car-fluff
END OF WASTE – CESSAZIONE DELLA QUALIFICA DI RIFIUTO PER IL CAR-FLUFF
Pubblicata la circolare del ministero dell’Ambiente in merito alla cessazione della qualifica di rifiuto del “Car-fluff” rendendolo ammissibile alla produzione del CSS-combustibile per i cementifici.

Il 29 marzo 2018 è stata diramata dal Ministero dell’ambiente la Circolare n.4843 che fornisce chiarimenti interpretativi al DM n.22 del 14/02/2013, il quale definisce i criteri “End of Waste” da rispettare affinché tipologie di combustibile solido secondario (CSS) cessino di essere qualificate come rifiuto. Finalità della circolare è fare chiarezza definitiva rispetto al Decreto, che aveva autorizzato l’utilizzo del combustibile da rifiuti CSS in cementifici e centrali termoelettriche: “Il car-fluff (codice CER 19 10 04) è ammissibile alla produzione del CSS-Combustibile in quanto rifiuto speciale non pericoloso” CAR-FLUFF, veicoli a fine vita e target europei L’articolo 184-ter comma 4 del D.Lgs. n.152/2006 (TUA) stabilisce che i rifiuti che cessano di essere tali (end of Waste) sono da computarsi ai fini del calcolo del raggiungimento degli obiettivi di riuso e recupero stabiliti dalla Direttiva europea 2000/53/CE “Veicoli a fine vita” recepita in Italia dal D.Lgs. n.209 del 24/06/2003. Tra i…

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end of waste
END OF WASTE: COMPETENZA DELLO STATO LA CESSAZIONE DI QUALIFICA COME RIFIUTI
La sentenza del Consiglio di Stato n.1129 del 28/02/2018 ha sancito che spetta solo allo Stato (con il Ministero dell’Ambiente) il potere di stabilire cosa possa essere qualificato come “End of Waste”, cioè materiale non più considerato come rifiuto in quanto oggetto di trattamento e recupero differenziato.

La definizione di cessazione della qualifica di rifiuto è stabilita dall’art. 6 della Direttiva 2008/98/CE Rifiuti: gli Stati membri possono inoltre decidere (in assenza di categoria specifica comunitaria) caso per caso se un determinato rifiuto possa essere qualificato come EoW. Sono esclusi dal processo enti e/o organizzazioni interne allo Stato, quali le Regioni, in quanto il riferimento normativo della Direttiva va all’intero territorio di uno Stato membro. Questo il nodo su cui si sviluppa la sentenza del Consiglio di Stato n.1129/2018 che ribalta la sentenza del TAR Veneto n.1422/2016 e il relativo nulla osta ad un’attività di trattamento e recupero di rifiuti costituiti da pannolini e assorbenti, qualificandola come attività di recupero di tipo R3. Qualifica ed autorizzazione ordinaria che la regione Veneto aveva inizialmente respinto, non essendo tra quelle previste dalla Direttiva 2008/98/CE. Recita la sentenza n.1129 “Il destinatario del potere di determinare la cessazione della qualifica di rifiuto…

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residui di produzione
Residui di produzione: sottoprodotti o rifiuti?
Ulteriori informazioni ministeriali su come dimostrare la sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

Il 13 ottobre 2016 è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 264 “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” col fine di favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri. Merita innanzitutto ricordare che i SOTTOPRODOTTI non sono soggetti alla disciplina sui rifiuti, con evidenti benefici sul piano economico, amministrativo (autorizzazioni, registri, …) e sanzionatorio. Il decreto definisce alcune modalità con cui il detentore del residuo di produzione può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali previste dalla normativa: la sostanza è originata da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza; è certo l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto nel corso dello stesso o di…

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impianti per rifiuti sottoprodotti
Rifiuti? No, sottoprodotti!
Il Ministero chiarisce come dimostrare la qualifica di sottoprodotto

Tutte le attività produttive e commerciali possono generare scarti e residui che molto spesso entrano nel circuito dei rifiuti. Questo comporta ingenti oneri di gestione e grandi responsabilità, con possibili conseguenze di carattere anche penale. Alcuni residui, a condizione che rispettino i criteri definiti dal D.Lgs. 152 del 2006, possono essere considerati sottoprodotti anziché rifiuti. E’ così possibile beneficiare di una gestione meno onerosa sia dal punto di vista economico che delle responsabilità del produttore. Per favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e di servizi, il Ministero, col Decreto n° 264 del 2016, definisce alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare la qualifica di sottoprodotto. Inoltre, specifica e dettaglia: un elenco delle principali norme che regolamentano l’impiego; una serie di operazioni e di attività che possono costituire normali pratiche industriali per le biomasse; come effettuare il deposito e la movimentazione del…

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miscelazione di rifiuti
Miscelazione di rifiuti: deve sempre essere autorizzata
Così sancisce una sentenza della Corte Costituzionale

Chi effettua trattamento dei rifiuti sa perfettamente quanto sia articolata e puntuale la normativa comunitaria e nazionale in materia. La situazione è particolarmente complessa nel caso della miscelazione di rifiuti. È un’operazione molto delicata per assicurare la corretta gestione dei rifiuti e i possibili impatti ambientali che ne derivano. Per questo motivo tale attività è regolamentata a diversi livelli istituzionali, con normative che si prestano a differenti interpretazioni. Lo scorso aprile la Corte Costituzionale con sentenza n.75 ha dichiarato incostituzionale il concetto introdotto dalla legge n. 221 del 2015 relativamente al fatto che “le miscelazioni non vietate non sono sottoposte ad autorizzazione e non possono essere soggette a prescrizioni o limitazioni diverse od ulteriori rispetto a quelle previste per legge”. L’articolato della sentenza evidenzia che ai sensi della normativa comunitaria: Gli Stati membri impongono a qualsiasi ente o impresa che intende effettuare il trattamento dei rifiuti di ottenere l’autorizzazione dell’autorità competente….

