nitrificazione denitrificazione
Nitrificazione e denitrificazione negli impianti di depurazione intercomunali
VALUTAZIONE DI EFFETTI INIBITORI AD OPERA DI SCARICHI INDUSTRIALI: ESPERIENZE DI LABORATORIO

La depurazione biologica di reflui fognari che confluiscono in impianti di tipo consortile a servizio di territori estesi vede la presenza di una componente importante proveniente da attività produttive, caratterizzate spesso da una discontinuità idraulica e da una variabilità qualitativa ad ampio spettro, con presenza di sostanze con caratteristiche di biodegradabilità e nocività molto diverse.

Queste caratteristiche pongono notevoli problemi ai gestori degli impianti centralizzati, in particolare nei confronti di alcune specie batteriche fondamentali nel processo di biodepurazione. È il caso dei “nitrobatteri” responsabili della trasformazione di composti azotati (nitrificazione), che ne permettono la rimozione anche con elevata efficienza.

La restituzione di reflui “depurati” nelle acque superficiali impone contenuti di azoto sotto forma di ammoniaca, nitriti e nitrati molto contenuta per escludere i noti fenomeni di eutrofizzazione.

Questi obiettivi spesso non si raggiungono esponendo i gestori dei depuratori, pur seriamente impegnati, a gravi sanzioni.

Va ricordato, a tal proposito, che l’ITALIA è sottoposta a procedura di infrazione proprio a causa del mancato rispetto della DIRETTIVA 271/91, art. 4, perché impianti di depurazione civili non assicurano nei reflui in uscita il rispetto dei limiti per il contenuto di azoto.

La causa è da ricercare spesso nella presenza di sostanze che svolgono una inibizione sui nitrobatteri. Il nostro laboratorio, interpellato in tal senso, ha svolto interessanti e proficue indagini, adottando metodiche collaudate e affidabili, su specifici reflui industriali, confermando presenza di composti o miscele di composti che causavano inibizioni alla nitrificazione e denitrificazione individuando soglie di concentrazioni adeguate ad eliminare l’effetto inibitore.

In presenza di reflui che possono generare questi gravi disagi, è opportuno, anzi doveroso, escludere attraverso preventivi test idonei queste evenienze, le cui conseguenze sono devastanti, vanificando l’impegno rivolto all’intero processo di collettamento e depurazione a tutela dei corpi idrici recettori.