “ponti mobili sviluppabili ad azionamento manuale; trattori industriali di solo traino rimorchi o altro utilizzati ad esempio in area aeroportuale, area ferroviaria, stabilimenti, magazzini; carrelli industriali semoventi sprovvisti di sedili etc.”.

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Senza voler esagerare e fare della facile retorica, siamo a una svolta storica nell’evoluzione della normativa nazionale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il 21 dicembre 2011 la “Conferenza Stato Regioni” ha infatti emanato l’accordo previsto dall’articolo 37 comma 2 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, ovvero i “requisiti minimi”, in termini di durata, contenuti e modalità, della formazione da impartire ai lavoratori, preposti e dirigenti.

Finalmente è possibile dare sostanza alla prescrizione dell’articolo 37 comma 1 del citato decreto, che prescrive alle imprese l’obbligo di fornire ai lavoratori “una formazione sufficiente ed adeguata”. Fino all’emanazione di questo accordo, nessuno poteva dire quand una formazione era “sufficiente e adeguata”, con la conseguenza che “tutti formavano tutti”, nei tempi, modi e contenuti più disparati. E pressoché senza possibilità di controllo e di intervento degli enti di controllo, salvo casi eclatanti.

Tutte le imprese dovranno ora verificare lo stato di formazione dei propri lavoratori, e adeguarlo in tempi relativamente rapidi (a seconda dei casi, 12 e 18 mesi), con un impegno oggettivamente non trascurabile

Riservandoci di approfondire in successivi articoli l’importante accordo, esso è scaricabile cliccando qui: Formazione_ART 37 C 2_Accordo Stato Regioni