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Sostanze SVHC. Recupero di materie prime secondarie
Applicazione del regolamento REACH nei confronti di sostante SVHC

Il Regolamento Europeo REACH (“Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals“), applicato anche in Italia, definisce in particolare un elenco di sostanze molto preoccupanti per la salute umana o per l’ambiente (Candidate List of Substances of Very High Concern – SVHC), elenco periodicamente aggiornato che vede la ricerca e l’introduzione di nuovi dati tossicologici. Attualmente l’elenco prevede circa 200 sostanze ritenute particolarmente “preoccupanti”, la cui presenza va verificata su ogni articolo. Tutti i prodotti (“articoli” nel Regolamento) che contengono più dello 0,1% anche di solo una di queste sostanze devono poter essere impiegati senza che ciò rappresenti rischi per gli utilizzatori (compresi i consumatori). Devono quindi contenere tutte le informazioni necessarie per consentirne un utilizzo sicuro. Tali informazioni sono a carico del fornitore dell’articolo (produttore, importatore o distributore); la presenza anche di una sola di queste sostanze può implicare obblighi giuridici da parte del fornitore nei confronti dell’Agenzia Europea delle…

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Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali
Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali
Il 9 ed il 10 Giugno presso il Palazzo della Borsa Valori di Genova si terrà l'Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali

Segnaliamo che giovedi 9 e venerdi 10 Giugno 2016 si terrà a Genova, presso il Palazzo della Borsa Valori, l’ Assemblea Generale dell’Albo nazionale gestori ambientali, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente. L’evento è articolato in due giornate: giovedì 9 in sessione riservata alle strutture dell’Albo mentre venerdì 10 in sessione pubblica aperta a tutti gli operatori. Nella seconda giornata dell’Assemblea segnaliamo in particolare gli interventi del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, del direttore generale del Ministero dell’Ambiente Mariano Grillo e del presidente dell’Albo Eugenio Onori. Per maggiori dettagli sull’evento consultare il link: http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/alb_gest_amb/brochure_programma_assemblea_generale_genova2016.pdf L’Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/2006 e succede all’Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. E’ costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale e in Sezioni regionali e provinciali. Alcune tra le principali competenze attribuite al Comitato nazionale e alle…

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impianti per rifiuti sottoprodotti
Impianti per Rifiuti: Un motore di ricerca dalla Provincia di BG
Il motore di ricerca consente di visualizzare l'elenco degli impianti per rifiuti presenti sul territorio provinciale in possesso di autorizzazione allo smaltimento e/o recupero di rifiuti che operano in forza di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Allo scopo di fornire uno strumento utile per individuare gli impianti a cui conferire i rifiuti prodotti, segnaliamo che la Provincia di Bergamo rende disponibile un utile motore di ricerca di impianti per rifiuti al seguente indirizzo web: Provincia di Bergamo E’ possibile effettuare la ricerca selezionando la tipologia dell’impianto (quali Compostaggio, Depurazione, Discariche, Inertizzazione), il Comune in cui lo stesso è localizzato oppure un codice CER che l’impianto è autorizzato a ricevere. Selezionando uno degli impianti proposti nei risultati della ricerca si può accedere alla scheda del singolo impianto con indirizzi, recapiti e l’elenco dei codici CER dei rifiuti trattati. La normativa relativa alla gestione dei rifiuti è in continua evoluzione. Il SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema informatico di monitoraggio e tracciabilità dei rifiuti pericolosi voluto dal Ministero dell’Ambiente Italiano. Con l’avvento del SISTRI si passa da un sistema di gestione dei rifiuti…

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energia alternativa

In occasione della settimana dell’ energia alternativa organizzata da Confartigianato Bergamo e Confindustria, la Montello S.p.A. ha presentato la sua prossima sfida: un impianto di upgrading del biogas in biometano e anidride carbonica. Si tratta, in sostanza, di un sistema che raccoglie il biogas prodotto dalla digestione anaerobica dei rifiuti organici e lo sottopone a trattamento di purificazione con tecnologia a membrane , separando il metano dall’anidride carbonica, al fine di ottenere: combustibile da immettere nella rete gas nazionale o da inviare ad impianti di erogazione per autotrasporto; anidride carbonica destinata principalmente al settore alimentare. L’impianto sarà operativo entro giugno del prossimo anno, in forza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 5720 del 07/07/2015 rilasciata da Regione Lombardia per l’intero insediamento Montello S.p.A. e l’Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità” n. 1777 del…

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La filiera della raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani (in sigla RSU) e di tutti i servizi ambientali connessi, rappresenta un comparto dalle molte peculiarità, soggetto a una continua evoluzione. Dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori, e della conseguente “valutazione dei rischi”, segnaliamo un utile documento tecnico: “Manuale della sicurezza nella filiera dei rifiuti urbani e dei servizi ambientali connessi”, elaborato dalla F.P. – Cgil di Pesaro-Urbino, recependo integralmente un analogo documento realizzato da FISE – Federazione Imprese e Servizi. Il manuale, prettamente tecnico e pratico, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cultura della sicurezza nelle piccole e medie imprese del settore, anche attraverso la realizzazione e l’implementazione di strumenti operativi di supporto, sia al processo di valutazione dei rischi, sia alla gestione degli stessi. Un documento rivolto quindi ai datori di lavoro e ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, ma anche agli stessi lavoratori e ai…

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