Tranne poche eccezioni, legate ad alcune specifiche attività lavorative, tra cui in modo particolare gli ambienti sanitari, il rischio biologico è spesso poco conosciuto e, con ogni probabilità, nettamente sottostimato in molti comparti produttivi. In questa ottica, dobbiamo segnalare un importante supporto ai tecnici e alle aziende: le Linee guida INAIL “Il rischio biologico nei luoghi di lavoro – Schede tecnico-informative”.

Uno strumento di lavoro molto pratico e concreto, caratterizzato da trenta schede analitiche di valutazione, corrispondenti ad altrettanti ambienti di lavoro: da varie tipologie di allevamenti ai macelli, dalle aziende tessili alle falegnamerie, dalle scuole agli uffici, dalle imprese di pulizia alle attività di assistenza familiare, e molto altro ancora. In altri termini, nessun ambiente di lavoro può considerarsi del tutto esente dalla presenza di agenti biologici potenzialmente pericolosi.

Nello specifico, le varie schede forniscono indicazioni sulle principali fonti di pericolo, le modalità di esposizione, gli effetti sulla salute, le specifiche misure di prevenzione e protezione da mettere in atto, nonché le principali indicazioni tecniche per lo svolgimento del monitoraggio ambientale. Da segnalare anche un glossario dei principali termini specialistici e un breve elenco di agenti biologici potenzialmente presenti negli ambienti di lavoro, con le principali patologie da essi causate.

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